Il sentiero delle Mole a Blera

Itinerario circolare a piedi nei comuni di Blera e di Barbarano Romano, in provincia di Viterbo. Nel vasto, poco conosciuto territorio storico dell’Etruria Meridionale, corrispondente all’entroterra viterbese, la morfologia vulcanica ha prodotto un paesaggio di alture, altipiani, rupi, forre e valloni rivestiti di boschi di macchia e di radure dove si radunano animali allo stato brado, dove il mezzo di locomozione più appropriato è ancora il cavallo o il fuoristrada. Antiche strade solcano questo spazio lasciando presagire una dimensione insediativa antica più fitta e importante dell’attuale. Ponti, vie incavate nel tufo, edifici e necropoli di epoca etrusca, sommersi nella vegetazione, s’incontrano ovunque regalando al visitatore un alone di mistero.

Barbarano500Blera, 25 chilometri a sud di Viterbo, è un paese appoggiato su un promontorio di tufo intagliato fra due profondi valloni e sintetizza la natura arcana di questo paesaggio. La sua posizione fa pensare che l’abitato non abbia mai avuto soluzione di continuità dagli Etruschi fino a oggi. Stratificazioni di secoli, sviluppi o regressioni avvennero lungo la Via Clodia, che lambendo Blera unì dal finire del IV sec. a. C. Roma con l’entroterra tirrenico.

L’escursione ripercorrerà da Blera un breve tratto dell’antica via per poi inoltrarsi nella forra del Fosso Biedano, un recondito corridoio naturale fra pareti di tufo, alte decine di metri, che rivelano ovunque segni del passato, con un fondovalle dove il sole ogni giorno arriva per poche ore. Nell’intrico della vegetazione si riconoscerà un sentiero che farà da guida fino a Barbarano Romano.

Partenza e arrivo: Blera. Si raggiunge da Roma (77 km) seguendo la Via Cassia (SS 2) fino a Cura di Vetralla e quindi la provinciale per Blera. Lunghezza: 10,6 km Tempo di percorrenza: 4 ore Dislivello: 230 metri Condizioni del percorso: sentiero lungo la forra del Biedano da percorrere con buone calzature da trekking; segnavia rosso/bianco e arancio con il numero 1; da Barbarano a Blera strada carrabile lungo una ex-ferrovia. Periodo indicato: dall’autunno all’inizio della primavera. Indirizzi utili: Parco naturale regionale Marturanum, via IV novembre, Barbarano Romano, tel. 0761.414507, www.parchilazio.it/marturanum – Proloco Blera, via Roma 15, tel. 0761.470418, prolocodiblera.it Con chi: l’Associazione Antico Presente (335.8034198) organizza visite guidate a carattere archeologico o naturalistico su questo e su altri itinerari di Blera e dintorni per singoli, gruppi o scolaresche. Info: http://www.anticopresente.it

Alberghi e ristoranti. Agriturismo Poggio al Sasso (loc. Crocevive, Blera, 0761.645210, http://www.agriturismopoggioalsasso.it). Bella dimora di campagna fra gli uliveti con ristorante, piscina e prodotti locali (vino, olio). Camera doppia con prima colazione da 60 a 80 euro; menu da 30 a 35 euro, vino compreso. Ristorante La Torretta (p.za Giovanni XXIII 9, Blera, 0761.479189). Buona cucina locale (menu da 20 euro) a base di carni e selvaggina, abbondanza di primi e tre camere per eventuale pernottamento. Le buone cose. Coop. Agricola Colli Etruschi (via degli Ulivi 2, Blera, 0761.470469, http://www.collietruschi.it). L’olio di Blera è reputato fra i primi venti olii del mondo grazie alle sue qualità organolettiche ed è frutto del lavoro di 380 soci su oltre 800 ettari di uliveti. La varietà ‘eVo’ proviene da colture biologiche.

Blera.mapIl centro storico di Blera ha perso le difese artificiali – mura, porte, rocca – che aggiunte a quelle naturali permisero alla popolazione di superare il buio della storia. Ciononostante, lungo l’asse di Via Roma, emerge ancora il tessuto edilizio del borgo medievale che sostituì l’originario insediamento etrusco del Petrolo, collocato più a nord dell’abitato attuale.

«Le sue strette e lunghe viuzze – scrisse Sante Bargellini all’inizio del secolo scorso – dalle case costruite forse talvolta con i materiali che appartennero ad opere etrusche o romane, i suoi balconcini dalla duplice scala esterna, su cui le comari siedono la sera a raccontare e i giovani e le ragazze ad amoreggiare, il suo esile ponte dal curvo arco tremolante, la vasta necropoli e le sue rupi fantastiche non saranno certo dimenticate dal viaggiatore».

DSC_0733.Terza mola

Dallo slargo del municipio, dov’era la Porta Romana del borgo, si raggiunge il terrazzo da cui si ha una prima veduta della forra del Biedano. Proprio accanto inizia la discesa passando accanto al vecchio lavatoio. Il viottolo, purtroppo maltenuto, scende accanto alla parete di tufo dove si affollano cantine e grotte usate dai blerani come magazzini. Guardando in alto si nota l’arcata del viadotto stradale, realizzato nel 1939, alto 60 metri, che unisce Blera al suo territorio.

DSC_0715Giunti nel fondovalle si scorge, nel groviglio della vegetazione, il Ponte del Diavolo, gettato a tre archi sul Fosso Biedano nel I sec. a. C. e sul quale correva la Via Clodia. Risulta difficile immaginare che su questo esile passaggio, oggi ridotto a poco più di un sentiero, scorresse in antico una strada romana. Senza passare sull’opposta sponda si prosegue sul fianco del fondovalle iniziando a risalire il corso del Biedano. Subito si è avvolti dalla solitudine e dal silenzio. L’atmosfera umida rende ogni immagine evanescente. Il percorso è obbligato: si incontrano segni bianco/rossi. Il torrente forma delle pozze, fra un salto d’acqua e l’altro, dove sguazzano minuscole rane e dove spicca veloci voli il martin pescatore. In taluni punti i blocchi di tufo, precipitati dall’alto e aggrediti dai licheni, sembrano sbarrare il cammino. Altrove brani di murature, pilastri e fondazioni fanno intuire vecchi luoghi di lavorazione, spesso mulini (di uno si conserva ancora a terra la grossa macina). Una foresta di ontani, olmi, salici spunta dal sottobosco di specie aggressive che paiono giunte dalla Preistoria.

DSC_0722.Quarta

Occorre superare per due volte il Biedano a guado per avvicinare la Quarta mola, luogo di estrema suggestione. Il torrente era sbarrato da una diga, o ‘lega’, in conci di pietra e dalla ‘piscina’ che si formava si traeva la corrente d’acqua per muovere le mole o per irrigare fazzoletti di terra, ricavati a terrazzo sul bordo del vallone. Qui si coltivava la canapa, favorita dal clima umido, le cui fibre erano lavorate dalle donne del paese. Nel prosieguo del sentiero si incontreranno altre tre ‘mole’ e si dovrà passare a guado il fosso per altre due volte, da una sponda all’altra in un ambiente sempre più spettacolare dove, fino almeno a un secolo fa, la vita si svolgeva con le faticose mansioni del lavoro contadino. Ora solo il gorgoglio dell’acqua e il canto di un uccello rompono il silenzio. Quando il segnavia si trasforma in un bollo arancio con il numero 1 significa che siamo entrati nel Parco regionale Marturanum, un’area protetta che dal 1994 include la forra del Biedano e i ripiani circostanti, costellati di resti archeologici. Il sentiero giunge ai piedi della rupe che sorregge Barbarano. Una pittoresca scalinata, scavata nel tufo, sale verso il paese e vi entra attraverso Porta Canale.

Martin
Martin pescatore

Come Blera anche Barbarano condivide la posizione arroccata. Se si percorre il nucleo più antico si giunge al vertice della rupe, da cui si gode la vista sulla forra appena percorsa. Retrocedendo si raggiunge il Museo archeologico con reperti rinvenuti nelle necropoli della zona e quindi si esce sotto il torrione cilindrico che delimita, con un tratto delle mura, il centro storico. Il ritorno a Blera può avvenire in bus, se gli orari coincidono, oppure a piedi, lungo il tracciato dismesso della ferrovia Civitavecchia – Orte, aperta nel 1929 con l’intento di collegare il porto tirrenico con le acciaierie di Terni ma mai realmente utilizzata.

Cartolinawww.guidedautore.it – Il vademecum di chi va a piedi e in bicicletta in Italia e dintorni – Naviga!

 

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