Lerici, sul Sentiero dei Poeti

Itinerario a piedi sul promontorio del Caprione nel Golfo della Spezia, da Lerici a Montemarcello.

Nella casa dei poeti, nel golfo che incantò Shelley, Lawrence e Montale abbiamo cercato una traccia di gradini e di selciato, dentro stanze di odorosi boschi con un corredo di minuti borghi aggrappati agli scogli o distesi sui colli come panni ad asciugare al sole. Un bell’itinerario pedonale questo, da affrontare in coppia, in una bella mattinata di fine primavera.

Beccapesci
Beccapesci

Partenza: Lerici (piazza Garibaldi). Lerici si raggiunge dalla stazione Fs di La Spezia con l’autobus urbano S. Arrivo: Montemarcello. Da Montemarcello si torna a Lerici con l’autolinea ATC. Per informazioni, numero verde ATC 167.322.322 – www.atclaspezia.it – Distanza: 5,8 km. Dislivello: 443 metri in salita. Tempo: 2 ore e 30 minuti. Percorso: mulattiere selciate e sentieri. Segnavia: tacche bianco/rosse con il numero 3, quindi paline AVG (Alta Via del Golfo). Praticabilità: buona, tratti scivolosi in caso di pioggia. Periodo: primavera, autunno. Dove mangiare. A Zanego (circa metà percorso): ristorante La Brace, tel. 0187.966952; ristorante Pescarino, tel. 0187.601388. A Montemarcello: trattoria I Pironcelli, via delle Mura 45, tel. 0187.601252. Indirizzi utili. Apt Golfo dei Poeti, viale Mazzini 47, La Spezia, tel. 0187.770900, www.turismoinliguria.it Pro-loco Montemarcello, aperta la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 17.30.

Lerici.map

Itinerario pubblicato su QUI TOURING, maggio 1999. Aggiornato il 29.12.2009. Una descrizione più approfondita di questo itinerario si trova nella mia guida, IL SENTIERO DEI POETI, Alleanza Assicurazioni, 80 pag., Milano, 2001.

1.Partite da Lerici. Esattamente da piazza Garibaldi (dove ferma il bus) imboccando, sotto un vòlto, via Doria. Vi si propone subito una diversione a destra (via Zanelli) verso il Castello, spettacolare complesso fortificato, eretto nel 1241 dai Pisani preoccupati dalla minaccia della dirimpettaia fortezza genovese di Portovenere. La rampa di via Doria raggiunge, in località Monticello (alt. 65), la carrozzabile per Tellaro: non si segue l’asfalto bensì un gradevole percorso pedonale che si sviluppa parallelo poco più a monte. Tacche bianco-rosse alternate ad altre blu-verdi accompagnano i vostri passi; alcuni paracarri incisi indicano che la mulattiera fu realizzata come ‘strada militare’ del sistema difensivo del porto di La Spezia.

Lerici
Lerici e il castello

2 Si arriva a Ca’ de la Lama (alt. 125), sotto le case di Serra e salita una scaletta si contornano le ortaglie e gli uliveti del villaggio. Facile rinvenire, nella platea sotto gli ulivi, belle fioriture di orchidee come la serapide o l’orchidea farfalla. Evitando diramazioni troppo brusche, continuate in piano a mezza costa: un’edicola con una ‘grazia ricevuta’ nel 1914 aiuterà a restare sulla buona via. Subito dopo il percorso quasi s’inabissa nell’umida valle d’Allino (alt. 52) e cerca a stento un varco sul rivo che scende a mare, giusto all’altezza di Fiascherino, della quale, fra la folta vegetazione, s’intravedono solo un paio di case.

3. A ogni discesa segue, come norma, una salita che senza eccessiva pena giunge a scollinare su un poggio dal quale, in breve, si perviene agli sparuti ruderi di Barbazzano (alt. 132), toponimo che ricorda un vecchio insediamento. Il nostro cammino si stabilizza su questa pendice, per ora senza ulteriori salti di quota. Cambia l’abito vegetale, ora più termofilo, meno influenzato dall’umidità dei valloni che abbiamo traversato. Troveremo anche lembi di macchia mediterranea e pinete.

Tellaro
Tellaro

4.Si tocca Portesone (alt. 139), altro nucleo segnato dall’abbandono con le mura perimetrali delle dimore, con qualche arco, con tante pietre ammassate a terra. I percorsi che scendono a mare portano a Tellaro, ma noi manteniamo la direzione di mezza costa confortati dalle indicazioni per ‘Montemarcello’. D’altro canto di Tellaro si narrano cupe leggende, come quella di un gigantesco polipo che di notte sarebbe uscito dal mare per svellere le campane del paese.

5 Un tratto di salita precede la località Zanego (alt. 242), dove si attraversa la rotabile per Montemarcello, realizzata nel 1957. L’incrocio di vie si chiama ‘Quattro strade’ e ricorda, dal 1328, un comune luogo di riunione per deliberare su confini e proprietà. Qui il nostro itinerario si raccorda con l’Alta Via del Golfo (AVG), parte del progetto de ‘Il Cammino dell’Alleanza’, orientato al recupero di 600 km di sentieri in tutta Italia. Si possono seguire i bei segnavia in legno (una variante indicata come ‘AVG 2’ sale sul vicino Monte Murlo, dov’è allocato un orto botanico in crescita) che sfilano accanto a muretti a secco. Porgete lo sguardo a questi muri, troverete diverse sorprese: pianticelle grasse che trattengono la poca umidità delle radici, infisse fra le fessure della roccia, come l’ombelico di Venere. Una pianticella piuttosto comune è la valeriana rossa, che coi suoi fiori spruzza di colore il grigio delle pietre. Ma il vero tesoro botanico del luogo è il cisto bianco, al suo estremo orientale di diffusione in Italia. Una volta tanto il suo nome non deriva dal fiore, che è rosa, ma dalla peluria biancastra che ricopre le foglie.

6.Si passa nel mezzo de Le Figarole (alt. 243), bella conca tenuta a terrazzi e ornata da slanciati cipressi, poi si torna nella pineta, frutto di passati rimboschimenti a scapito della specie ‘climax’ di questo tratto della costa ligure, ovvero il leccio. Tralasciavo di avvertirvi che siamo all’interno del parco regionale di Montemarcello – Bocca di Magra. Se di tanto in tanto volgerete lo sguardo al mare, il panorama si aprirà in modo grandioso fino all’altro braccio del golfo, a Portovenere, alla Palmaria, al Tino e al Tinetto. Sono i luoghi cantati da Petrarca: «…Mentre solcano il mare, già si mostra loro al lido l’isola e il porto caro a Venere. In questi colli narrano che abiti la stessa Minerva, anteponendoli per la dolcezza dell’oblio, alla patria Atene». Il bel percorso selciato e gradonato prosegue intersecando la rotabile ma staccandosene poi sempre.

7 Solo l’ultimo tratto, dopo la valletta di Lizzano e per circa 500 metri, coincide con la strada giusto all’ingresso di Montemarcello (alt. 261). Diversamente dalla vicina Ameglia e da altri nuclei dello Spezzino, disposti in forma avvolgente su un cucuzzolo, Montemarcello richiama una disposizione a vie ortogonali che avvalora l’ipotesi di una fondazione legata alla vittoria del console romano Claudio Marcello sulle genti liguri, nel 155 a. C. Non mancano però le porte di una cinta muraria ad andamento anulare entro la quale troverete tutta la suggestione dei borghi liguri.

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Il Sentiero dei poeti è un itinerario escursionistico lungo 46.8 km. Circoscrive dall’alto della prima cornice di rilievi il Golfo della Spezia, da Portovenere a Bocca di Magra, all’estremità orientale della Riviera di Levante. Si sviluppa in prevalenza su strade secondarie, talvolta indugia fra tortuosi sentieri che attraversano campicelli terrazzati, uliveti, orti e giardini di villaggio.

Il Sentiero dei poeti, Albano Marcarini, Alleanza Assicurazioni, Milano 2001, pag. 80, con foto, carte e acquerelli, formato: 11 x 16 cm, 6,00 € *

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