La fantastica Alta Via del Sale

Le strade militari alpine servivano per le guerre, oggi sono formidabili ‘strade paesaggio’ da percorrere in sella a una e-bike o, per chi ne ha le forze, una mountain-bike. Il loro sviluppo, in alta quota, e sul filo dei crinali montuosi permettono larghi giri d’orizzonte. L’alta Via del Sale, nelle Alpi Marittime, è forse la più celebre e spettacolare. Una meta che non può mancare nel carnet di ogni ciclo-escursionista.

L’Alta Via del Sale vicino al Colle della Boaria (alt.2012)

Fra le Alpi Liguri e le Marittime si innescava ai tempi del trasporti con muli e cavalli una fitta trama di percorsi destinata al trasporto del sale, dai porti del Tirreno alla Pianura del Po. Il sale era un prodotto prezioso, smerciato dalle saline costiere del Mediterraneo fin nei più remoti recessi del continente. Erano le ‘Vie del Sale’ o le ‘Vie Marenche’ perché in senso opposto conducevano al mare. Le prime erano battute dai mercanti in lunghe carovane con i loro pesanti carichi, le seconde dagli emigranti che dai paesi poveri delle vallate piemontesi, le cui magre risorse non erano in grado di sfamare tutta la popolazione, si recavano in cerca di fortuna nelle Americhe. Quindi eminenti ‘strade della storia’ che, nel corso degli ultimi due secoli, ebbero pure un ruolo strategico sul mutevole confine politico fra Italia e Francia. Dunque, da semplici mulattiere a munite strade militari, dotate di forti, postazioni di artiglieria, caserme, polveriere, trincee con opere murarie di notevole impegno a cui, come contorno, si aggiunge il fascino naturale di vette montuose tutte al di sopra dei 2000 metri, sul filo del crinale alpino. 

L’ex-strada militare, realizzata nel 1939, che corre dal Colle di Tenda al Monte Saccarello e oltre, è una delle più famose, se non la più famosa, per il suo sviluppo di quasi 50 km, per la vastità dei panorami, per le memorie belliche che conserva: in generale, oggi, per le emozioni che offre al ciclo-escursionista. Dopo anni di dimenticanza e quasi di rimozione, ci si è accorti che, nello spirito della collaborazione trans-frontaliera, l’Alta Via del Sale poteva divenire un’occasione di sviluppo regolando gli accessi al traffico motorizzato e incentivando quello di ciclisti e pedoni. Di essa si può percorrere nell’arco di una giornata, in gravel o in mountain-bike, o meglio ancora con una e-mountain-bike, il settore da Limone Piemonte a Monesi di Triora. 

Prerogativa di queste strade, che dovevano consentire il passaggio di pesanti convogli militari, sono le pendenze moderate che agevolano la pedalata anche se, alla fine, il dislivello superato non è certo indifferente (1810 m). L’Alta Via del Sale suggerisce infinite varianti, sia verso la Valle Roja e nel Parco nazionale francese del Mercantour, sia verso le vallate piemontesi afferenti al Tanaro e quelle liguri dell’Argentina e del Nervia, fino a Ventimiglia. In quest’ultimo caso, da Limone al mare, il percorso complessivo è di 112 km, con un dislivello di 2744 metri. L’Alta Via del Sale è anche parte integrante del più complessivo progetto “La Via delle Alpi del Mediterraneo”, una rete di percorsi d’alta quota, dell’estensione complessiva di 350 chilometri, combinabile a piacimento, che proiettano le ambizioni dei ciclo-escursionisti dalle Alpi Marittime fino alla Riviera ligure di Ponente.

La località di riferimento è Limone Piemonte, noto centro turistico della provincia di Cuneo dove si può giungere in treno con l’apposito servizio per il trasporto delle biciclette. In alternativa non manca la possibilità di noleggiarla in loco. Per raggiungere la partenza occorre percorrere per 5.4 km la strada statale 20 ‘del Colle di Tenda’; subito dopo l’ottavo tornante si segue, a destra, la diramazione per il Colle di Tenda seguendo la strada ‘storica’ del 1792 precedente alla costruzione del tunnel stradale nel 1882.  Strada caratterizzata da una fittissima serie di tornanti che, in meno di 8 chilometri, raggiungono a 1804 metri d’altitudine la linea di crinale, presso lo Châlet Le Marmotte, ottimo punto di ristoro, dopo la prima impegnativa salita. Qui, abbandonando l’asfalto, un cartello indica l’inizio dell’Alta Via che si dipana lungo lo spartiacque fra il versante padano delle Alpi Marittime e quello ligure, a un dipresso dalla linea di confine fra Italia e Francia, qui definita dopo la seconda guerra mondiale. Il panorama, grandioso, sarà la costante di tutto l’itinerario alternando vedute sulle vicine vette rocciose, sui ghiaioni, sui ‘gias’ che sono conche per il pascolo dei bovini, sulla più lontana corona delle montagne piemontesi e, nel primo tratto, sui diruti e imponenti forti a presidio della zona. 

Un tratto di salita, fra cespugli di ontani e rododendri, supera la terrazza di Baita 2000 e porta a scollinare al Colle Campanin (alt. 2142) entrando in un ambiente solitario, segnato solo dalla lunga diagonale della strada che ora punta verso il Colle della Boaria (alt. 2102). Poco prima si guadagna uno spettacolare tornante sorretto da un muraglione aggrappato al precipizio dove si gode la vista del Monviso. Si notano, strada facendo, anche i vecchi cippi chilometrici. Il Colle della Boaria apre a un nuovo contesto di paesaggio, caratterizzato da vaste superfici di roccia liscia e striata. Si tratta della conca delle Carsene, in territorio francese, dominata dalla vetta del Marguareis e in più punti fratturata dalle erosioni calcaree in abissi e oscure cavità. Il Colle dei Signori, al km 18 dal Colle di Tenda, è l’accesso al vicino Rifugio Don Barbera, ideale punto tappa se si volesse dividere l’itinerario in due giornate. Il colle è stato crocevia di transiti, specie delle genti brigasche, un particolare gruppo etnico di pastori e allevatori che ha sempre abitato le fasce alte della Valle Roia e della Val Tanaro, rimasto diviso dopo la ridefinizione del confine di Stato nel 1947. Ora, procedendo oltre il Colle dei Signori, raggiunto il culmine del percorso a 2268 metri, e aggirato il Monte Pertegà, di nuovo si assiste a un mutamento del paesaggio. La fiancata settentrionale del lungo crinale che raggiunge il focale Monte Saccarello è infatti rivestito da un’abetaia, nota come Bosco delle Navette, forse perché il suo legno era utilizzato nella cantieristica navale. Dopo un lungo e suggestivo tratto in assoluta “souplesse” si raggiunge il bivio di Passo Tanarello (alt. 1830) dove, tornando sull’afalto, si perviene, dopo 6 km di veloce discesa al centro turistico di Monesi di Triora.

La mappa dell’Alta Via del Sale (©Albano Marcarini2022)

INFO PRATICHE

Itinerario lineare trans-frontaliero in provincia di Cuneo e nel dipartimento francese delle Alpes Maritimes.

Lunghezza: 53.7 km. Dislivello: 1810 m. Tempo: 5h30’.

Partenza: Limone Piemonte (alt. 980). Si raggiunge da Torino in treno con cambio a Cuneo con trasporto bici su convogli ‘Minuetto’.

Arrivo: Monesi di Triora, loc. tre Pini (alt. 1310), da cui si può procedere su asfalto per la Colla di San Bernardo (alt. 1263) a Garessio e Ceva (stazione FS).

Tipo di strada: ex-strada militare con fondo sterrato.

Fondo: sterrato (69%). Il tratto iniziale di salita da Limone allo Chalet Le Marmotte (348.3301992), presso il Colle di Tenda è su asfalto.

Segnaletica: sì.

Mezzo consigliato: gravel, mtb. Presente punti di ricarica per e-mtb al Rifugio Don Barbera. Lungo l’Alta Via del Sale è previsto un pedaggio di 1 euro per bicicletta.

Quando andare: da fine maggio a fine settembre.

Difficoltà: impegnativa.

Tappe consigliate: 1. Limone P.- Rifugio Don Barbera: km 30.3, dislivello 1510 m con pernottamento al rifugio, 0174.086157. 2. Rifugio Don Barbera – Monesi di Triora: km 23.4, dislivello 300 m;

Assistenza: Bottero Bike, Via Genova 40, Limone Piemonte, 01414.92274 (noleggio e-mtb)

Connessioni: EuroVelo 8.

Info: ATL Cuneese, Via Carlo Pascal 7, Cuneo, 0171.690217, http://www.visitcuneese.it; Ufficio Iat di Limone Piemonte, Via Roma 30, Limone Piemonte, 0171.925281; Alta Via del Sale, www.altaviadelsale.com (il sito offre diversi ‘pacchetti’ turistici che comprendono noleggio e-bike, vitto, alloggio ecc.).

L’immagine in apertura è su concessione di Visitpiemonte


PROFILO ALTIMETRICO


LA CICLOVIA DEL TICINO

Albano Marcarini, La Ciclovia del Ticino – In bici da Sesto Calende a Pavia, Itinerari di Cycle 23, prima edizione 2022, 56 pag. con mappe, foto e acquerelli. All’acquisto, disponibili e scaricabili le tracce gpx. – SPEDIZIONE GRATUITA

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