Il 9 ottobre scorso una ventina di giornalisti e operatori del settore turistico hanno partecipato a un evento educational d’eccezione. Lo hanno fatto pedalando. E sono andati alla scoperta del GRAND TOUR UNESCO DELLA LOMBARDIA, lungo la media valle dell’Adda. È stata la prima tappa di un esaltante itinerario ciclo-culturale che in futuro collegherà i 10 siti patrimonio dell’umanità presenti in Lombardia, il numero più alto fra le regioni italiane: le incisioni rupestri della Valle Camonica, il Cenacolo Vinciano a Milano, il villaggio operaio di Crespi d’Adda, i Sacri Monti di Ossuccio e di Varese, la ferrovia del Bernina, Mantova e Sabbioneta, il Monte San Giorgio, San Salvatore e Santa Giulia a Brescia, Castelseprio e Torba, i siti palafitticoli dei laghi di Varese e di Garda, le fortificazioni venete di Bergamo. A questi si aggiungono poi due esempi del Patrimonio Mondiale Immateriale, vale a dire l’arte liutaria di Cremona e la tecnica dei muretti a secco nella Valtellina, e infine tutte le tre Riserve lombarde della Biosfera: Ticino, Val Camonica e Alto Sebino, Po Grande. Visitare e apprezzare questo patrimonio con i ritmi e i tempi della mobilità dolce si ottiene con un grande itinerario ciclabile – il Grand Tour della lunghezza di 820 chilometri e che utilizza ciclovie, greenway e piste ciclabili già esistenti. Il Grand Tour non richiede nuove opere infrastrutturali, ma solo la valorizzazione di quelle già esistenti. Il tratto visitato il 9 ottobre è fra i più ricchi e ripaganti sotto il profilo naturalistico e storico-monumentale: la forra del fiume Adda che ispirò un dipinto di Leonardo, il villaggio operaio di Crespi d’Adda significativo esempio ottocentesco di paternalismo industriale, il castello di Trezzo, le grandi centrali elettriche che diedero energia alle fabbriche della Brianza e ai tram di Milano, lo storico naviglio di Paderno via d’acqua artificiale per collegare il lago di Como con Milano, lo spettacolare ponte in ferro di Paderno dell’ingegnere elvetico Rothlisberger, il traghetto di Imbersago. Insomma un repertorio completo di meraviglie nello spazio di una ventina di chilometri e accessibile soltanto in bicicletta, esattamente come saranno tutti gli altri siti Unesco della regione. L’iniziativa ha trovato ampia adesione ed è stata organizzata da Ersaf Lombardia, con la partecipazione di funzionari di Regione Lombardia e di In Lombardia e si è conclusa con la visita del Forte Lusardi al Montecchio nord di Colico, straordinaria opera bellica della prima guerra mondiale tuttora conservata e di cui è in atto la valorizzazione da parte della Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia. Il progetto del Grand Tour Unesco Lombardia, sotto l’egida della Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia, è stato realizzato da un team del Politecnico di Milano, coordinato da Andrea Rolando con la collaborazione scientifica di Albano Marcarini. Maggiori dettagli e approfondimenti che chi volesse seguire questo splendido itinerario si trovano sui siti sentieridautore.it e guidedautore.it











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