
Marco Pastonesi, prima voce del ciclismo alla Gazzetta dello Sport e grande scrittore di storie a pedali, ha preparato per i lettori di sentieridautore una recensione del libro di Albano Marcarini, dedicato alla LOMBARDIA IN BICICLETTA. Un libro che non deve mancare per chi ama pedalare in sicurezza e conoscere natura, territorio, paesaggi e monumenti. Ecco cosa scrive Pastonesi: « Giro (G maiuscola) di Lombardia, il primo, il 12 novembre 1905. Pronti, via, alle 6.50. La prima selezione la fece la pioggia: dei 74 iscritti si presentarono in 55. Poi 230 chilometri, la maggior parte nel fango. Trionfò il Diavolo Rosso – Giovanni Gerbi -, tempo 9.13’52”, media 24,970, più di 40 minuti al secondo, Giovanni Rossignoli, e al terzo, Luigi Ganna. In premio al vincitore, fra l’altro, una medaglia d’oro del Municipio di Milano. Oggi un giro (g minuscola) di Lombardia è più semplice, più facile, perfino più bello. Soprattutto se si segue l’opera composta da Albano Marcarini, pubblicata da Ediciclo, intitolata “Lombardia in bicicletta” (384 pagine, 25 euro), sottotitolata “Guida completa agli itinerari ciclabili e ciclocampestri, alle ciclovie, alle piste ciclabili e alle greenways”. E’ nato prima il cicloturismo del giro di Lombardia che il ciclismo del Giro di Lombardia, lo sostiene Marcarini nell’introduzione: “Nel gennaio 1895 il giornale ‘La Bicicletta’, edito a Milano, pubblicò il primo itinerario riservato ai cicloturisti, descritto e illustrato con mappa e profilo altimetrico. Si trattava del percorso classico Milano-Asso-Bellagio lungo la Strada Valassina, che sarà poi spesso inserito nel tracciato del Giro di Lombardia”. Marcarini, a distanza di oltre 130 anni, ha esplorato, compilato, elaborato e perfezionato la rete di sentieri e strade per far conoscere “quanti e quali sono in Lombardia i percorsi che garantiscono un certo grado di sicurezza al cicloturista”.
Perché la sicurezza, ora più che mai, è decisiva. Così, meglio ribadirlo, “ciclovie, ciclostrade, percorsi gravel, greenways, tracciati ex ferroviari, alzaie di canali e argini di fiumi, piste ciclabili urbane e non”.
Ce ne sono. E sono tanti. L’autore li divide in sei categorie: grandi itinerari interregionali; lungo il Po; lungo i grandi fiumi della pianura; lungo altri fiumi, canali e navigli; nella grande pianura e fra le colline; Alpi e Prealpi. Il più lungo è il Gran Tour Unesco della Lombardia, 820 km circa, partenza e arrivo a Milano, per gravel. Il più breve è la Valle del Riso, 3,3 km, da Ponte Nossa a Riso nel Bergamasco, con bici da turismo. Tre sono i più piatti, quelli dove la fatica è messa da parte con soli 10 metri di dislivello: la Via dei Prati Iemali, un itinerario ciclocampestre da Casterno a Soria Vecchia nella Bassa Milanese; la Via d’Acqua Nord, un itinerario ciclabile da Garbagnate Milanese a Rho; e la sponda destra della Secchia, una ciclovia da Bondanello nel Mantovano.
In tutto 116 percorsi per più di 5mila km, con tracce GPS, cartine e altimetrie, fotografie, descrizioni e schede tecniche. Un lavoro monumentale. Un testo chiaro e semplice». Un libro EDICICLO che trovi in vendita in tutte le librerie e su http://www.guidedautore.it


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