Nelle terre del Passator Cortese

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Itinerario circolare in bicicletta da turismo nella Bassa pianura romagnola, provincia di Ravenna, Emilia Romagna.

I Duchi di Ferrara la chiamavano Romagna d’Este perché la governarono fra il XIV e il XVI secolo. Oggi si chiama Bassa Romagna ed è la pianura che si estende fra le colline faentine e la costa adriatica di Ravenna. Un paesaggio di florido aspetto agricolo: vigne, orti, ma soprattutto frutteti, a perdita d’occhio. I fiumi che scendono dall’Appennino, ben arginati, dividono questa pianura in tanti lembi lunghi e stretti mentre le cittadine, con nobili palazzi e bei monumenti, sono attrattive nelle quali sostare con piacere. Se l’estate è la stagione principe per conoscere questo territorio, non si deve però disdegnare l’inverno. La nebbia crea un’atmosfera ovattata attorno a questo paesaggio e lo rende quasi magico, foriero di buoni presagi. Quando si pedala lentamente nella nebbia è l’immaginazione che aiuta a vedere e si scopre sempre qualcosa in più della realtà.

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Partenza e arrivo: Russi (13 m), cittadina lungo la strada regionale  302 a 23 km da Faenza e a 18 da Ravenna.

Distanza: 26,5 km – Dislivello: insensibile. Condizioni del percorso: strade asfaltate, tratti di argine fluviale sterrato. Avere con acqua e attrezzi in caso di guasto meccanico. Indossare il casco protettivo. Info: Ufficio turistico dei Comuni della Bassa Romagna, p.zza della Libertà 4, Bagnacavallo, tel. 0545.280898, www.romagnadeste.it – Villa romana di Russi, tel. 0544.581357, aperto da lunedì a sabato dalle 9 a un’ora prima del tramonto, domenica dalle 14 a un’ora prima del tramonto. – Palazzo S. Giacomo, per visite prenotare allo 0544.587641.

Pubblicato su Bell’Italia, gennaio 2014.

Dove mangiare.  – A Bagnacavallo, Osteria Piazza Nuova, piazza Nuova 22, tel. 0545.63647, sotto i portici della piazza più caratteristica di Bagnacavallo con piatti romagnoli come il tortello di patate, menu sui 30 Euro. 

A Russi, Da Luciano, via Montone 1, tel. 0544.581314, menu di pasta all’uovo e carni da cortile in un casone romagnolo di campagna, fra 28 e 30 euro (vino escluso). A Russi non si tralasci, alla fine della pedalata, una visita alla Pasticceria Babini, in corso Farini 26, per una cioccolata calda. 

Dove dormire. – Agriturismo Artemisia (loc. Godo, via Traversa 16 0544.418003, artemisiabio.it). Azienda biologica con produzione di ortaggi, frutta, erbe aromatiche, ristorante (menu fra 20 e 30 Euro) e tre camere per il pernottamento pronte per la stagione 2014 con prezzo da stabilire.

B&B Casa Cortesi (loc. Villanova di Bagnacavallo, via Glorie 150, 0545.927285, www.casacortesi.it.). Camera doppia a 68 Euro a notte con colazione. Organizza corsi di laboratori creativi di pittura ad acquarello.

Hotel Gemelli*** (via F.lli Bedeschi 43/a, Bagnacavallo, tel. 0545.63710, www.hotelgemelli.it). Punto d’appoggio per i cicloturisti con camera doppia e colazione a 70 Euro a notte. Noleggio bici.

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Il porticato della Piazza Nuova a Bagnacavallo

Questa escursione in bicicletta tocca il territorio fra Bagnacavallo e Russi. Si prendono le mosse da quest’ultima cittadina, posta sulla strada fra Faenza e Ravenna. Non ha cose straordinarie da mostrare al turista a causa delle distruzioni operate dal terremoto, nel lontano 1688. Il centro storico lascia trasparire l’originario disegno delle strade parallele alla via principale; dell’antico castello, innalzato da Guido da Polenta nel 1371 per difendere la sguarnita Ravenna, restano il mastio e due torrioni.

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Un mosaico della Villa romana di Russi

Bisogna puntare nei dintorni per scoprire altre attrattive. Si esce dunque dall’abitato percorrendo Via Godo Vecchia e passando a livello la ferrovia per Ravenna. Raggiunta una zona industriale si piega a sinistra in Via Gallignani per convergere sull’incrocio con Via Faentina: si piega a destra per poche decine di metri, poi a sinistra per uno stradello di campagna (Via Fornace). Si avvicinano alcuni cascinali e si prosegue su Via Cortina Vecchia fino a un rondò: qui si seguono le indicazioni per la vicina Villa romana di Russi, riportata in luce all’interno di un’area naturalistica. Dell’antico edificio, risalente al I sec. a.C. e centro di un’attivissima tenuta agricola, si ammirano soprattutto i bei mosaici a motivi geometrici oltre alla disposizione dei vari ambienti.

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Palazzo S.Giacomo

Tornati al rondò si segue la rettilinea Via Fiumazzo e, più avanti, il viale alberato che porta al cospetto del palazzo S. Giacomo, nobile residenza estiva della famiglia ravennate dei Rasponi, composta da un possente edificio e dall’attigua chiesa. All’interno vi sono sale sontuosamente affrescate ma visibili solo su prenotazione.

Oltre il complesso si avvicina l’argine destro del Fiume Lamone: si sale sullo spalto e si prosegue, su sterrato, lungo il fiume, con larghe vedute sulla campagna a frutteto; a sinistra, il letto del fiume è nascosto dentro una folta vegetazione acquatica. Si esce infine sulla strada statale 253: si piega a sinistra e, superato il Lamone, si torna a ritroso sotto l’argine di sinistra. Alla biforcazione di Via S. Gervasio si piega a destra in direzione di Bagnacavallo. Il paesaggio invernale riposa nelle terre arate, negli alberi spogli dove spicca il colore arancio acceso dei rami di vimine. L’attività agricola riprenderà vigore in primavera con la cura degli alberi da frutta e dei vigneti. Sono i terreni dove si producono le pesche nettarine di Romagna e le uve che danno vita al Bursôn, un rosso corposo tratto da un vitigno recuperato negli anni Cinquanta del secolo scorso dopo che lo si credeva perduto.

Bagnacavallo annovera un centro storico di coerente disegno probabilmente conformato, in antico, su un’ansa del Torrente Senio, poi estinta. In bicicletta si apprezzano appieno le vie porticate e sinuose, i palazzi e le chiese di bell’effetto d’ambiente. Lo strano nome le deriva da una leggenda riguardante una fonte taumaturgica che avrebbe restituito forze allo spossato cavallo dell’imperatore Tiberio. Piazza della Libertà è il cuore dell’abitato con il Palazzo Comunale, il Teatro Goldoni, la Torre Civica (sec. XIII) e il Palazzo Vecchio, ma parecchi altri edifici nobili affacciano su Via Mazzini e da non perdere è la visita alla Piazza Nuova. Si tratta di un’architettura porticata di forma ellittica, unica nel suo genere, costruita nel 1758 per dare ricovero ai banchi del mercato in modo più igienico e spazioso.

Canneti sul Lamone
L’argine del Lamone

Si esce dalla cittadina per la Porta Superiore; quindi si imbocca l’alberata Via Minella e, superata la ferrovia, Via Boncellino che si segue verso sinistra. Si torna nell’aperta e fertile campagna. Lungo la via si incontrano diversi punti d’interesse: al civico 113, nella Casa dei Conti Guidi, si trova un Centro di cultura eno-gastronomica con vendita e degustazione dei prodotti agricoli locali; più avanti, sulla sinistra, la Casa Baldini è un edificio del XVII secolo, già villa di campagna dei Conti Papini, poi trasformata in casa colonica; al civico 178, ecco l’agriturismo La Rondine, punto di ristoro e fattoria didattica che mira alla conservazione del paesaggio tradizionale della campagna ravennate. Molti gli edifici contadini, sparsi nelle tenute agricole, alcuni mantengono il carattere della tradizione con la muratura in mattoni e gli alti camini.

Poi si arriva nella frazione Boncellino, di nuovo sotto l’argine del Lamone. La notorietà di questo piccolo abitato è dovuta a Stefano Pelloni, il bandito ottocentesco conosciuto come ‘Il Passator Cortese’, per via del mestiere di famiglia, traghettatrice sul Lamone. Le gesta di questo temerario personaggio, rinchiuso nel 1849 nella Torre Civica di Bagnacavallo e poi giustiziato, furono ricordate da Giovanni Pascoli ed entrarono ben presto nell’immaginario popolare dell’intera Romagna.

Si continua tenendo l’argine sulla sinistra per uscire infine su Via Madrara: si piega a sinistra, si ripassa il fiume e, come in precedenza, si torna a ritroso sull’argine opposto. Subito s’inquadra il bel cascinale de La Rugata, poi altre case coloniche tenute al riparo sotto lo spalto erboso dell’argine. Dietro le canne, a un tratto, si scorge il campanile della chiesa di Boncellino. La strada perde l’asfalto, si procede per un tratto su sterrato, poi si scende dall’argine e si avvicina la ferrovia, ripassandola a livello per rientrare infine a Russi.

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