Cuore di Friuli: da Udine a Cividale in bici

Friuli.V.G.123 copia copia 3ITINERARIO in bicicletta nel Friuli orientale, da Udine a Cividale.

Quella da Udine a Cividale fu una delle prime ciclovie realizzate nel Friuli, regione che oggi vanta una cospicua rete per il piacere di pedalare nella natura e nella storia. In effetti da Udine a Cividale di storia ne è passata parecchia e un’antichissima strada, denominata Via Cividina, serve a tracciare un tramite di 24 chilometri dalla pianura mediana del Friuli alle prime falde delle Alpi Giulie. Le due città spesso si videro rivali per potenza politica ed economia. Udine tolse a Cividale parte del suo potere rivendicando nel XIII secolo la sede dei patriarchi aquileiensi. La storia di Cividale, sull’antico confine con la Schiavonia che i Longobardi superarono nella loro discesa in Italia, si racconta nelle mura e nei suoi sontuosi monumenti: dall’impianto romano del castrum al celebre tempietto che evoca il ducato di Alboino, dal Duomo rinascimentale ai nobili palazzi di sapore palladiano.

Udine-Civ.basemap.defPartenza: Udine, Piazza Libertà. Arrivo: Cividale del Friuli. Si può fare ritorno a Udine utilizzando la ferrovia (http://www.ferrovieudinecividale.it) oppure con un itinerario alternativo passante per Borgo S.Mauro, Paderno, Orsaria, Pradamano.

Lunghezza: 24 km. Tempo di percorrenza: 2 ore. Dislivello: insensibile. Segnavia: cartelli ‘Ciclovia Fvg 4’. Condizioni del percorso: piste ciclabili e strade campestri asfaltate o sterrate.

Traccia gps disponibile su richiesta a info@guidedautore.it

INFO Sulle pagine ‘bike’ del sito web http://www.turismofvg si trovano altre informazioni sul percorso e un itinerario supplementare di 18 km da Cividale verso le valli del Natisone. Udine Infopoint, Piazza I° Maggio 7, Udine, 0432/295972

©Albano Marcarini 2018. Pubblicato su Bell’Italia nel novembre 2017.

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Pedalando fra le vigne

Alberghi e ristoranti

Hotel Allegria (Udine, via Grazzano 18, 0432/201116). Moderno e tranquillissimo albergo in centro storico con ristorante e 21 camere dall’arredamento funzionale e gradevole. Da 108 euro a camera doppia con colazione.

Ristorante Antico Leon d’Oro(Cividale del Friuli, Borgo di Ponte 24, 0432/731100) Frico in te scudiele”, minestrone di fagioli borlotti e anelli di pasta, spaghettoni con ragù rustico,goulash” cotto in padella di coccio con paprica dolce e patate. solo alcuni dei succulenti piatti, serviti nella sala ‘storica’ o nel cortile sotto la pergola. Pranzo a 30-35 euro a persona.

Casali Magnis (Ziracco, Via Casali Magnis 56, 328/829 3325). La classica ‘frasca’ friulana cantina e vigneto, giusto a metà strada, dove pasteggiare all’aperto fra buoni vini e gustose pietanze. Il Friuli al 100%, difficile dire quanto spendere…

B&B Domus Julii (Cividale del Friuli, Largo Boiani 8,0432/731314-333/6737042). Quattro camere a due passi dal Duomo, nella dimora del vecchio ottico della città con memorabilia del passato. Camera doppia da 75 a 100 euro.

L’uscita da Udine in bicicletta è tortuosa. Se si prendono le mosse da piazza Libertà, dove rifulgono in una cornice di rara armonia i maggiori monumenti cittadini – la Loggia di S. Giovanni con il retrostante castello, la Loggia del Lionello – occorre seguire la viabilità cittadina, aggirando l’altura del castello per poi proseguire, oltre l’alberata piazza I maggio in direzione – via Treppo, poi a sinistra in via Bersaglio – della circonvallazione cittadina. Percorrendo quest’ultima in senso antiorario (via Renati) si perviene alla rotatoria da cui, verso destra, si diparte la lunga via Plianis, bordata da un filare di pioppi cipressini.

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Gatto grigio friulano

Usciti dalla città si pedala finalmente su una pista ciclabile. Dopo un passaggio a livello si prosegue sulla ciclabile e si raggiunge un’altra rotatoria, dalla quale si esce piegando a destra in via Salvo d’Acquisto (direzione Cividale) e poi, dopo una decina di metri a sinistra, su via Zilli. Il fondo di questa strada diventa sterrato e procede fra prati e campi di mais alla volta di via Bariglaria. Allo sbocco con questa via si piega a sinistra (pista ciclabile) per arrivare a Beivars dove, al primo semaforo, si prende a destra una strada (via Emilia) che conduce ai magredi del torrente Torre dove svettano le due torri in laterizio di una vecchia fornace.

Si supera una sbarra, che indica l’accesso al Parco del Torre, e si avvicina il letto del torrente: qui esisteva ed esiste ancora un guado che, se il greto è asciutto, si può affrontare bici alla mano. In caso contrario occorre raggiungere il ponte che si trova più a nord e quindi tornare a ritroso sull’opposta sponda. Siamo fortunati e con il guado possiamo procedere oltre il Torre dove una pista sterrata si collega a una ciclabile; si attraversa la provinciale 104 e si continua in rettifilo, accanto a una zona industriale.

Cividale
Cividale del Friuli

Con questa ciclabile si arriva a Grions del Torre; alle prime case, dove si vede una minuscola edicola sacra, si tiene a destra su via Remanzacco. I cartelli della ciclovia rendono ora più sicuro procedere. Si entra nella campagna; sullo sfondo si delinea il profilo delle Prealpi Giulie mentre sui prati, accanto allo stradello sterrato, le ultime erbe autunnali attendono le arature. Sarà il momento atteso dai gabbiani e dagli aironi per catturare i piccoli mammiferi che sfuggono ai vomeri dell’aratro. Vigne, alberi da frutta, orti ravvivano il paesaggio alternandosi alle vaste estensioni dei coltivi. L’orizzonte è largo e aperto, i casolari sembrano appiattirsi sotto la cupola del cielo.«La terra finisce e là comincia il cielo» cantava Lucio Dalla. Le murature delle case vecchie sono fatte di ciottoli di varia pezzatura e colori, segno delle antiche deposizioni detritiche dei vicini torrenti. Anche le campagne, sotto la sottile coltre di terriccio fertile, celano un basamento di ciottoli e argille.

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Il Natisone a Cividale

Al km 10.3 un ponticello permette di scavalcare la Roggia Cividina per poi, di nuovo, divagare fra i campi. La Cividina, derivata nel medioevo dal torrente Torre, serviva a muovere le ruote dei mulini e a dare energia ai magli per la lavorazione del ferro. Un secondo ponticello supera il torrente Malina, dove si nasconde una folta colonia di aironi cenerini, e raggiunge le poche case di Casali Magnis: si prende a destra. Giunti al fondo del rettifilo asfaltato si volge a sinistra dove un altro lunghissimo rettifilo, qui sterrato, arriva fino al ponte sul torrente Grivò: lo si supera e poi si piega subito a destra lungo la sponda di questo corso d’acqua che, poco oltre, confluisce nel torrente Chiarò. La ciclovia segue ora la sponda di quest’ultimo, occorre tenere a mente i ponti che si trovano sul lato di destra: al terzo ponte si lascia l’argine e utilizzandolo si scavalca il torrente. Ora, tenendo la sinistra ci si dirige alla volta di Bottenicco; all’ingresso dell’abitato una pista ciclabile invoglia la pedalata ma, se si compie una brevissima deviazione verso sinistra si giunge al cospetto di Villa Claricini col suo grandioso apparato di alberi esotici e secolari. L’edificio è un singolare connubio fra la colta tradizione veneta, con il salone centrale passante, e la casa padronale friulana di forma allungata e la scalinata d’accesso.

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Villa de Puppi

La ciclabile accompagna ora per lungo tratto fino a raggiungere il camposanto di Cividale, alla periferia della cittadina. Se però il fascino delle ville nobiliari vi seduce potete fare una seconda breve deviazione dalla rotonda di Moimacco verso l’abitato; dopo poche decine di metri incontrerete la Villa de Puppi, racchiusa entro un muro di cinta da cui spicca la facciatina della cappella gentilizia. L’edificio è del XVIII secolo e presenta la curiosa diversità delle due fronti: quella verso la strada, oltre il cortile, rustica e severa; quella interna, verso il giardino, ariosa e luminosa con un timpano sorretto da colonne ioniche. Purtroppo quest’ultima non la si vede, ma può aiutare un acquerello. In tutto c’è molto dello stile palladiano. Riprendendo dalla rotatoria la direzione di Cividale, si giunge infine nel centro storico, in piazza Paolo Diacono, al cospetto del Duomo e, poco più avanti, del celebre Ponte del Diavolo.

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Albano Marcarini (a cura), VENETO E FRIULI – VENEZIA GIULIA, Outdoor, De Agostini/Alleanza, 228 pagine, con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm

L’Italia dei records vanta anche il primato del numero di autoveicoli per km di strada: 103, contro i 65 della Germania e i 29 della Francia. Ce n’è fin troppo, quasi da soffocamento. Perché, ogni tanto, non lasciar perdere il volante e passare al manubrio… della bicicletta o a un buon paio di scarponi per una bella passeggiata all’aria aperta. Il nostro Paese, appena al di là del guard-rail dell’autostrada regala ancora bei paesaggi e luoghi tranquilli. Sono angoli sconosciuti ai più, sono posti che per arrivarci bisogna faticare un po’, scrutare la cartina, magari chiedere in giro, oppure leggere con attenzione questa guida. Ne abbiamo scelti appena più di una dozzina in due regioni – il Veneto e il Friuli – Venezia Giulia – che ne meriterebbero almeno cinquanta.

€8,00

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