La Via Claudia Augusta ai Mercatelli

Scansione 5Itinerario a piedi lungo la sponda sinistra del Piave alla ricerca dei reperti della romana Via Claudia Augusta.

La Claudia Augusta univa Altino, sul litorale adriatico, al fiume Danubio su una distanza di 525 km scavalcando le Alpi. Ci sono tracce del suo percorso: due ponti sono lungo il Piave, nei pressi di Susegana. Una passeggiata facile, indicata agli appassionati di archeologia.

Scansione 4Difficoltà: bassa, infrascato nella parte terminale, dopo il secondo ponte. Durata: 1 ora e 30’ A/R. Lunghezza: 4,2 km. Dislivello: insensibile. Segnavia: non segnalato. Partenza e arrivo: nel comune di Susegana, presso la chiesa di S.Anna, segnalata lungo la S.P. 34 poco prima del bivio per Sernaglia della Battaglia, circa 9 km da Ponte Priula. Da Treviso si raggiunge Ponte Priula seguendo la statale 13 in direzione di Pordenone.

Il percorso, benchè non segnalato, non necessita di molte spiegazioni. Lasciata l’auto ove possibile, nelle piazzole lungo la provinciale 34, si raggiunge la chiesetta di S.Anna, già detta S. Maria di Mercadello, nominata nel 1265. È un posto quieto che non fa presagire l’antico crocevia di varie strade, fra cui la Claudia Augusta. Dal sagrato erboso della chiesa s’imbocca lo stradello parallelo al Soligo, il fiume che, più avanti, confluirà nel largo letto del Piave. Attraversata una radura prativa si supera un primo avvallamento all’interno di una boscaglia ripariale che si fa sempre più avvolgente. Nel primo tratto il percorso è ben chiaro e battuto, man mano che si procede però, specie in estate, la vegetazione lo aggredirà fino a farlo solo intuire. La strada romana correva poco più a monte, al di sopra della scarpata. La intersecheremo solo all’altezza dei due ponti, che si troveranno sempre sulla nostra sinistra.

S.Anna.Mercatelli
La chiesuola di S.Anna

La Via Claudia Augusta era obbligata a questo percorso perché stretta fra le alture del Montello, oltre il Piave, e di Colfosco. Con il nome di via dei Mercatelli – probabile deformazione del termine ‘mercatores’, ovvero ‘mercanti’ – fu utilizzata fino al XVIII sec. per  le comunicazioni fra la piana di Conegliano e il Quartier di Piave.

Rispetto alle prime indagini archeologiche condotte nel 1938, l’ambiente si è decisamente inselvatichito ed è difficile individuare, nel folto della vegetazione, tutti i reperti – ponti, massicciate e sostruzioni – allora classificati. La sede stradale aveva una larghezza da 6 a 9 metri con muri di sostegno alti fino a 4 metri. Oggi sono sostanzialmente facilmente visibili due ponti, dei sei originari, e non necessariamente coincidenti con l’epoca di costruzione della via, oltre ad alcuni tratti della massicciata. Il fatto che non siano in alcun modo segnalati da una parte aumenta il piacere della ‘scoperta’, dall’altro però dimostra dell’abbandono in cui versano questi manufatti.

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Il primo ponte

Il primo ponte si trova a 1160 metri, misurati dalla chiesa di S. Anna. Ha un’arcata a sesto ribassato, una struttura con ciottoli del Piave e blocchetti di conglomerato misti a un legante di malta povera. Ha una luce di 4 metri e una larghezza di 5. Inoltre è munito di parapetto e di due poderosi muri d’ala che servono a incanalare il torrentello tributario del Piave.

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Il secondo ponte

Il secondo ponte è poco più avanti (a circa 1400 metri) ed è parzialmente interrato; si scorge però ancora la solida arcatura. A fianco si notano anche brani di muri di sostegno della strada che, evidentemente, necessitava di difese stando molto vicina al fiume.

Fino ad alcuni anni or sono, era possibile seguire il tracciato fino allo sbocco nella pianura, presso Colfosco. Oggi, le alluvioni del Piave hanno scalzato la sponda e reso aspro se non impossibile il transito. Si può continuare fino a un terrazzino, sopra la scarpata, a fianco di una vigna, dove una panchina in legno concede una pausa prima di far ritorno sul percorso dell’andata.

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OUT.Sentieri.storici725Questa guida raccoglie 31 itinerari lungo strade e sentieri storici in diverse regioni d’Italia. Si tratta di percorsi facili, molti da affrontare a piedi, alcuni in bicicletta, adatti a tutti. La rilevanza storica ha fornito il motivo della loro selezione. Ma occorre distinguere fra itinerario storico e strada (o sentiero) storico. Nel primo caso è prassi comune riferirsi a un’evento, a un personaggio o argomento storico in qualche modo legato a un territorio e a un percorso. Di conseguenza la reale presenza di un tracciato può essere anche abbastanza aleatoria o fittizia, spesso alimentata dal marketing di qualche abile azienda di promozione turistica. Nel secondo ci si riferisce invece alla reale ‘sostanza storica’ di un manufatto stradale, alle sue opere d’arte, ai ponti, alla pavimentazione, alle strutture di servizio quali locande, osterie, ospitali, chiese ecc.

Albano Marcarini (a cura di -), Sentieri storici d’Italia, De Agostini/Alleanza Ass., 2004, 262 pagine con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm – 10,00 € – ACQUISTA

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