Il sentiero del Marzemino

Itinerario a piedi o in mountain-bike sulla sponda destra dell’Adige, nei dintorni di Rovereto, in Trentino.

Il delizioso vino dal color rosso rubino, apprezzato da Mozart durante i suoi viaggi in Italia, si produce fra le vigne della sponda destra dell’Adige, nelle vicinanze di Rovereto. Questo itinerario unisce le vigne ai castelli che fanno da guardia al prezioso nettare divino.

Difficoltà: bassa. Durata: 2 ore e 30 minuti. Lunghezza: 5.9 km. Dislivello: 205 metri. Segnavia: non presente. Partenza: Isera, località della Destra Adige, a 2 km da Rovereto (uscita autostrada A22 a Rovereto sud). Arrivo: Villa Lagarina, altra località della Destra Adige. Partenza e arrivo sono collegate a Rovereto da servizi di autolinea. Dove mangiare: Locanda delle tre chiavi, via Vannetti 8, Isera, 0464.423721, https://locandadelletrechiavi.it/it/home. Dove dormire: La Betulla B&B Via dei Pivi 7, Sasso di Nogaredo, 0464.413007, http://www.la-betulla.com/index.php/it/

Scansione 1A. Da Isera, lungo Salita S.Anna e via Bellavista, si arriva a Reviano, con le sue case immerse fra le vigne. La chiesa di S. Anna è ricordata dal 1637.

B. Lasciata Reviano, all’altezza del primo tornante della provinciale, si costeggia il versante su una stradina fra le vigne. Si gode un ampio panorama sulla valle dell’Adige.

C. Si perviene così a Sasso. Poco prima però si aggira uno sprone, luogo di antici riti magici, con un tempietto sormontato da una quercia secolare, il ‘rovro grant’. All’ingresso di Sasso ecco la Villa delle Dame Inglesi, con le date 1827 e 1881: possiede una lunga veranda in legno con timpano e poggioli in pietra. Di Sasso, oltre alla chiesa di S. Matteo, occorre vedere la deliziosa piazzetta fra le case Gobe e Friuli, con gli ippocastani e la fontana.

D. Un breve tratto di asfalto collega Sasso a Noarna. Se non volete seguire la via principale, subito dopo il bel maso Sasso, presso un’edicola sacra, prendete a sinistra la stradina detta ‘del Buffon’ e, al bivio successivo, salite ancora fino alle case di Belvedere per poi scendere a Noarna.

Vigne.destra.Adige
Le vigne del Marzemino

E. Noarna è un caratteristico villaggio di mezzacosta della Destra Adige con case, alcune seicentesche, strette fra loro, disimpegnate da androni e porticati. Ma la vera sorpresa sta poco più avanti seguendo via Castelnuovo. Si tratta del possente castello (nel disegno) che si ammira coronato dalle sue pettinate vigne. Nel Seicento fu luogo di atroci supplizi per le donne accusate di stregoneria. Il castello appartenne a varie famiglie nobili, ognuna delle quali apportò modifiche o ingrandì l’impianto originario, risalente al XII secolo. Di grande interesse le pitture a imitazione michelangiolesca conservate nell’atrio d’onore, quelle della galleria con soggetti naturalistici e quelle del salone dei banchetti con 22 scene di soggetto guerresco, ovvero le imprese di Filippo II contro la rivolta degli Olandesi, nel 1571. Oggi il castello è sede di un’azienda vitivinicola il cui vino cabernet più pregiato ricorda Mercuria, una sfortunata giovane del luogo mandata al rogo per stregoneria.

GrappoloF. Dal castello non proseguite per la strada principale: retrocedete verso Noarna e, prima del cimitero, scendete sulla vecchia strada Scalzavacca, passando sotto il castello.

G. Si giunge così ai Molini, un gruppo di case allineate sul rio Cavazzim, molte delle quali fungevano appunto da mulini. Nella piazzetta Baldessarini troverete un bell’affresco con una nicchia a ‘trompe l’oeil’. Seguendo via Molini (attenzione al traffico!), si fiancheggia l’ex-filatoio, sede del Museo della Seta, e, restando sulla destra, accanto al cimitero e all’attigua chiesa di S. Lucia, si fa ingresso a Villa Lagarina (viale dei Tigli).

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OUT.Trentino726Perché, una volta tanto, non pigliamo su tutta la famiglia e insieme ci mettiamo in fila lungo un sentiero o pedaliamo tranquilli per una stradina di campagna? Le occasioni non mancano, i week-end sono fatti apposta per questo e scegliendo con cura le mete si possono anche evitare le code dei rientri. Il nostro Paese, appena al di là del guard-rail, è fatto di paesaggi, natura, arte e gusto del buon vivere e certe regioni, come il Trentino Alto-Adige lo dimostrano in maniera quasi esagerata. Ne sono prova i luoghi scelti per questa guida. Dalle valli inclini ad assorbire il tepore del clima insubrico come quella di Ledro e quella che dei ‘dei laghi’, in Trentino, porta appunto il nome, fino alle remote valli alpine dello spartiacque, come l’Aurina, la Pusteria, la Venosta. Dalle uniche e meravigliose cattedrali dolomitiche del Brenta e della Val Badia, alle delicate tessiture di paesaggio della media valle dell’Adige, a Caldaro e al Monte Corno. Attrattive sempre nuove e multiformi, culture e modi di vita di spiccata unicità a cavaliere fra le culture germaniche e latine esplicitate nel modo più semplice lungo i sentieri fra un ‘gruess-gott’ e un ‘buongiorno’, fra un piatto di ‘strangolapreti’ e uno di ‘knödel’.

Albano Marcarini (a cura di -), TRENTINO e ALTO ADIGE OUTDOOR – De Agostini/Alleanza Ass., 240 pagine, con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm

8,00 € – ACQUISTA

 

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