Il Pian dei Buoi

Scansione 3Itinerario a piedi nel comune di Lozzo di Cadore, nella provincia di Belluno.

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Lozzo di Cadore: paese dei mulini e degli antichi sentieri. Così recita uno slogan turistico. Se dall’abitato, gù nel fondovalle del Piave, ci si porta in quota, ecco aprirsi dei vastissimi altopiani, ammantati di boschi e di pascoli, con larghe visuali sulle vette dolomitiche. Come sul Pian dei Buoi dove si sviluppa una fitta rete di sentieri. Ne abbiamo scelto uno: l’Anello dei Colli.

Difficoltà: bassa. Lunghezza: 5 km Durata: 2 ore e 30 minuti. Dislivello: 130 metri. Condizioni del percorso: segnavia bianco/rosso 33 – Partenza e arrivo: Bivio Pellegrini (200 m dopo l’ex-rifugio Marmarole sulla strada consorziale che da Lozzo di Cadore sale al Pian dei Buoi). Lozzo di Cadore si  raggiunge da Venezia con la A 27 e con la strada regionale 51 per Auronzo di Cadore.

Dove mangiare: al Rifugio Ciaréido (a 500 m dal punto di partenza),  0435.76276, con possibilità di alloggio. Dove dormire: B & B La Ciasa del Bèo, Lozzo di Cadore, 0435.76725. Indirizzi utili: Ufficio turistico di Lozzo di Cadore, 0435.76051, www.lozzodicadore.org.

garmin-basecamp-86La traccia gps di questo itinerario è disponibile su GARMIN ADVENTURES al seguente indirizzo: https://adventures.garmin.com/en-US/by/marcarini/pian-dei-buoi#.WRit11JaZZ0

Scansione 2

Malga

A – Dal parcheggio di Bivio Pellegrini (fontana) si segue il sentiero 33 che sale dolcemente fra dossi ricoperti di rododendri, pini mughi e abeti. Sono indici del ripopolamento vegetale spontaneo su praterie alpine un tempo sottoposte a pascolo del bestiame. Ci si mantiene sul crinale del versante destro della valle del Piave. Il fiume scorre 1200 metri sotto di noi.

B – Avvicinata una prima volta una strada militare, si prosegue, a sinistra, sul sentiero.

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Gallo forcello

C – Un tratto di dura salita mette alla vetta di Col Cervera, già posto di osservazione durante la Grande Guerra con trincee e ruderi di baraccamenti. Si scende ora lungo la strada carrabile notando alcuni ricoveri nella roccia.

D – Senza seguire la strada militare si aggira a sinistra il Pian de Formai. In questo ambiente si aggira nottetempo il gallo forcello (nel disegno). In primavera i suoi striduli richiami d’amore eccheggiano a chilometri di distanza, specie sul far dell’alba.

E – Ora si segue un tratto della strada militare fino al pianoro del forte di Col Vidal. Qui si ergono le poderose strutture dell’edificio militare, parzialmente ricavato in caverna. Fu costruito, con parziale demolizione della montagna, nel 1909-10 e dotato di potenti artiglierie. Con il forte di M. Tudario, sul versante sinistro della valle del Piave, costituiva nella Grande Guerra il cosiddetto ‘ridotto del Cadore’. Tutta la zona è stata oggi valorizzata come ‘Parco della memoria’.

F – Dal forte si fa ritorno brevemente sullo stesso cammino, fino alla piazzola della fonte con panchine. Qui ci si dirige verso i ruderi delle baracche militari, detti Forti Bassi, e si imbocca un ombroso sentiero fra i larici che costeggia il versante nord di Col Cervera.

G – Dopo buon tratto si esce sulla strada sterrata poco prima della Casera delle Armente. Da qui, come del resto anche dal pianoro di Col Vidal, si gode uno spettacoloso panorama sulle Tre Cime di Lavaredo, sull’Antelao, sulle Marmarole. Proseguendo sulla carrabile si torna in meno di un chilometro al punto di partenza.

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OUT.Veneto722L’Italia dei records vanta anche il primato del numero di autoveicoli per km di strada: 103, contro i 65 della Germania e i 29 della Francia. Ce n’è fin troppo, quasi da soffocamento. Perché, ogni tanto, non lasciar perdere il volante e passare al manubrio… della bicicletta o a un buon paio di scarponi per una bella passeggiata all’aria aperta. Il nostro Paese, appena al di là del guard-rail dell’autostrada regala ancora bei paesaggi e luoghi tranquilli. Sono angoli sconosciuti ai più, sono posti che per arrivarci bisogna faticare un po’, scrutare la cartina, magari chiedere in giro, oppure leggere con attenzione questa guida. Ne abbiamo scelti appena più di una dozzina in due regioni – il Veneto e il Friuli – Venezia Giulia – che ne meriterebbero almeno cinquanta.

Albano Marcarini (a cura di -) – Veneto e Friuli Venezia Giulia, De Agostini/Alleanza Ass., 2004, 228 pagine, con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm – 8,00 € – ACQUISTA

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