Patate, burro e polenta sul Passo del Tonale

Itinerario a piedi lungo il versante occidentale del Passo del Tonale, in provincia di Brescia.

Il passo del Tonale divide i massicci dell’Adamello e dell’Ortles-Cevedale. Allineato da est a ovest lungo la linea insubrica, ovvero la frattura tettonica che taglia in due le montagne lombarde, questo valico, a 1883 metri d’altezza, fu importante via di traffico e di pellegrinaggio fra Lombardia e Trentino oltre che luogo duramente conteso nella Grande Guerra. Ancora oggi, a margine della strada statale, realizzata nel 1880, si può ripercorrere a piedi la mulattiera di età moderna, più volte riattata dai Veneziani, da Napoleone, dall’Austria.

«Visto dalla Via del Tonale il gruppo dell’Adamello si presenta come un colossale carciofo, le cui foglie spinose sono altrettante montagne a piramide elevatissima, poi si spiega, a mano che si sale, come una sega, a denti acutissimi… Un enorme nevajo, anzi ghiacciajo, anzi mare di ghiaccio, che oltrepassa di molto i 100 chilometri quadrati, tutto a seni, a frastagli, ne ricopre le spalle, fluendo da tutte le parti in ghiacciai a centinaia, come le cento pieghe di un gran mantello di candida lana». Così si espresse nel 1889 Antonio Stoppani, l’autore de ‘Il Bel Paese’, mentre risaliva la Val di Sole in direzione della Lombardia. Un’immagine suggerita dall’eccitazione del momento, come ogni cosa che, in quel felice periodo di esplorazioni, si rivelava ai viaggiatori delle vallate alpine.

L’esistenza di una via sulle alture che sovrastano Ponte di Legno si fa risalire all’epoca romana. Nonostante non vi siano tracce evidenti, la tradizione di una strada che risaliva la Valcamonica fino a Edolo e poi si dirigeva in Trentino è stata sempre confermata dagli storici locali. Sull’identificazione del tracciato, l’ipotesi più suggestiva indicherebbe, diversamente dallo scollinamento del Tonale, un itinerario più settentrionale, da Pezzo alla Valle di Pejo attraverso il Montozzo. Un percorso alpino impegnativo, considerata l’altezza del valico, posto a 2617 metri contro i 1883 del Tonale. Un percorso che, curiosamente, sarà riesumato nell’Ottocento quando i villeggianti di Ponte di Legno si recheranno a Pejo per la cura delle acque. Tutta la zona aveva comunque itinerari che oggi giudicheremmo ‘impossibili’. Vale la pena di citare fra le ‘strade’ d’alta quota, fruibili forse solo grazie a una diversa situazione climatica, la mitica strada della Sforzellina dei Tre Signori, tramite fra la Val di Sole e Bormio a quasi 3000 metri d’altezza.

Ex-strada del Tonale
Uno scorcio dell’antica strada per il Tonale

Anche il Tonale, nei tempi antichi, non era ritenuto un transito agevole. Si evocano fitte e scure foreste che Carlo Magno avrebbe fatto sfoltire per impedire agguati, mentre il pianoro del valico, di insolita ampiezza, era ricoperto da stagni e acquitrini tanto da costringere l’antica strada a restare più elevata sul fianco della montagna. L’imperatore fu tra gli illustri frequentatori del valico sebbene la sua presenza sia circondata dalla leggenda. Accompagnato da sette vescovi e da quattromila soldati, avrebbe risalito la Valcamonica convertendo le popolazioni ed erigendo chiese. Superato il valico discese la Val di Sole raggiungendo poi le Giudicarie attraverso un secondo valico che, dal 1909, fu appunto denominato passo Campo Carlo Magno. Ma di qui passò diverse volte anche il Barbarossa, intenzionato a riportare disciplina fra i riottosi Comuni lombardi. Come in tutti i luoghi topici non mancavano poi le presenze malefiche. Si dice che le baite attorno al passo avessero le porte d’ingresso rialzate di qualche gradino per impedire alle streghe zoccolute di farvi irruzione.

Tornando alla presunta strada romana, questa nella bassa Valcamonica era indicata come Via Valleriana, denominazione però tardiva, non si sa se da intendere come ‘via di valle’, oppure come opera dovuta a tale Valeriano, imperatore fra il 253 e il 259. Si avanza l’ipotesi che in quel frangente, invasioni di genti barbare nelle Alpi orientali, avessero richiesto la rapida realizzazione di nuove strade militari per accorciare il cammino verso il fronte. La via del Tonale permetteva un collegamento relativamente agevole con Bolzano, la Valle dell’Adige e la Via Julia Augusta, strada romana della Val Pusteria.

Passo del Tonale
Baitello

A confortare lo schema delle vie di transito attraverso il massiccio dell’Adamello intervenne, nel terzo decennio del Seicento, l’accreditata opera di Gian Battista Apollonio. Incaricato di redigere una sorta di atlante stradale del periodo egli annovera, fra i più battuti, i valichi di Val Davone, lungo la Val Saviore, e il Tonale. Su questi impervi cammini si trasferivano a piedi o a dorso di mulo non solo merci ma anche influssi e capacità culturali. I Baschenis di Bergamo erano una famiglia di pittori itineranti che introdusse nelle chiese del Trentino occidentale una particolare visione del Cristianesimo attraverso le loro Bibliae pauperum. Nel XV secolo poi, si ha notizia di correnti migratorie di muratori lombardi verso le vallate trentine, soli o uniti in corporazioni, così come di artigiani abili nella lavorazione del ferro.

Nel Medioevo il Tonale era conosciuto e frequentato da pellegrini, forse diretti alla lontana meta di Santiago. Vi resta la tangibile testimonianza dell’Ospizio di San Bartolomeo, documentato dal 1271, come punto di ricovero nel punto più alto della strada transvalliva. L’ospizio segnava anche un confine politico fra territori che mutarono più volte nei secoli le loro sorti e che oggi, in altra veste istituzionale, sono rappresentati dalla Lombardia e dal Trentino-Alto Adige.

Ossario al P.so Tonale1
Il monumento ai Caduti al Passo del Tonale

Oggi il valico è battuto da ‘truppe’ di automobilisti e motard. Transitano o si fermano sulla sommità per godere degli impianti invernali per lo sci, all’interno di un comprensorio di tutto rispetto. Moderni e accoglienti alberghi sostituiscono le vecchie e trasandate locande dei tempi andati. Anche il citato ospizio oggi è un ‘relais’ di lusso, molto lontano da come lo trovò nel 1875 Douglas W. Freshfield, alpinista britannico intento a raggiungere la Presanella: «Il fuoco della cucina – scrisse nel suo diario – illuminava una scena pittoresca. Pendeva sopra le fiamme un enorme calderone di polenta, entro il quale due fanciulle dai capelli neri gettevano continuamente degli ingredienti, mentre una folla affamata di uomini giovani e vecchi sedeva attorno, seguendo avidamente i preparativi della cena. Per noi venne fatto posto sulle panche del camino dove cuocemmo a vapore nei nostri vestiti bagnati, finchè la folla ebbe mangiato e qualcuno potè trovare il tempo di servirci il nostro pasto di patate e burro».

TONALE.MAP

 

PERCORSO IN BICICLETTA AL PASSO DEL TONALEAltim.

Strada statale 42 ‘del Tonale e della Mendola’,  asfaltata, larga da 6 a 8 metri, poco ombreggiata, con 8 tornanti. Transitabile tutto l’anno. Partenza: Ponte di Legno, piazza XXVII Settembre (alt. 1257). Arrivo: monumento al passo del Tonale (alt. 1883). Il percorso si effettua sul tracciato originario della strada statale evitando la circonvallazione di Ponte di Legno. Distanza: 10,2 km. Dislivello: 620 metri. Pendenza media: 6,0 % (con punte dell’8 – 8,5%).

PERCORSO PEDONALE STORICO DEL PASSO DEL TONALE (versante lombardo) – Sentiero e mulattiera. Tempo di percorrenza: 2 ore e 45 minuti. Dislivello: 620 metri. Periodo: da giugno a ottobre.

Il sentiero storico parte dalla periferia di Ponte di Legno presso il Palazzetto dello Sport, dove si rintraccia il segnavia CAI 45. Attraversata una prima volta la statale, il tracciato propone, all’interno dell’abetaia, un’impressionante sequenza di serpentine. Le ultime migliorie furono apportate dagli Austriaci fra il 1819 e il 1821 senza tuttavia riuscire a trasformare la mulattiera in carreggiabile. Lasciata a sinistra la diramazione per Vescasa (segnavia 51a), si torna a livello della statale a una quota prossima a 1600 metri. Ora è gioco forza seguire l’asfalto per circa 500 metri. Al tornante di quota 1630 si prosegue in rettifilo sul tracciato storico con una pendenza più sentita rispetto alla moderna carrozzabile. Passati accanto a un’edicola sacra, intitolata a S. Carlo, si prosegue nella salita (segnavia 72) entrando nelle praterie prossime al valico, sopra il limite della vegetazione arborea. Fra questi prati si aprono zone umide di grande importanza botanica. Sono torbiere d’alta quota dove si rinvengono pianticelle relitte di epoche fredde. Presso l’Albergo Bezzi (m 1780), la via si riaccosta alla statale ma subito l’abbandona, attraversandola, per proseguire sotto le pendici del M. Tonale. L’antica strada procede a una quota più elevata rispetto al livello del valico. Oltrepassati Malga Cadì e gli impianti a fune dell’area sciistica, si raggiunge l’Ospizio di San Bartolomeo (m 1971), al culmine del tracciato. Accanto alla chiesuola, sorge l’edificio dell’ospizio che mantiene, in forma rinnovata e accogliente, la tradizione ricettiva.

Dove dormire: Grand Hotel Paradiso*****, Via Case Sparse 51, tel.  0364.904800; Sport Hotel Vittoria, via Nazionale 8, tel. 0364.91348; Hotel la Mirandola***, presso l’Ospizio di S.Bartolomeo, tel. 0364.903933, www.lamirandolahotel.it; Hotel Adamello***, via Nazionale 22, tel. 0364.903886. 

Dove mangiare: a Pezzo di Ponte di Legno, Ristorante Da Giusy, via Ercavallo 39, tel. 0364.92153 (i ‘classici’ pizzoccheri accompagnano i ‘gnocc de la cùa’, il cervo in umido o al ginepro con polenta); a Ponte di Legno, Ristorante San Marco, p.za Europa 18, tel. 0364.91036 (per confrontare anche qui i ‘gnocc de la cùa’, ovvero gnocchi di pane raffermo, latte, spinaci selvatici in bagno di cipolle e burro, ma anche la ‘minestra scandela’ una zuppa d’orzo ‘rinforzata’).

Le buone cose: Liquorificio Donati, a Ponte di Legno, via N. Bixio 78, con distillati di erbe alpine e officinali. Uffici turistici: Passo del Tonale, tel. 0364.903838; Ponte di Legno, tel. 0364.92089 – Internet: www.passotonale.it  – Autolinee Edolo-Passo del Tonale: Bergamo Trasporti Est, p.za Marconi 4, tel. 800.139392.

Il sito www.provincia.brescia.it/turismo pubblica notizie e aggiornamenti su eventi mensili, itinerari, ospitalità in tutto il territorio provinciale, per questa zona scegliere “Val Camonica”.

Itinerario pubblicato su OROBIE, gennaio 2011. ©Albano Marcarini, 2016

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