2184 Monte Zeda in MTB

Itinerario lineare in mountain-bike, nella parte orientale del parco nazionale della Val Grande, fin sulla vetta del Monte Zeda.

A volte si sale per il bello di un panorama. La fatica si ripaga con la vastità dell’orizzonte. Succede pressappoco così quando si affronta la dura ascesa verso il Monte Zeda, nel Parco nazionale della Val Grande.

Il parco è fra i più selvaggi d’Italia e già a piedi è difficile penetrarlo. In mountain-bike le strade sono poche e obbligate. Nessuna lo attraversa. Qualcuna si attesta fin dove possibile. Quella dello Zeda è una strada militare della Prima Guerra Mondiale, realizzata nel 1917 quando si temeva che i tedeschi, aprendo un fronte attraverso la neutrale Svizzera, invadessero il Nord Italia. Il timore non si avverò e questa strada, è rimasta un curioso reperto di archeologia militare. Molte altre opere difensive costellano queste montagne di confine, e portano il nome di Linea Cadorna, dedicata al generale, nativo di Pallanza, che la ideò.

L’itinerario qui suggerito, adatto ai bikers allenati alle salite, non arriva fino sul Monte Zeda, a 2184 metri d’altezza, bensì a Pian Vada, appena sotto, a 1711 metri. Per guadagnare la vetta occorre aggiungere un tratto a piedi. Vale la pena di affrontarlo. Da lassù si gode uno dei migliori panorami delle Prealpi con un arco visuale che corre dalle Alpi Marittime al massiccio del Bernina.

Distanza: 36.4 km (solo andata). Dislivello: 1720 metri. Partenza: Intra (Verbania), imbarcadero del Verbano (m 198). Intra si raggiunge in auto da Milano con l’autostrada A26 fino al casello Gravellona Toce e con un breve tratto della strada statale 34. In treno con la linea Milano-Domodossola (stazione Verbania) o, in alternativa, con la linea Milano-Laveno Mombello di Trenord e con il traghetto Laveno-Intra. Arrivo: Bivacco di Pian Vadà (m 1711). Il ritorno avviene sul medesimo percorso. Quota massima raggiunta: 1711 metri a Pian Vadà. Pendenza media complessiva: 4,24%. Pendenza degli ultimi 5 km: 8%.  Condizioni del percorso: strada asfaltata fino a Il Colle, quindi ex-strada militare a fondo naturale, a volte sassosa, e progressivamente sempre più deteriorata fino all’arrivo, ma pedalabile. Altimetria: lunga e costante ascesa, con brevi tratti in falsopiano. Periodo più indicato: da maggio a fine ottobre.

Dove mangiare: Agriturismo Alpe Archia, loc. Archia, Trarego-Viggiona, tel. 0323.496567, cell. 347.7788575 (solo in estate); Ristorante La Baita, Piancavallo, via Cadorna 1, tel. 0323.587396. Il bivacco di Pian Vadà non offre ristorazione. Assistenza cicli: Ciclomania Barale, c.so Cairoli 63, Verbania, tel. 0323.519516.

Info: Distretto turistico dei Laghi e Monti d’Ossola, corso Italia 18, Stresa (VB), tel. 0323.30416, www.distrettolaghi.it – Parco nazionale della Val Grande, tel. 0323.557960, www.parcovalgrande.it

Zeda.map
Mappa dell’itinerario (da base IGM, Carta d’Italia a scala 1:100.000)

ROAD BOOK

Km 0 – Intra (m 198). Imbarcadero. Seguire, a dex., il lungolago (C.so Mameli).

Km 0.5 – Intra. Piegare a sinistra su C.so Cobianchi. Rispettare le indicazioni ‘Premeno’

Km 1.8 – Intra. Piegare a destra su Via S.Giovanni Bosco e superare il torrente S. Giovanni. Subito dopo il ponte proseguire sulla destra (C.so Italia, SP 55). Inizio salita.

Km 6.6 – Arizzano. Continuare lungo la strada provinciale 55 (Via Nuova).

Km 9.8 – Bee (m 591). Continuare lungo la strada provinciale 55 (Via Farinet).

Km 13.4 – Premeno (m 840). Proseguire lungo la strada provinciale 56 (Via Panoramica) in direzione Pian Cavallo.

Pian di Sole
Pian di Sole

Km 19.4 – Manegra (m 866). Continuare lungo la strada provinciale 56 (Via Cadorna). Dura salita al 7,9%.

Km 23.6 – Piancavallo (m 1242). Continuare lungo la strada provinciale 56.

Km 26.1 – Il Colle (m 1223). Lasciare la strada asfaltata e piegare a sin. su sterrato, lungo le falde di Monte Spalavera.

Km 30.6 – L’Ospedaletto (rudere della Linea Cadorna).

Km 31.1 – Pian Puzzo (m 1275). Continuare a sin sulla ex-strada militare (sbarra, a dex. diramazione per l’Alpe Archia). Più avanti mantenersi sulla sinistra (sbarra), evitando la strada d’accesso a un alpeggio sottostante.

Km 33.1 – Passo Folungo (m 1369). Proseguire sulla ex-strada militare (sbarra) che sale con sei tornanti. Salita all’8%, sconnessa.

Km 36.4 – Bivacco di Pian Vadà (m 1711). Arrivo. I più tenaci possono tentare l’ultima ascesa lungo il sentiero fino ai 2184 metri del Monte Zeda. Nota di merito a chi riesce a farla tutta in sella.

DA VEDERE STRADA FACENDO

1. L’ex-ferrovia Intra-Premeno. Il primo tratto di salita avviene su una strada asfaltata con larghe curve e una pendenza moderata e costante. Sono le caratteristiche del tracciato ferroviario sulla quale la strada si inscrive. Nata nel 1926 dietro la spinta del turismo lacuale di Intra e Pallanza, desideroso di offrire ai villeggianti sempre nuovi spunti di interesse, questa piccola e ardimentosa ferrovia elettrica si spingeva dalle sponde del Verbano fino al villaggio prealpino di Premeno. Lunga 13,3 km e con una pendenza massima del 7.4%, accolse a lungo nei suoi vagoncini verdi turisti e sciatori che in inverno praticavano il ‘telemark’ sui pascoli presso la stazione d’arrivo. Come molte altre linee secondarie, fu chiusa e smantellata nel 1959.

2. Bèe. La ‘corte’, in tutta la fascia collinare e prealpina, dal Verbano fino al Lago di Garda, era l’unità minima degli insediamenti rurali. L’insieme delle corti dava vita a un abitato, come a Bèe. Ogni famiglia ne possedeva una, dimorandovi generazione dopo generazione. La corte più antica di Bèe risale al 1704 e, come tutte, si presenta con un arco chiuso da spessi portali di legno massiccio.

3 Premeno. Conta solo 760 abitanti, ma la sua posizione, bene esposta al sole, la rende una meta privilegiata per una tranquilla villaggiatura. Una consuetudine che si sviluppò a partire dalla fine dell’Ottocento, come rivelano le numerose ville e villini in stile che si osservano lungo la strada un tempo percorsa dalla ferrovia. Le vecchie guide rimarcavano la fama degli alberghi locali. Di uno, in particolare, lo si diceva «rinomato per la buona cucina, le belle camere e l’ampio ‘salon’ di conversazione, con pianoforte, bigliardo, bagni e servizio di telegrafo», tanto che fu scelto nell’estate 1887 dalla regina Margherita per un periodo di soggiorno.

Verso P.so Folungo.betulla
Betulle a Pian Cavallo

4. Pian Cavallo. Si tratta di una larga colma prativa, lungo il contrafforte che divide il versante del Verbano con l’interna Valle Intrasca. Splendido il panorama che si osserva dal bivio con la strada di Valle Intrasca: l’intera vastità del Lago Maggiore, da Locarno a Sesto Calende. Piancavallo è nota per il suo sanatorio, sorto alle fine degli anni ’50 del secolo scorso. Uno stradello, verso destra, porta in poco più di 2 km a ridosso del Monte Morissolo, una cima di aspetto arcigno, esposta sul versante a lago. Fu punto strategico della Linea Cadorna, munita di postazioni di artiglieria, oggi valorizzato con percorsi e segnaletica illustrativa.

5. Il Colle. È il punto più elevato della strada carrozzabile che, da qui, scende a Cannero Riviera. È il punto dove si imbocca la strada sterrata verso il Monte Zeda entrando nel perimetro del Parco nazionale. Vi convergono i confini di quattro comuni (Aurano, Cannero, Oggebbio, Trarego-Viggiona), quasi a rimarcare la sua ragguardevole posizione.

6. Pian d’Arla. Un vasto spiazzo, dopo il primo tratto pianeggiante della strada sterrata, consente una vista d’insieme dell’ultimo tratto da percorrere. Sotto la cuspide del Monte Zeda si notano il tetto del bivacco di Pian Vadà e l’ardita strada che lo raggiunge con sei tornanti.

7. Diramazione verso l’Alpe Archia. Si allunga di un paio di chilometri per arrivare a un alpeggio dove in estate è in attività un ristorante. Il luogo, come molti altri in Val Grande, è stato teatro di lotta partigiana durante la Resistenza. L’episodio più drammatico fu il rastrellamento tedesco del giugno 1944 condotto da oltre 4000 militari contro 400 partigiani ridotti alla fame.

8. Bivacco Pian Vadà. Accanto al moderno bivacco – accessibile su prenotazione presso la sede del Parco – si scorgono i ruderi del rifugio distrutto dai nazifascisti nel 1944. Ora, chi se la sente, può arrivare in circa un’ora a piedi (sentiero R20) sulla vetta piramidale del Monte Zeda (2184 m).

Da fare in più. 

1.Due varianti per la discesa: 1) riguadagnato Il Colle, deviare a sinistra e scendere lungo la stretta rotabile asfaltata per Trarego e Viggiona, calare infine a Cànnero Riviera e proseguire lungolago fino a Intra; 2) ritornati a Piancavallo piegare a destra per Valle Intrasca con una ripida discesa che porta ad Aurano e al fondovalle, da cui in 7 km a Verbania.

2.Da Piancavallo (o da Il Colle) è possibile seguire un breve percorso ciclopedonale ad anello dedicato ai reperti bellici della Linea Cadorna posti attorno al M. Morissolo.

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Albano Marcarini, La ferrovia Domodossola-Locarno e la Via del Mercato, Lyasis, 2011, 176 pag. a colori, con mappe, foto e acquarelli, 11 x 16,5 cm – Anche in lingua francese.

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