Vallepezzata, paese delle luci e delle ombre

Itinerario lineare a piedi nell’Appennino teramano, nel comune di Valle Castellana, Abruzzo.

Vallepezzata non c’è. Nonostante si insista a studiare la cartina militare (che risale a mezzo secolo fa), nonostante il sentiero sembri puntare verso la meta, il vecchio villaggio non si vede. Solo grandi alberi, una giungla di liane e rovi, erbe alte e fitte che sommergono fino al busto. Eppure qui c’erano case, fontane, chiese, un cimitero, il forno per il pane, forse una scuola. Tutto scomparso, tutto rimasto come un minuscolo grumo nero fra le curve di livello della mappa topografica. Il triste destino di Vallepezzata è comune a quello di molti altri villaggi dei Monti della Laga, sul confine fra Piceno e Teramano. Un’esodo di abitanti continuo, una frana che ha lasciato le montagne sole e spopolate. Secoli di tenace attaccamento alla terra, al bosco, al pascolo si sono risolti in uno sbrigativo patto con la modernità, con la rinuncia alla storia, alle radici, al rispetto del lavoro dei padri. Naturalmente non erano condizioni di vita facile e Vallepezzata lo dimostra.

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Un portale a Vallepezzata

Ancora oggi non c’è strada per raggiungerla. Si parte in auto da Valle Castellana, la sede di un comune che nello spazio di trent’anni ha perso il 60% dei suoi abitanti, per raggiungere la frazione Màttere. Qui ci si avvia a piedi nella direzione di Stivigliano. Dopo poche centinaia di metri, si scorgono un isolato cimitero e il guado che porta sul versante opposto della stretta valle. Dopo un attimo di indugio fra i campi si imbocca un sicuro sentiero che costeggia il Fosso di Vallepezzata. Si procede nel bosco ombroso fra i richiami degli uccelli e l’improvviso sgusciare di uno scoiattolo fra i tronchi. Bisogna camminare per circa un’ora quando, infine, si raggiunge la radura dove sorgeva il villaggio. In estate, con la vegetazione esuberante, non ci si raccapezza. Si intravede un alto edificio e, più, lontano, dall’altra parte del torrente la facciata di una cappella. Poi più nulla. Probabilmente in inverno si potrà essere più fortunati perché i sentieri si riconosceranno meglio e le foglie cadute avranno lasciato respiro ai vecchi muri, agli spalti, alle gradonate. Allora si potrà comprendere come il nucleo sia diviso in due parti: una ‘da Sole’, cioè esposta a mezzodì; e un’altra ‘da Borea’, cioè esposta a nord. Al proposito gli storici sostengono che il vero nome del villaggio sia Vallepozzata perché ‘da Borea’, la parte più antica, era situata in una specie di fossa, o pozza, mai raggiunta dai raggi del sole.

Punto di partenza e arrivo: Màttere, frazione di Valle Castellana, in provincia di Teramo. Si raggiunge più facilmente da Ascoli Piceno seguendo per 20 km la strada che risale il torrente Castellano. Màttere si trova 2 km dopo il capoluogo comunale. Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti (solo andata) su strada campestre e sentiero. Itinerario non segnalato. Dislivello: 180 metri. Periodo indicato: da ottobre in poi, fino all’inizio dell’estate. Dove mangiare. Nessun ristoro lungo il percorso, provviste a Valle Castellana. A Vallepezzata si trova una fontana. Per saperne di più: Associazione Gandhi, Paesi abbandonati, Ed. Grafiche Italiane, Teramo 1991. Internet: www.comune.vallecastellana.te.it

Vallepezzata.map

Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA 223, novembre 2004. Aggiornato il 13.12.2009.

1. Da Valle Castellana si può proseguire in auto fino alla frazione Màttere.

2. A Màttere si parcheggia e si inizia l’itinerario a piedi seguendo la strada sterrata per Stivigliano.

3. Percorse poche centinaia di metri si scende fra i campi verso il rio, che si passa a guado, poco più in basso del cimitero. Oltre il rio si segue la traccia carraia principale che, dopo i campi, s’inoltra nella boscaglia (attenzione alle diramazioni laterali) e risale il versante idrografico destro del Rio di Vallepezzata.

4. Al fondo della valle del Rio di Vallepezzata si apre la radura dove sorgono i vari nuclei del villaggio. Vallepezzata da Sole sulla china a mezzogiorno, da Borea su quella esposta a nord; poco più distante la chiesa.

www.guidedautore.it – Una guida per compagna…

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