La Via della Fiaba a Collodi

Itinerario a piedi fra Collodi e Pescia, in Toscana, sulle colline pistoiesi.

Una delle più intriganti caratteristiche di una fiaba è l’indeterminatezza, ovvero il lettore non è mai bene informato sui luoghi e sul tempo in cui si svolge la vicenda. Non a caso ogni fiaba comincia così: “C’era una volta…ecc. ecc”. Anche Pinocchio, la più famosa delle fiabe, inizia in questo modo. Mai sapremo quando comincia la storia del nostro burattino, sul dove invece abbiamo indizi notevoli. Soprattutto se ci aggiriamo nelle campagne toscane, lungo quella spalla di colline che sta a nord dell’Arno, fra Lucca, Pistoia e Prato, i primi contrafforti dell’Appennino. Se poi raggiungiamo una località che si chiama Collodi, vicino Pescia, non dovremmo avere più dubbi.

Schermata 2016-01-23 alle 19.08.58Carlo Lorenzini, l’autore di Pinocchio, prese lo pseudonimo di Collodi per onorare la madre nata in questo paesino. Nella piazza troverete un Pinocchio di legno, alto 15 metri, e poco discosto, il Parco di Pinocchio, disegnato da noti architetti paesaggisti, ma anche il giardino della sontuosa Villa Garzoni con l’annessa Casa delle Farfalle. Troverete anche, appena fuori dal paese, la Via della Fiaba, un breve ma simpatico itinerario fra campi e ulivi, a ricordo delle tante strade percorse dal burattino di legno. Inaugurato nel 1993, ripercorre una vecchia via di collegamento fra Collodi e Pescia. Noi la percorreremo in senso inverso raggiungendo dapprima Pescia per un’altra via.

COME SI ARRIVA. Collodi è una frazione di Pescia, in provincia di Pistoia. Si raggiunge da Firenze (79 km), seguendo l’autostrada A11 fino al casello di Chiesina Uzzanese che si trova 8,5 km a sud di Collodi. Tempo di percorrenza: 3 ore circa a piedi. Dislivello: 580 metri. Percorso non segnalato. La Fondazione Nazionale Carlo Collodi (via Pasquinelli 6, Collodi, tel. 0572.429613) gestisce il Parco di Pinocchio e il Giardino storico Garzoni con la Casa delle Farfalle. Queste attrattive sono aperte in genere tutti i giorni dalle 8.30 al tramonto, salvo eccezioni che si possono conoscere sul sito www.pinocchio.it – Nel Parco di Pinocchio si trova l’Osteria del Gambero Rosso (per prenotazioni, tel. 0572.429364)

I RISTORANTI – Ristorante Da Palmira, via del Monte Ovest 1, Monte a Pescia, tel. 0572.490000, www.ristorantemonteapescia.it. Specialità: malfatti in salsa di porcini. Menu intorno ai 35 Euro.

GLI ALBERGHI – Villa delle Rose (Pescia, Via del Castellare 21, tel. 0572.4670, www.rphotels.com). A poca distanza dal parco di Pinocchio occupa una villa del XVIII secolo. Con ristorante. Camera doppia a 90 Euro al giorno.

Viaggio con letture – Pinocchio di Carlo Collodi è uno dei libri più stampati al mondo. L’editore Giunti propone la fiaba in audio-libro letto dall’attore Paolo Poli a 12 Euro.  In solo volume, versione pocket, a 5 Euro, sempre per i tipi di Giunti. 

© 2016, Albano Marcarini.

«C’era una volta… — Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori. — No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.» (C. Collodi, Pinocchio, Firenze 1883).

Collodi.amp
Mappa dell’itinerario

Lasciamo dunque la parte bassa di Collodi e risaliamo Via di Castello su un lastricato di pietre che immaginiamo risuonare degli zoccoli di Pinocchio. Attraversiamo con il respiro grosso il borgo ‘alto’: una sfilata di case in pietra inerpicata fino alla sommità del colle, con il Castello e la chiesuola di S. Bartolomeo. Alle spalle dell’edificio religioso, trascurate le strade asfaltate, si segue una pista sterrata che sale sulla collina, riparata dalle ombre del bosco. Non è ancora la strada che porta alla Casa della Fata dai capelli turchini, ma un pizzico di atmosfera, complice magari qualche ricordo d’infanzia, potrebbe accompagnare il cammino.

Frazione-di-Pescia
Monte a Pescia

Giunti a una croce, sul bordo della via, si piega a destra su uno stradello più piccolo che incontra subito la Fonte di Viamaggio. Poi si cammina a lungo, tenendo sempre la costa del monte e infine valicandola a quota 452, sopra il Podere Battifolle. Seguite con attenzione la cartina, perchè non ci sono segnali. Avvicinato in discesa il podere Tignano di Sopra, si giunge alla frazione Monte a Pescia, un grumo di case sostenuto da una fitta sequenza di terrazzi coltivati. Ora, seguendo la mulattiera storica, è facile scendere a Pescia, di cui si scorge l’insolito disegno del centro storico, allungato a fuso sulla sponda destra del torrente omonimo.

Pescia
Pescia

Una città doppia, come racconta la sua storia: sulla destra il ‘mercatale’, nucleo delle attività commerciali; sulla sinistra, la pieve. Entrambi nuclei medievali un tempo cinti da mura e uniti da un solo ponte. Piazza Mazzini, in pratica una strada ‘panciuta’, esprime bene il carattere della città mercantile e civile. Vi si radunano i maggiori monumenti: il palazzo del Vicario, la loggia comunale, la chiesa della Madonna di Piè di Piazza. Dietro stanno le ‘rughe’, le vie strette, cinte da alte case, dove ancora si immagina il lavoro incessante degli artigiani, e, sotto, oggi coperte, le antiche ‘gore’, i canali artificiali che muovevano molini, frantoi, le macchine per produrre carta e seta. Lasciate un pizzico di tempo per visitare la chiesa di S.Francesco con il più antico dipinto raffigurante il santo, opera di Bonaventura Berlinghieri, del 1235; oppure, ancor più curiose, le figure lignee dei ‘Santi brutti’ nell’oratorio di S.Antonio Abate, così detti per la severità dei tratti. Ma ora ci attende la Via della Fiaba. A lato di piazza Matteotti si segue per un breve tratto Via Sismondi. Poi si sale, a sinistra, su Via della Cappella che assume subito l’andamento sinuoso delle stradette di campagna.

Villa Garozni
Una statua di Villa Garzoni

Ci sono ulivi a profusione, ma anche frutteti, orti e giardini a dimostrazione della fertilità di questa terra che fa di Pescia la capitale toscana della floricoltura. Forse c’è anche, da qualche parte, il Campo dei Miracoli dove ingenuamente Pinocchio sotterrò il suo piccolo tesoro di zecchini d’oro sperando di farli germogliare. Strada facendo, si incontrano i modesti segni del paesaggio contadino: una croce arrugginita, il ponticello in pietra, un bel selciato consumato dal tempo, un lavatoio. Ma si vedono anche alcune belle ville toscane, dall’intonaco chiaro e luminoso che contrasta e spicca nell’insieme verde argenteo degli uliveti. A volte il percorso accusa la mancanza di manutenzione e l’erba può invadere il selciato. Se non avesse ricevuto il battesimo letterario di Via della Fiaba forse sarebbe già stato inghiottito dal tempo, così come le decine di altri sentieri circostanti, dei quali di tanto in tanto s’intuiscono gli incroci o le biforcazioni.

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Villa Garzoni

Infine si torna a Collodi, passando in fregio al muro di cinta del parco di Villa Garzoni. La costruzione è curiosamente separata dal suo giardino, uno scenografico insieme di spalti verdi, intrecciato di scalinate ornate di statue, e poi ninfei, aiuole fiorite, anguste nicchie per sorprendenti ‘meraviglie’ naturali e giochi d’acqua. Insomma il fondale ideale del ‘paese dei balocchi’.

Francigena741-1TI POTREBBE ANCHE PIACERE

La Via Francigena in Valdelsa è un itinerario escursionistico lungo 68.8 km, che segue con buona approssimazione un tratto del viaggio effettuato nel 990 da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, di ritorno da Roma. Sigerico lasciò una puntuale elencazione dei suoi luoghi di sosta e di pernottamento. In tal modo si è potuto identificare un percorso che nella memoria collettiva e nelle celebrazioni del Giubileo dell’anno 2000 è diventato la Francigena per eccellenza. Il tratto di nostro interesse inizia a Castelfiorentino – o, più precisamente, a Coiano, dove si incontra il percorso sigericiano – e si conclude alle porte di Siena. Risale la Valdelsa sul suo versante occidentale rispettando le linee di crinale fino a San Gimignano. Nel prosieguo, quando la morfologia del territorio si fa più capricciosa, scende nel fondovalle, superando l’Elsa attraverso un movimentato paesaggio di basse colline. Infine, di fronte a Monteriggioni, aderge alle pendici di Monte Maggio e chiude il suo andamento immettendosi sulla Via Cassia alla periferia di Siena.

Albano Marcarini, La Via Francigena in Val d’Elsa, Alleanza Assicurazioni, Milano 2002, pag. 80, con foto, carte e acquerelli, formato: 11 x 16 cm

4,00 € – Acquista

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