La Liguria in treno

«Sbucato dalla galleria delle Pievi, l’elettrico scivola già col pantografo dentro il fornice buio della successiva, portandovi la sua corsa inderogabile, illividita da scintille violette. Un vagone dopo l’altro, il convoglio si snoda davanti il Dente del Lupo: riapparito appena dentro il giorno, lo perde: lascia il mare, entra nel monte. La zanna riemerge sola e nera dall’indaco, coronata di furore e di spuma, a dar travaglio al pilota». 

Bisogna avere la proprietà di linguaggio di un ingegnere elettrotecnico, amare la Riviera e chiamarsi Carlo Emilio Gadda per vestire d’eleganza una costante del paesaggio ligure: la ferrovia. I liguri al treno ci hanno fatto l’abitudine. I turisti invece, che il treno qualche volta lo usano o lo vedono scorrere, restano spesso sorpresi o spaventati per questo apparire e scomparire fra le pieghe degli scogli, per questo istantaneo sferragliare a due passi dalla spiaggia o dalla porta di casa. Sul vagone poi, è una sequenza di saette, da rovinare gli occhi se ti ci metti, tanti sono gli istanti di buio e di luce, un tunnel via l’altro. L’esperienza vale una scommessa da geni della geografia nel riconoscere all’istante il campanile, il molo, la foce, il capo o la torre, accomodati sul lato a mare, l’unico che permette di respirare con gli occhi.

Riomaggiore.stazione (1)
La stazione di Riomaggiore nelle Cinque Terre

Da Ventimiglia a Sarzana treno e mare vanno di pari passo, si rincorrono per oltre 250 chilometri. Vista dal finestrino la Liguria è fin troppo vera. Alle brutture siamo abituati, ahimè! e in treno le ‘schiene’ delle case sono veramente orribili. Ma quando il treno passa oltre ed esce dalla città perdendo sul cammino gli infiniti raccordi per fabbriche ormai prive di operai, e si mette a inseguir le onde, allora ci si può ancora permettere il lusso di ammirare il paesaggio e le belle cose che corrono via spinte dalla velocità. Ora una villa, un isolino di palme, un giardino, un tratto silenzioso di costa rocciosa, ora una breve cala sabbiosa, un vecchio borgo colle sue case affastellate sul pendio o schierate attorno al molo, una chiesa colle sue alterne bande bianco-verdi. È una delle cose piacevoli del viaggiare in ferrovia il guardar fuori, e a volte vale il prezzo del biglietto indipendentemente dalla meta.

Genova Principe
Genova Porta Principe FS

Per conoscere la storia delle ferrovie in Liguria basta gettare lo sguardo nell’inestricabile groviglio di binari che aggira e sottopassa Genova. Per servire il maggior porto italiano fu necessario ideare la prima ferrovia di montagna italiana e una delle prime al mondo, in grado di superare l’Appennino. Il tunnel dei Giovi, della lunghezza di 3250 metri, richiese quasi otto anni di lavoro, dal 1845 al 1853. Ma le costrizioni orografiche furono di stimolo al perfezionamento della tecnica ferroviaria. Molte innovazioni tecnologiche furono sperimentate sulle ferrovie liguri: l’impiego di potenti locomotive a vapore capaci di vincere le rampe più acclivi (i celebri ‘mastodonti dei Giovi,), i sistemi di dispersione dei fumi nelle gallerie, avanzate tecniche di perforazione, l’adozione del sistema elettrico trifase entrato in funzione già nel 1910 fra Pontedecimo e Busalla. Per le linee costiere si dovette attendere altro tempo. I marittimi non volevano perdere il monopolio della navigazione sottocosta di piccolo cabotaggio. Sulla riviera di Ponente la ferrovia giunse al confine francese nel 1872, su quella di Levante toccò La Spezia nel 1874. 

Ferrovie liguri
La rete ferroviaria ligure s’impernia sulla linea costiera. Nella mappa, l’originario tracciato della ferrovia ligure, perfettamente aderente alla linea di costa.

L’impatto fu evidentissimo, ma diversamente dall’autostrada l’assimilazione nel paesaggio costiero è stata più cortese. All’inizio fu un trauma. L’alto profilo costiero costrinse le vie di comunicazione a ridossarsi al mare e se le strade, come l’Aurelia, potevano ancora restare allo stato di mulattiere, la ferrovia dovette invece forzare la natura, forare le montagne, come nelle Cinque Terre, per trovare il profilo ottimale. Si ebbe una profonda riorganizzazione degli abitati. La linea ferrata, parallela alla costa, infranse le linee perpendicolari delle ‘creuse’ e dei caseggiati protesi verso il mare. Binari, trincee, rilevati divisero i paesi dal loro porto, gli alberghi dalle loro spiagge, le ville dai loro giardini tant’è che la percezione del paesaggio ligure, dal belvedere alla cartolina illustrata, non fu mai più disgiunta dalla presenza di una locomotiva, di una stazione o di un solitario tratto di linea ferrata. 

Monterosso Fs
Monterosso FS

Città come Savona o La Spezia furono condizionate nel loro sviluppo dalla presenza degli impianti ferroviari, la cui dimensione, unita a quella degli scali marittimi, coprì buona parte degli spazi disponibili. A Savona l’arretramento della nuova stazione, comportò negli anni ‘70 del secolo scorso il riassetto urbanistico di una rilevante parte della città.

Ma la ferrovia contribuì anche al decollo turistico delle due riviere. Bordighera, Sanremo, Alassio, Rapallo inaugurarono i loro lussuosi alberghi contemporaneamente alle stazioni che ricevevano i periodici ‘treni blu’ da Vienna, Parigi, Berlino. Chi scendeva sapeva di entrare nel bel mondo dello svago e la stazione, anche se umile nella sua funzione, ne rappresentava già la dignitosa anticamera. Ogni fine settimana, negli anni Cinquanta, approdava Sanremo il ‘treno dei mariti’ che, terminata la fatica d’ufficio nella metropoli, si concedevano una pausa raggiungendo le mogli nelle villeggiature rivierasche. Addirittura fu ideato uno speciale convoglio per questo servizio: una splendida automotrice diesel della Breda, dalle linee slanciate e dotata di un sopralzo panoramico a vetrate continue.Peccato che oggi quelle eclatanti stazioni dalle banchine fiorite, dai lambrechini di pizzo e dalle fontanelle zampillanti siano decadute o siano state orrendamente modernizzate. Basta servirsi della nuovissima stazione di Sanremo, simile a una qualsiasi stazione del metrò, per sentirsi addosso questo piccolo rammarico.

Breda ALE Panoramica
L’automotrice Breda ALtn 444-3001 ‘Belvedere’

Oggi le ferrovie liguri, specie quella della Riviera di Ponente, sta vivendo una nuova vita. Ne perderanno il paesaggio e il panorama a favore della velocità. Quasi del tutto scavata nelle viscere della montagna la linea dismette progressivamente la costa con lunghe e filanti gallerie. Le stazioni saranno meno fitte e non più ubicate a ridosso del mare. In questa complessa operazione si intravede però un possibile vantaggio, ovvero la trasformazione del vecchio tracciato in greenway, ovvero in un percorso ‘verde’ a favore dei turisti e dei villeggianti. Mai come in questo caso si tratta di un’operazione vista con favore da tutti. Gli accessi al mare diventano più facili, l’esile linea di costa guadagna un’accessibilità pedonale che prima non aveva mentre i ciclisti possono finalmente abbandonare la trafficata Via Aurelia. Da S.Lorenzo al Mare ad Ospedaletti il vecchio percorso è addirittura divenuto la spina dorsale di un Parco costiero, recuperando all’ambiente chilometri di costa prima quasi inaccessibili. Altri interventi si stanno realizzando a Varazze, Albisola, Cogoleto.

Sanremo.Staz.Fs
La nuova stazione di Sanremo

«Isolatori bianchi, alle sandaline de’sostegni, fanno un’allineata di perle come a voler agghindare la riviera – richiama con sublime metafora il nostro ingegnere – Il casello pitturato di rosa, col numero grande, del suo chilometro, attende i traini previsti. Ma nessuna vela è nel mare». Quante volte abbiamo desiderato quel mare, appiccicati ai finestrini, nell’attesa che la discesa a Framura o a Monterosso ci buttasse in faccia, come un soffio ristoratore per i fuggiaschi dalle nebbie padane, la pioggia iridescente delle onde. E che delizia incipriarsi di silenzio salendo i gradini del villaggio sotto la fioca luce delle lampade tremolanti al vento, mentre l’eco dell’ultimo vagone rimbalza di galleria in galleria. Che genio quello Stephenson.

Dove si trova.

La linea costiera della Liguria è divisa in due lunghe tratte facenti capo alla stazione di Genova Porta Principe. I treni regionali sono i migliori per effettuare un viaggio panoramico. La linea della Riviera di Levante collega Genova a La Spezia in poco più di due ore con frequenti fermate. Si può utilizzare il treno per effettuare escursioni a piedi lungo i sentieri delle Cinque Terre, da stazione a stazione. La linea della Riviera di Ponente collega Genova a Ventimiglia in circa due ore e mezzo. Anche qui si possono effettuare connessioni a piedi fra stazione e stazione come fra Alassio e Albenga lungo la strada romana,  come fra Finale e Spotorno attraverso l’altopiano delle Manie o percorrendo i tratti resi ciclo-pedonali del vecchio tracciato.

Albano Marcarini, LA CICLABILE DELLA RIVIERA DI PONENTE, Ediz. 2, 32 pag., Alzani 2016,

La più bella e frequentata ciclabile della Liguria, da S.Lorenzo al Mare a Ospedaletti passando per Sanremo: un balcone sul mare sul tracciato della vecchia ferrovia litoranea. E, in più, gli altri tratti ciclabili della Riviera di Ponente a Varazze, Albisola, Cogoleto.

€4,50

 

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