Il Fosso del Tasso

Itinerario a piedi sulle colline di Urbino, Marche.

Alle porte di Urbino, all’ombra del Palazzo Ducale, si trova un breve ma interessante sentiero naturalistico. Tante piccole sorprese per una passeggiata con tutta la famiglia.

Facile itinerario pedonale ad anello di interesse naturalistico e geologico. Tempo di percorrenza: 2 ore. Dislivello: 40 m. Punto di partenza e di arrivo:bivio di Crocicchia, località del comune di Urbino, posta lungo la Strada Rossa per Fermignano, presso il Centro Sogesta. Bus 18 da Urbino. Percorso: strada campestre sterrata segnalata e attrezzata con aree sosta e con pannelli didattici a cura dell’Università di Urbino. Dove mangiare. Nessuna possibilità di ristoro lungo il percorso. Attrezzarsi per un pic-nic con scorta di acqua. Indirizzi utili. Apt Urbino, piazza Rinascimento 1, tel. 0722.2613. Internet: http://ospmontefeltro.netco.it – Itinerario pubblicato su QUI TOURING, novembre 2001. Aggiornato il 12.12.2009.

Tasso.mapUn pannello con la cartina del percorso segnala il punto di partenza. Ci si avvia subito in lieve discesa verso il Fosso del tasso, breve corso d’acqua attorno al quale si dipana l’itinerario. Un dolce paesaggio di colline fa da contorno alla valle. Nella cortina boschiva occhieggiano modesti campicelli e alcune dirute case coloniche, segno della trascorsa fase di

Fosso del Tasso UR1
Un pannello illustrativo del percorso

colonizzazione agricola. La naturalità di ritorno accresce l’interesse scientifico e ha motivato la realizzazione del percorso. Si potranno osservare circoscritti habitat naturali dipendenti dall’esposizione e dal tipo di suolo. In particolare si attraverseranno terreni appartenenti alla Formazione marnosa – arenacea, che in alcuni punti si potrà vedere in affioramento. Superato il fosso una prima volta si giunge al punto di sosta 1, dedicato al patrimonio arboreo, poi si sale con una ripida ma breve rampa ai ruderi di Ca’ Belvedere. Nei varchi fra i cespugli si godono belle vedute su Urbino, col Palazzo Ducale che eleva al cielo le sue due inconfondibili torricelle.

Sotto il profilo botanico ci troviamo nel regno della quercia, anche se il suo carattere si presenta alquanto alterato a causa della ceduazione e dell’intromissione di specie estranee quali pini, cipressi e cedri. Le due specie di quercia più diffuse sono il cerro e la roverella, miste a orniello, carpino nero, sorbo domestico, acero oppio e acero fico. Raggiunta un’altezza di circa 350 metri, il percorso prende un andamento pianeggiante lungo il versante esposto a sud. È la zona del bosco termofilo e di altre specie arbustive amanti del clima secco e caldo, come la ginestra, la rosa canina, il citiso. Si notano anche alcuni lembi di prati non più mantenuti: vi albergano moltissime pianticelle spontanee, erbe graminoidi e diverse orchidee.

Fosso del Tasso-6
L’itinerario tocca vecchi presidi colonici in abbandono

Superato un altro rudere, il sentiero riavvicina il Fosso del tasso, presso un punto di sosta 2 con pannelli e panchine. Il sentiero è dedicato al Tasso (Meles meles). Purtroppo questo simpatico mustelide trascorre una vita alquanto furtiva, spesso nelle sue intricatissime tane, ed è praticamente impossibile scorgerlo alla luce del sole. La sua dimora sotterranea è un vero prodigio di ingegneria animale: lunghe e tortuose gallerie portano a molteplici uscite, usate di volta in volta come eventuali vie di fuga o per aerare meglio la tana; le gallerie si aprono in ampie camere, spesso imbottite di muschio, dove il tasso trascorre gran parte dell’inverno. Nel complesso una tana di tasso più estendersi sopra una superficie di 20-25 metri quadrati e le gallerie raggiungere una lunghezza di 8-10 metri. Ogni parte della tana viene scrupolosamente pulita ed esiste pure un angolino dove i piccoli possono depositare i propri escrementi senza sporcare altrove.

Lungo il Fosso del tasso la vegetazione è di altro genere. Dipende da ambienti umidi, per cui si osservano salici, pioppi, qualche ontano e alcuni rari olmi. Molto sviluppato l’equiseto, più noto come coda cavallina, la strana pianticella che sembra venire direttamente dalla Preistoria, senza foglie e con una spica di piccole squame. Il percorso sale una costa coltiva e giunge a una dorsale con un crocicchio di strade: una freccia indica la via giusta. Lungo la scarpata di contenimento della via appare la coltre ‘Marnoso-arenacea’, una formazione geologica tipica dell’Appennino, che alterna duri strati di arenaria a più teneri banchi di marne.

Marna.arenaceo Urbino
La coltre marnoso-arenacea

Un pannello, al punto di sosta 3, illustra bene le sue caratteristiche. Il percorso indugia ancora sulla dorsale con belle vedute panoramiche che sono compendiate in forma grafica nel pannello alla sosta 4. Superato il rudere di Ca’ Tontino, si giunge, con breve ascesa, al cospetto della chiesa di San Giovanni Battista in Crocicchia. Questo toponimo indica un incrocio fra antiche vie dirette a Urbino, luogo deputato nel 1545 per l’erezione di un convento cappuccino; di esso resta appunto la chiesa, rifabbricata in forme neogotiche nella seconda metà dell’Ottocento. Percorrendo il vialetto d’accesso alla chiesa si torna al punto da cui si era iniziato il cammino.

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