Il Fòo di Parol… il faggio delle scritte

Itinerario a piedi sul versante settentrionale del Monte Generoso, nel Comasco.

Sul versante elvetico si chiama Generoso, su quello italiano Calvagione. In ogni caso è la ‘vera’ montagna (1701 m) più vicina a Milano dove passeggiare fra faggi secolari, alpeggi e meravigliose vedute sui laghi prealpini.

Durata: 2 ore e 30 minuti. Lunghezza: 5,7 km. Dislivello: 362 metri. Segnavia: frecce segnaletiche. Partenza e arrivo: La Casermetta. La si raggiunge da Como seguendo la strada 340 ‘Regina’ fino ad Argegno; quindi la strada per la Val d’Intelvi fino a S.Fedele; infine con una rotabile di montagna per 5.5 km (direzione Bocca d’Orimento). Dove mangiare: a Bocca d’Orimento, Baita di Orimento,   031.817068 – 335.6380242. Contatti utili: Ersaf Lombardia, 02.67404451.

Scansione 4Dalla Casermetta s’imbocca lo stradello per il M. Generoso. Dopo breve tratto si guadagna l’Alpe Bol che affaccia sull’alta valle della Breggia. Ora il percorso spiana fra prati, cespugli e betulle (nel disegno).

Poco dopo si raggiunge la conca del Barco dei Montoni (20 min.) dov’è una ‘bolla’ per l’abbeveraggio del bestiame. Passando accanto alla bacheca (direzione Le Baracche) si scollina e, verso sinistra, ci si incammina su una pista forestale (segnavia 21) che scende il versante del Sasso Bovè. Siamo all’interno della Foresta demaniale del Monte Generoso.

Lungo la discesa s’incontrano degli appostamenti trincerati. Sono difese della Grande Guerra, che non furono mai utilizzate in previsione di un potenziale attacco tedesco dal confine svizzero.

Betulla.acq.
Foglie di betulla

La nostra discesa si chiude presso lo snodo di sentieri de Le Baracche (riparo in caso di pioggia). Qui si deve seguire la direzione segnalata per l’Alpe Gotta (la raggiungono due sentieri, meglio quello basso passante per il Foo di Parol). Il sentiero aggira lo sprone e risale ora il versante della valle del Bové fra alberi sempre più maestosi.

Fra questi spicca appunto il Foo di Parol, ovvero il ‘faggio delle parole’, per via delle scritte incise sulla corteccia. Furono lasciate dai finanzieri di custodia del vicino confine. Va detto infatti che questi sentieri furono utilizzati fino agli anno ‘60 del secolo scorso dagli ‘sfrusatori’, dai contrabbandieri, ingaggiando memorabili dispute con i militari.

Il confine con la Svizzera passa poco sotto il sentiero, ma non segue il fondovalle. Traccia una teorica linea retta nel bosco che diede luogo, in passato, a non poche dispute. Nel XVII secolo però, gli intelvesi giurarono solennemente, pena i più terribili castighi divini, che il confine passava proprio lì, non prima e non dopo. Una volta tanto gli Svizzeri li presero in parola.

Un secondo enorme faggio – il Foo di Bait – si trova presso una fontana ormai a pochi passi dall’Alpe Gotta (‘goccia’), un luogo idilliaco, con panchine dove stare in silenzio in attesa dei daini che timidi s’affacciano al margine della radura.

Riprendendo il cammino sopra l’alpe si perviene di nuovo al Barco dei Montoni chiudendo l’anello. Una possibilità diversa per tornare  alla Casermetta prevede di passare per Orimento, dov’è un bar-ristorante.

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Sentiero.Regina684La sponda occidentale del Lago di Como era in antico percorsa da una strada, la Strada Regina, le cui origini si perdono nel tempo. Fu battuta per secoli da mercanti, soldati, pellegrini per discendere o per salire le Alpi ma rimase sempre la stessa: una dura crosta di acciottolato appoggiato al versante del lago. Oggi è un lungo, ma ripagante percorso escursionistico divisibile nelle 10 tappe descritte in questa guida, la prima ideata appositamente per questo sentiero. Si va da Como a Chiavenna a piedi, a passo lento e con il piacere della contemplazione passando per Cernobbio, Argegno, Tremezzo, Cadenabbia, Menaggio, Gravedona, Gera Lario, Sorico, il Lago di Novate Mezzola, il Piano di Chiavenna.

Albano Marcarini, IL SENTIERO DELLA REGINA, Lyasis, 2005, 160 pag. a colori, con carte, foto, decine di acquerelli. 11 x 16,5 cm – 12,00 € – ACQUISTA

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