A Murlo, la ferrovia della lignite

Itinerario in mountain-bike o a piedi nel comune di Murlo.

Nella Val Crevole, nel comune di Murlo, si trovano giacimenti di lignite, un combustibile la cui estrazione iniziò nel 1830. Per facilitare il disimpegno del materiale fu impiantata nel 1870 una ferrovia di 23 km  in grado di collegare le miniere con la stazione Monte Antico della ferrovia Siena-Grosseto. Utilizzata a fasi alterne, a seconda del grado di sfruttamento del giacimento, la linea fu disattivata nel 1947. Un tratto di 15 km era già stato assorbito nella linea Buonconvento-Monte Antico, il restante fu abbandonato. Oggi è stato recuperato come percorso didattico minerario.

Murlo

Difficoltà: media. Durata: 3 ore (a piedi). Distanza: 12.3 km. Dislivello: 150 metri in salita. In bicicletta si consiglia di effettuare l’anello in senso inverso. 

Ferr.miner1

Partenza e arrivo: Miniere di Murlo, frazione di Murlo a 2 km dal capoluogo. Murlo si raggiunge in auto seguendo da Siena (km 28) la statale 2 ‘Cassia’, fino a Lucignano; quindi la direzione segnalata.Dove mangiare: a la Befa, Trattoria da Brunello, 0577.806255. Dove dormire: Bed&Breakfast Campeccioli, Casciano di Murlo, 347.3469605, www.poderecampeccioli.it

Contatti utili: Uff. turistico di Murlo, presso il Museo, nell’ex-Palazzo Vescovile, 0577.814213.

Pubblicato su AIRONE marzo 2006 – ©Albano Marcarini

A – Si prendono le mosse dal villaggio minerario di Murlo, nel fondo della valle. Superando le casette dei minatori e i forni per la calce, si copre uno sterrato di circa 500 metri fino all’inizio del percorso didattico.

B – Si supera il torrente Crevole su un viadotto reticolare moderno. Il sentiero segue la traccia della vecchia ferrovia. Si notano le testate di un ponte lungo una scarpata rocciosa. La macchia riveste i selvaggi versanti della valle. Il torrente scava e si insinua fra le colline. I ‘tomboli’ sono profonde pozze, formate durante le piene. Conservano l’acqua anche nella stagione secca permettendo la vita a varie specie di pesci. Pannelli didattici spiegano la complessa stratigrafia del suolo, la presenza di minerali e di giacimenti fossiliferi.

C – La valle si allarga. Si ripassa il Crevole e, poco oltre, prima del ponte sul suo affluente Crevolone, la pista termina.

Un ponte ciclabile sul tracciato della ex-ferrovia

D – Si scende dalla massicciata presso il Molino della Befa. Se è necessaria una sosta si può raggiungere il villaggio della Befa, altrimenti si intraprende la via del ritorno. Sottopassando l’ex-sede ferroviaria, accanto al Crevolone,  si guadagna il crinale orografico sinistro della valle. La visuale si allarga verso la valle dell’Ombrone e il Monte Amiata. Pochi poderi, immersi nella macchia, rivelano la bassa densità del popolamento. Non si scorgono nè strade, nè paesi.

E – Dopo il culmine de i Poggi, si incontrano le case di Resi.

Ex-miniera
Le miniere di Murlo

F – Più avanti la strada si divide: a destra si scende alle Miniere di Murlo. Si consiglia infine di visitare Murlo (nel disegno), borgo medievale a struttura anulare, e il suo ricco Museo antiquarium.

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La Toscana che trovate in queste pagine non è esattamente quella della torre di Pisa o della cupola di Santa Maria del Fiore, ma è la Toscana dei cipressi e dei cinghiali, dei castagni e della macchia, delle crete e delle faggete appenniniche. C’è il Chianti, c’è la Maremma, c’è San Gimignano ma ci sono anche vallate sconosciute e ugualmente incantevoli come quelle del Gordana e del Verde nella misteriosa Lunigiana. Ci sono piccolissimi angoli di delizia come la Valleriana e la Val d’Orsigna, nel Pistoiese, o la Romagna Fiorentina, lembo di Toscana al di là dell’Appennino. Sono borghi e villaggi, sono decine di chilometri su stradine sterrate o su sentieri, giù per le valli, su per i monti. Si tratta di luoghi che spesso, e a torto, non raccolgono la fama di altre zone turistiche più reclamizzate. Ma forse è un bene. Ve le consigliamo sottovoce perché e lì che, seguendo il consiglio di Thomas Hardy, vi troverete davvero ‘via dalla pazza folla’.

Albano Marcarini (a cura di -) – De Agostini/Alleanza Ass., 2003, 240 pagine con foto, mappe e acquarelli – formato 13 x 20 cm

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