La città del Sasso

Scansione 2Itinerario a piedi nel Montefeltro, nel Parco del Sasso Simone e Simoncello.

Nato nel Mar Tirreno e trascinato sull’Appennino dai movimenti orogenetici verificatisi nel corso del Miocene superiore e del Pliocene inferiore, il Sasso Simone pare un vascello incagliato in un mare di verde. Nel 1566, sul pianoro della vetta, Cosimo I de’ Medici tentò invano di far vivere una città fortificata.

Difficoltà: bassa. Tempo: 4 ore (andata e ritorno). Lunghezza: 8 km. Dislivello: 280 metri in salita. Condizioni del percorso: piste forestali e sentieri; fango in caso di piogge recenti. Partenza e arrivo: Cantoniera, località del comune di Carpegna, lungo la rotabile che collega Carpegna a Pennabilli, a 4.2 km dal capoluogo.

Sasso di Simone
Il Sasso di Simone

Dove mangiare: a Cantoniera, Ristorante Il Mandriano, 0722.77676. Dove dormire: a Carpegna, Hotel S. Michele***, via Amaducci 51, 0722.77320. Contatti utili: Parco Sasso Simone e Simocello, Via Rio Maggio, Carpegna, Z 0722.770073. www.parcosimone.it

Pubblicato su AIRONE marzo 2006 – ©Albano Marcarini

ScansioneA – Si prende avvio dal parcheggio  di Cantoniera, e si segue uno stradello sterrato che si interna nel bosco a poca distanza dalla rotabile per Miratoio.

B – Più avanti si incrocia la strada e, per un piccolo varco nel bosco, si raggiunge subito la pista forestale che sale verso il Sasso. La si segue verso destra iniziando un lungo e tranquillo tragitto nel bosco. Si tratta di una cerreta, favorita dal substrato argilloso, a volte intercalata da carpino e frassino e da qualche radura prativa dalla cotica densa e tenace. Il sottobosco è popolato di arbusti, fra cui il pungitopo (nel disegno), dalle caratteristiche bacche rosse.

C – Si incontra una sola biforcazione che potrebbe generare equivoci: la si impegna verso sinistra avvicinandosi alla rupe del Simoncello, gemella del Sasso di Simone.

D – Dopo una breve salita si giunge a un’insellatura che divide le due emergenze calcaree. Si scende dolcemente sull’opposto versante, lungo una via sempre riconoscibile, e si passa una prima zona franosa. Dopo un successivo tratto nel bosco, tenendo a questo punto sulla sinistra il Sasso di Simone, si perviene a un’aspra zona calanchiva. Volgendo lo sguardo a sinistra, si scorge alla base del Sasso, sulla linea di crinale, un albero secolare verso il quale occorre dirigersi grazie alle tacche bianche e rosse del sentiero. Una salita selciata dà accesso della rupe.

E – La Città del Sasso doveva essere punta avanzata dei dominii medicei verso la Romagna e il Ducato di Urbino. Il tentativo ebbe esito infelice per le difficoltà dell’impresa. L’abitato sopravvisse a sé stesso per alcuni decenni, poi si lasciò avvolgere dal freddo e dalla rovina. Nel 1673 il luogo fu abbandonato. Una lapide ricorda il fallito intento: cumuli di macerie, ricoperti da arbusti di biancospino, fanno presagire  la situazione delle case; blocchi di pietrame ancora calcinato indicano la porta d’accesso, oltre la quale un ventaglio di vialetti erbosi disegnano il probabile andamento delle vie. Sulla carta la città, progettata dall’ingegnere militare Giovanni Camerini, doveva avere un giro di basse mura per coprire le scarpate più vulnerabili, torri di guardia a ogni volgere della cortina, cisterne per la provvigione d’acqua, due lunghe schiere di abitazioni civili, depositi per le munizioni e l’artiglieria, il palazzo del capitano, le carceri, una cappella e la ‘loggia’ con funzione di mercato pubblico. Ma oltre all’aspetto storico, la salita al Sasso è invitante anche per quello naturalistico e panoramico. In primavera la fioritura sulla vasta prateria regala specie di grande interesse botanico. Per il ritorno si segue lo stesso cammino dell’andata.

Simoncello
Il Montefeltro in inverno

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Albano Marcarini (a cura di -) – UMBRIA E MARCHE – De Agostini/Alleanza Ass., 2003, 240 pagine, con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm – 8,00 € 

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