Il ’Trói dli Tradizión’ a Dosoledo

Itinerario a piedi nel comune di Dosoledo, in provincia di Belluno.

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Dosoledo

Il Comelico abbraccia le valli più a nord della provincia di Belluno. I villaggi hanno un aspetto razionale dovuto alle rifabbricazioni ottocentesche dopo terribili incendi. Qui la bravura degli intagliatori ha prodotto begli esempi di arte lignea, oggi esposti, a Dosoledo, lungo una facile passeggiata.

Difficoltà: bassa.  Lunghezza: 5.2 km. Durata: 2 ore. Dislivello: 235 m. 

Condizioni del percorso: sentiero, strade comunali sterrate. 

Partenza e arrivo: Dosoledo, frazione di Comelico Superiore, raggiungibile da Venezia (150 km) con l’autostrada A27, quindi con le strade regionali 51 e 52.

Dove mangiare: a Candìde, Trattoria Tobolo, Candìde, 0435.68802. Dove dormire: Hotel Comelico***, 0435.470015. Indirizzi utili: Ufficio turistico Val Comelico, p.za S.Luca 18, Padola, Z 0435.67021, http://www.valcomelicodolomiti.it.

A – A Dosoledo, prima di partire, bisogna vedere  i rustici in legno (nel disegno), allineati a valle dell’abitato dopo la ‘rifabbrica’ del 1874.

B – Il ’Trói dli Tradizión’ (sentiero delle tradizioni) parte da Via Stunovu (lungo la statale per Candìde). È una bella passeggiata fra i prati a valle dell’abitato, con vecchi stavoli oggi ornati da moderne sculture in legno. Ognuna di esse, opera di artisti locali, raffigura un tema legato a una celebrazione religiosa o a una particolare attività. Ecco allora, strada facendo: il focolare, la strega, l’emigrazione, la fiera, il Sabato Santo, la Serenata.

La Freccia copia
Una strana freccia indica il percorso

C – Poco prima di entrare a Candìde un pannello riporta tutti i cognomi delle famiglie originarie di Comelico superiore. Ogni attività era regolata in forma collettiva secondo consuetudini risalenti al XIII secolo.

D – A Candìde si possono ammirare la sontuosa chiesa, nello stile neoclassico, e, accanto, la cappella di S.Antonio abate (1538). Ma anche le case sono belle, nello stile alpino influenzato dalla tradizione veneta. Ora si sale alla frazione Casamazzagno.

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Stavoli

Dimora.con statueE – Giunti in piazza della Salute si gode un bel panorama sulla valle e sul gruppo del Monte Popèra. Il vicino museo etnografico rievoca i modi di vivere della popolazione comelicana. Si segue via S. Leonardo uscendo dall’abitato. Una bella stradina fra i prati introduce al ‘Trói dli Bacani’ (sentiero dei contadini) con altre 26 sculture dedicate alle attività agricole e forestali.

F – Si aggira a monte Dosoledo per poi, con largo giro, farvi ritorno. Le ultime sculture fanno parte del ‘Troi dli Mascri’ (sentiero delle maschere), particolarmente espressive.

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L’Italia dei records vanta anche il primato del numero di autoveicoli per km di strada: 103, contro i 65 della Germania e i 29 della Francia. Ce n’è fin troppo, quasi da soffocamento. Perché, ogni tanto, non lasciar perdere il volante e passare al manubrio… della bicicletta o a un buon paio di scarponi per una bella passeggiata all’aria aperta. Il nostro Paese, appena al di là del guard-rail dell’autostrada regala ancora bei paesaggi e luoghi tranquilli. Sono angoli sconosciuti ai più, sono posti che per arrivarci bisogna faticare un po’, scrutare la cartina, magari chiedere in giro, oppure leggere con attenzione questa guida. Ne abbiamo scelti appena più di una dozzina in due regioni – il Veneto e il Friuli – Venezia Giulia – che ne meriterebbero almeno cinquanta.

Albano Marcarini (a cura di -) -VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA – De Agostini/Alleanza Ass., 2004, 228 pagine con foto, mappe e acquarelli – formato 13 x 20 cm – 8 euro –  ACQUISTA

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