Il Sentiero della lucertola

Itinerario a piedi nell’isola d’Ischia, in provincia di Napoli.

Si dedicano sentieri a molti animali. Eccone uno per il simpatico rettile, che scala i muri e s’infila timoroso nelle fessure. Siamo a Barano d’Ischia e, dei quattro sentieri promossi dal Comune, ho scelto quello più interessante sul piano naturalistico, attorno a uno dei tanti crateri vulcanici da cui nacque millenni or sono la bella isola campana.

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Il Sentiero della lucertola

Lunghezza: 3 km. Tempo di percorrenza: 2 ore. Difficoltà: bassa. Dislivello: 220 metri. Segnavia: targhette rosse con il disegno di una lucertola. Partenza e arrivo: Bar Nik, Flaiano, frazione di Barano d’Ischia. Si raggiunge con il bus 6 da Ischia Porto. L’isola è collegata con Napoli con aliscafo e ferry-boat. Il momento migliore: il percorso è molto ombreggiato e può essere percorso anche in estate, evitando le ore più calde della giornata. Ideali i mesi della primavera e dell’inizio dell’autunno. Condizioni del percorso: tratti di vecchia mulattiera restaurata e tratti di sentiero nel bosco.

Dove mangiare: alla Cantina del Sergente, via Fondo Ferraro, 081.901372. Pizzeria “Da Gaetano” di Ischia Porto (Via Mazzella 33, tel. 081 991807, chiusa mercoledì). Dove dormire: Hotel Parco Smeraldo, spiaggia dei Maronti, 081.990127. Info: Comune di Barano d’Ischia, 081.905408.

Albano Marcarini © 2017. Itinerario pubblicato su Airone.

scansioneA. Si parte dal bar Nik di Flaiano, seguendo Via Cretaio. Si accorcia la via seguendo la vecchia mulattiera a gradini. Dopo un tratto di salita, la strada spiana alla Croce dei Castagni, presso il Ranch Aragona.

logo-lucertola4B. Vicino a una bacheca parte, a sinistra, un percorso a gradoni che s’immerge nell’intrico della vegetazione. Si sale verso i terrazzi ancora coltivati, ben tenuti da gente orgogliosa della propria terra. Spessi muri in pietra sorreggono le coltivazioni. La lucertola, che muta il suo colore per mimetizzarsi nell’ambiente, osserva incuriosita sulle pietre riscaldate dal sole.

C. Lasciata la fascia agricola di Cava Bianca, ora il nostro percorso, rispettando la direzione Buceto, s’inerpica sulle pendici del Monte Trippodi all’interno di una fitta boscaglia di castagni e lecci. A un tratto, sulla sinistra, si scorge una buca nel terreno: è un’antica ghiacciaia, dove si conservava un tempo la neve. Quando ovviamente d’inverno la neve giungeva fin sull’Isola d’Ischia. Poco oltre si scollina e si giunge al Piano di S.Paolo, un’ampia conca un tempo coltivata e ora rinaturalizzata.

D. Qui il percorso cambia direzione e scende repentino in uno stretto vallone, invaso da una esuberante vegetazione. Il rovo, lo smilace e l’intricato caprifoglio ricoprono le balze di antiche pareti vulcaniche. Si raggiunge la copiosa sorgente di Buceto, da cui trae linfa un acquedotto del XVI secolo. A margine del sentiero si scorgeranno, più avanti, le smangiate tubature in pietra e laterizio.

E. Alla fine il sentiero approda di nuovo su Via Cretaio. La si segue verso sinistra, coprendo un tratto di asfalto. Dopo aver superato la chiesa del Crocifisso, eretta nel 1731, si giunge a un bivio, proprio di fronte al Bosco della Maddalena.

scansione-1F. Si piega a destra per una stradella secondaria e si continua poi lungo un viottolo. Si costeggia dall’alto l’antico cratere del Ferraro: si riconosce ancora il fondo dell’apparato vulcanico. Di fronte, invece, si erge la cupola vulcanica di Posta Lubrano, intessuta di coltivazioni. Mantenendo la via segnalata si passa accanto al Sergente, punto di ristoro in una tradizionale cantina ischitana. Il percorso ritorna a Flaiano non prima, però, di averci regalato una bella veduta sul castello aragonese, proteso nel mare e che una sottile lingua di terra unisce alla bella isola del Golfo di Napoli.

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cilento790_mIn Campania, qualche decina di chilometri a sud dal ‘confine’ letterario  di Ignazio Silone, questo itinerario apre le sue porte alla scoperta dei paesaggi del Mezzogiorno. E comincia dal fascino discreto del Cilento (da ‘cis Alentum’, al di qua del fiume Alento).  Il sentiero di Punta Tresino ha una lunghezza di 15 chilometri e si copre in bicicletta nell’arco di una sola giornata se siete un po’ allenati al fuoristrada e se la stagione si presta a questo genere di escursioni. A piedi se ne può affrontare la parte più interessante, quella che prospetta sul Tirreno, lungo uno dei pochi tratti costieri privi di strade. Metà mare e metà montagna, equamente suddivisi, nel retroterra di Agropoli, la cittadina-faro per i viaggiatori che vengono da Napoli e da Salerno utilizzando l’auto o, meglio, la ferrovia.

Albano Marcarini, I Sentieri del Cilento, Alleanza Assicurazioni, Milano 2003, pag. 80, con foto, carte e acquerelli, Formato: 11 x 16 cm

4,00 € * (Prezzo vecchio 6,00 €). Sconto del 33 % – Acquista

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