Faggi e orchidee a Zervò

Faggio.foglie

ITINERARIO circolare ai piani dello Zervò, in provincia di Reggio Calabria.

Sulla lunga dorsale che in Calabria corre  fra lo Jonio e il Tirreno si aprono di tanto in tanto vasti ripiani d’alta quota. Sono spazi aperti e luminosi, ricchi di acque, con prati disseminati di orchidee e con una folta cornice di faggi. I Piani di Zervò sono facilmente raggiungibili in auto e consentono una ripagante passeggiata a piedi.

Zervò.map

Difficoltà: facile – Durata: 2 ore e 45 minuti  – Lunghezza: 8.2 km – Dislivello: 360 metri in salita. Partenza e arrivo: Ex-sanatorio Vittorio Emanuele II ai Piani di Zervò. Si raggiunge da Reggio Calabria (98 km) con l’autostrada A3 (uscita Bagnara Calabra); poi con la statale 112 fino allo Zillastro; da qui con una diramazione di 5 km. – Coordinate GPS di partenza: 38°13’26.8”N – 15°59’42.1”E (Map Datum Eur 50). – Condizioni del percorso: sentiero o pista forestale; fontane frequenti; attenzione alla nebbia sul crinale. – Segnavia: tacche bianco-rosso. – Dove mangiare e dormire: alla Comunità Incontro, presso l’ex-sanatorio, su prenotazione, tel. 0966.870297 – www.zervò.it

Pubblicato su AIRONE. ©Albano Marcarini, 2016

Sanatorio di ZervòDagli edifici dell’ex-sanatorio Vittorio Emanuele, oggi sede di una comunità di recupero, si entra nella pineta superando il ponticello presso la fontana. A un crocicchio, fra gli altissimi pini, si piega a sinistra (segnavia bianco e rosso) raggiungendo la strada asfaltata presso una fonte.

Si segue la strada, verso destra, per circa 300 m., poi si torna nella pineta salendo, con largo giro, su una pista forestale. L’ascesa è lenta. Volge verso lo spartiacque fra Ionio e Tirreno. A un tornante si lascia la pista e s’inforca un sentiero che vince l’ultima pendice giungendo a una insellatura.

Siamo a circa mezzavia fra il Monte Scorda (a destra) e il Monte Misafumera (a sinistra) che ora ci ripromettiamo di raggiungere seguendo il crinale. Il sentiero che si lascia scende, dopo lungo tratto selvaggio, a Pietra Cappa e a Natile Vecchio. Il sentiero del Misafumera invece è parte del Sentiero Italia.

Zervò
La pineta di Zervò

In pochi minuti si guadagna la vetta. Il panorama abbraccia i due mari. Si prosegue oltre, sempre lunga la linea di cresta fra macchie di faggi e balze prative dove occhieggiano centinaia di orchidee. Si potrebbe stare ore a riconoscerle come farebbe un diligente botanico ma il cammino ci attende. Raggiunto un pianoro si imbocca una pista sterrata che porta di nuovo sulla strada principale, alla Fontana dell’Abete.

Si procede ora lungo l’asfalto fino a un edificio in abbandono presso i pascoli di Vaccarizzo. Riconosciuto di nuovo il segnavia bianco e rosso s’inizia un largo giro nella faggeta dei Piani di Zervò. Il percorso è invitante e ombreggiato. Alla fine si spunta sulla vecchia strada che saliva da S.Cristina d’Aspromonte al sanatorio. Prima di chiudere l’anello si attraversa il maneggio e lo zoo, popolato di animali di ogni genere.

 

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