Roste, roiali e battiferri

Itinerario lineare in bicicletta nella pianura a nord di Udine, in Friuli-Venezia Giulia. 

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Adegliacco

«Lâ a cjoli l’aghe in te roe». Il friulano è una lingua di non facile comprensione, soprattutto per chi si veste da turista. Questa frase significa «andare a prendere l’acqua nella roggia», tanto l’acqua era chiara, fresca e pulita. La roggia è quella di Udine, una delle tre che si formano dal torrente Torre, appena uscito dalla sua valle prealpina. È datata 1171 e ha recato per secoli beneficio alle campagne a nord della città, di natura prive di acque superficiali. Con la loro viva corrente ha mosso mulini e altre ‘macchine da ruota’ generando le prime attività industriali. La Roggia di Udine, qualche chilometro dopo aver preso vita, si divide dando origine a una seconda roggia, detta ‘di Palma’. Una terza roggia è invece in sponda sinistra del Torre, detta Cividina, poiché si dirige verso le campagne di Cividale del Friuli. Ancora oggi, nonostante la forte espansione urbana, le rogge disegnano un contesto ambientale di pregio con la loro vegetazione, il tortuoso andamento, l’allineamento dei borghi e dei villaggi. Molti manufatti sono in abbandono, alcuni sono stati recuperati e anche se non rivestono più una vera funzione, rimangono però un simbolo della passata civiltà contadina da tutelare e rispettare, i mulini soprattutto.

Per questo motivo è stata tracciata la Passeggiata delle Rogge, un percorso ciclabile di circa 10 chilometri, dalla periferia di Udine fino alla ‘presa’ di Zompitta. È attrezzato con aree di sosta, con segnaletica e presenta numerose attrattive, non ultime le innumerevoli locande dove degustare la cucina friulana.

Mulion
Mulino di Rizzolo

Partenza: Molin Nuovo, frazione di Tavagnacco. Si raggiunge in bici da Udine seguendo strade urbane da Piazzale Osoppo (circonvallazione nord) per Viale Volontari della Libertà, Viale Vat, Campo Sportivo, Via Molin Nuovo. Arrivo: presa di Zompitta, frazione di Reana del Rojale. Si torna a Udine lungo il medesimo percorso o, in alternativa, seguendo strade secondarie in sponda sinistra del T.Torre per Savorgnano del Torre, Primulacco, Salt.

Distanza: 10.7 km Tempo di percorrenza: 1 ore e 10 minuti. Dislivello: 26 metri in salita. Condizioni del percorso: strade comunali e piste ciclabili protette. Periodo più indicato: in ogni stagione. Per saperne di più: M.Martinis, Le Rogge di Udine e di Palma, Ed. Ribis,  Pasian di Prato 2002, 24 Euro.

Le buone soste. Per mangiare: Antica Trattoria Sguazzi, loc. Molin Nuovo, via Cividina 46, Tavagnacco, tel. 0432.42363, la classica cucina friulana da consumare attorno al caldo ‘fogolar’ con menu da 40 Euro.- Trattoria Da Rochet, Via Rosta Ferracina, loc. Zompitta, Reana del Rojale, tel. 0432.851090, risotti e grigliate, menu a 35 Euro. Per dormire: Azienda agrituristica La di Muk, piazza della Chiesa 7, loc. Vergnacco, Reana del Rojale, tel. 0432.880944, www.ladimuk.it, camera doppia con prima colazione a 65 Euro. – Agriturismo Tonutti, via Ribis 15, Adegliacco di Tavagnacco, tel. 0432.575335, camera doppia con colazione a 75 Euro. – Info: Comune di Reana del Rojale, tel. 0432.857121, www.comune-reana-del-rojale-ud.org

Rogge.mapItinerario pubblicato su BELL’ITALIA, novembre 2012.

Si parte da Mulin Nuovo costeggiando subito controcorrente la Roggia di Udine. Il tranquillo fluire dell’acqua non lascia trasparire le dispute che nei secoli furono legate alla gestione e al dominio delle rogge. Vi furono implicati i patriarchi di Aquileia, la famiglia feudale dei Savorgnan, la Repubblica Veneta, i comuni e i consorzi nonché i proprietari dei mulini. Anatre e gallinelle d’acqua sembrano oggi portare pace e armonia. Lunghe file di salici e bassi cascinali accompagnano il cammino, mentre, sullo sfondo, l’imponente muraglia dei monti dei Musi, spesso innevata già in autunno indica il lontano luogo della sorgente del Torre, apportatrice di queste benefiche acque.

Strada facendo quello che sembra un semplice canaletto, in realtà nasconde un’infinità di opere idrauliche: dalle ‘roste’ ai salti, dai guadi ai lavatoi, dalle prese ai partitori, dai piccoli casali di controllo ai ‘comodon’, ovvero le anse a gomito dove le acque battevano con forza creando piccoli specchi lacustri. Tanti oggetti per i quali serve un piccolo glossario che ho riportato a parte.

A Cavalicco s’incontra la chiesuola, dalle forme romaniche, intitolata a S.Leonardo. Si hanno sue testimonianze dall’anno 882! Se aperta, occorre visitarla per via degli affreschi, di varie epoche che vi sono contenuti. Poi si torna lungo la roggia, sul percorso ciclabile.

Prima di Ribis ecco un’altra chiesuola, intitolata a S.Giacomo, anch’essa come quella di Cavalicco con il campaniletto a vela issato sulla facciata, e le pareti in sasso. Campi e filari di gelsi annunciano le campagne di Reana del Rojale, il cui territorio è distinto in tante frazioni. La prima di queste, Rizzolo, svela un impensabile patrimonio protoindustriale: il ‘battiferro’ Sbuelz, realizzato nel Settecento, una fornace d’inizio Novecento e almeno un paio di mulini.

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Adegliacco i Musi

Ormai si è capita la costante del nostro itinerario: altri mulini lungo la via, con le loro pale, purtroppo ferme e rugginose. A un tratto si giunge alla biforcazione dove ha origine la Roggia di Palma, diretta dopo un lungo percorso fino alla storica cittadina di Palmanova. A Cortale si osserva il mulino Segat, restaurato e funzionante per la macinazione del mais. Casali e mulini si susseguono, così come i ponticelli che scavalcano la roggia facendo passare il percorso ora da una parte ora dall’altra.

A Zompitta si giunge al termine del percorso: l’ultimo tratto costeggia l’antico muro, o ‘rosta’, che difende dalle esondazioni del torrente Torre, finalmente visibile, sulla destra. L’opera di presa delle acque, posta a traverso del torrente e realizzata nel 1934 sulla base di opere ben più antiche, indica il punto terminale, ma anche, avendo tempo, due invitanti digressioni: il percorso delle Colline Moreniche di Tricesimo e l’anello dei laghetti di Qualso.

Glossario degli elementi tipici del paesaggio delle rogge (fra parentesi il termine ‘friulano’).

Rosta (roste) – Riparo di sassi e ciottoli disposto lungo un canale.

Roiale (rojâl) – Altro termine per definire una roggia e il suo sistema irriguo.

Roiello (rojel) – Canaletto irriguo derivato dalla rogge principali.

Roccolo (bressanis) – Architettura vegetale creata per la cattura degli uccelli.

Partitore (partidôr) – Manufatto che divide la roggia in altri canali minori con flussi d’acqua regolati.

Pescaia (pescae) – Dighe che regimentano le piene dei fiumi e ripartiscono l’acqua destinata alle rogge.

Peschiere (pescjere) – Laghetti, spesso ubicati nei giardini delle ville e derivati dalla rogge, dove si allevavano i pesci a uso alimentare.

Centa – Muraglia perimetrale che difendeva i casali dalle aggressioni.

Battiferro (batifier) – Opifici i cui macchinari erano mossi dalle acque delle rogge, utilizzati per la produzione di attrezzi agricoli.

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