Barrea, il lago che visse due volte

Itinerario circolare in mountain bike attorno al Lago di Barrea, nei comuni di Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea (Aq).

Un lago dalla doppia vita, il Lago di Barrea. In un lontano passato fu un bacino naturale, svuotatosi quando la pressione dell’acqua riusci ad aprire un varco fra le dure rocce che formano il canyon della Foce e a lasciare che il fiume Sangro potesse liberamente defluire verso il Mare Adriatico. Nel 1951 il suo bacino fu nuovamente colmato grazie a una diga per favorire la produzione di energia elettrica. Comunque che la conca di Barrea, o meglio la Valle Regia, lago o no, sia da tempi immemori legata all’acqua lo dimostrano anche i ritrovamenti, presso Villetta Barrea, di un ‘hurtui’, un santuario dedicato al culto di questo elemento. Di fatto il lago oggi rappresenta uno dei luoghi più suggestivi del Parco e anche uno di quelli più a portata di mano, o di pedale diremmo noi, dove è possibile effettuare senza fatica un breve percorso in grado di unire tutti i tre centri storici – Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea – che si specchiano nelle sue acque.

Partenza e arrivo: Villetta Barrea. Questa località del Parco nazionale si raggiunge dall’autostrada A25 Torano-Pescara (uscita Aielli-Celano) percorrendo la SR 83 per Pescasseroli. Villetta si trova 15,5 km dopo Pescasseroli. Distanza: 18,4 km Dislivello: 245 metri Quota massima raggiunta: 1107 metri (Civitella Alfedena). Condizioni del percorso: strade provinciali e regionali asfaltate, percorsi ciclabili sterrati. Altimetria: percorso generalmente pianeggiante, ma con due non impegnative salite: una iniziale fino a Civitella e la seconda per raggiungere il centro storico di Barrea. Pendenza media della salita a Civitella Alfedena: 5,23%, su asfalto.

Periodo più indicato: in ogni stagione salvo in inverno in presenza di neve o ghiaccio.

Dove mangiare e dormire. Le tre località toccate dall’itinerario  (Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea) dispongono tutte di una buona offerta ricettiva. A Villetta Barrea: Albergo il Pescatore***, via Roma, tel. 0864.89347. A Civitella Alfedena: Albergo Valdirose***, Via Sotto i Cerri, tel. 0864.890100; Ristorante Il Transumante, Via S.Lucia, tel. 0864.890183. A Barrea: Ostello Dagli Elfi, Via Leonardo Di Loreto 54, Barrea, tel. 0864.88408 – Albergo La Poiana***, loc. Spiaggia la Gravara, tel. 0864.88106 – 329.3528822.

Le buone cose: Enogastronomia C’era una volta, Via B. Virgilio 15, Villetta Barrea, tel. 0864.660478 (formaggi ovini e caprini, lenticchie, altri prodotti tipici locali). Assistenza cicli: Neri Sport House, via Prato delle Corte 1, Pescasseroli, tel. 0863.910796.

Indirizzi utili: Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Viale S.Lucia, Pescasseroli, tel. 0863.91131 – www.parcoabruzzo.it – Proloco Barrea, via Roma 1, tel. 0864.88227. Info: Centro Lupo Civitella Alfedena, Via Enrico D’Andrea, Civitella Alfedena, tel. 0864.890141 – Museo della Transumanza, Via Roma, Villetta Barrea, tel. 0864.89324.

Da fare in più: i bikers più esperti, una volta raggiunta Barrea, invece di percorrere la sponda settentrionale del lago possono ripiegare sullo stesso versante lungo un percorso più in quota. Ovvero dalla strada per Alfedena, si piega, in dura ascesa, verso la sorgente Iannanghera (sentiero K6) e si discende poi a Civitella Alfedena (sentiero I4) e quindi a Villetta Barrea.

Lago-di-Barrea
Mappa del percorso (da base IGM, Carta d’Italia a scala 1:100.000)

ROAD BOOK

Km 0 – Villetta Barrea (Piazza Uberto d’Andrea, Ufficio turistico, m 985). Si percorre Via Masseria, in direzione del Sangro. In fondo alla via si piega a destra sulla pista ciclabile lungofiume.

Km 0.6 – Mediante un ponte pedonale in legno si scavalca il Sangro e si sale al parcheggio imboccando la strada provinciale 59 per Civitella Alfedena. Salita al 5,23%.

Km 2.6 – Civitella Alfedena (m 1040). Si esce per Via della Vittoria (SP 59); sei tornanti in discesa.

Km 4.6 – Spiazzo al ponte sul Lago di Barrea. Si abbandona la provinciale e si imbocca, verso destra, il sentiero ciclabile del lago, sterrato, con lievi saliscendi.

Km 9.1 – Sempre seguendo la traccia stradale principale, si affianca il campeggio e si giunge a sboccare su Via Sarentina, alle porte dell’abitato di Barrea. Qui si piega a destra, sul tornante, e si sale al centro storico.

Km 10.8 – Barrea (m 1054). Dopo la visita del centro storico si torna a ritroso sulla stessa strada (Via Sarentina) e si prosegue di di essa fino alla diga.

Km 13.3 – Diga del Lago di Barrea (m 987). Poche decine di metri dopo, sulla sinistra, si accede alla pista ciclabile lungolago, sterrata.

Km 14.9 – Fine della pista ciclabile. Si torna sulla strada asfaltata (Strada regionale 83) e si prosegue in direzione di Villetta Barrea.

Km 16.6 – Si lascia a sinistra la diramazione per Civitella Alfedena.

Km 17.5 – All’ingresso in Villetta Barrea, tenendo a sinistra, si può riprendere la pista ciclabile lungo il fiume Sangro per tornare infine su Via Masseria e chiudere l’anello.

DA VEDERE STRADA FACENDO

Villetta Barrea
Villetta Barrea

Villetta Barrea. Se dalla strada principale che attraversa il borgo si sale nel tessuto antico si ammirano case del ‘500-‘700. Il Museo della Transumanza, in un casale lungo la strada per Barrea, raccoglie oggetti relativi alla vita dei pastori e pannelli illustrativi degli aspetti storici, economici e sociali di questa ancestrale attività. 

Civitella Alfedena. Il suo centro storico è una spina di case issate sul dorso della montagna. Il museo del Lupo a Civitella è degno di visita poiché riguarda l’animale che, con l’orso marsicano, rappresenta il simbolo del Parco nazionale. Vi si spiega la biologia del lupo e il difficile rapporto con l’uomo. Nell’adiacente area faunistica vivono lupi che non potrebbero vivere in libertà. Si tratta di animali sequestrati o allevati illegalmente che si aggiungono ai 20-30 esemplari viventi nel Parco. Di grande interesse faunistico, se si volesse alternare la bicicletta con un’escursione pedonale, anche la salita al santuario della Madonna di Canneto, tradizionale luogo di culto degli abitanti di Civitella. Lungo la mulattiera è facile l’avvistamento di camosci. Civitella, negli anni ’80 del secolo scorso, balzò alle cronache come modello di sviluppo all’interno di un’area protetta. Per la prima volta si dimostrò che l’inserimento di un’economia locale all’interno di un Parco poteva portare notevoli benefici grazie al movimento turistico e al sostegno alle attività tradizionali.

Panorama.da Barrea
Il Lago di Barrea

Il Lago di Barrea. Nonostante il suo utilizzo idroelettrico, che determina la variazione del livello delle acque, il lago è diventato un elemento paesaggistico di spicco nell’ambito del Parco. Non vi sono costruzioni che si addossano alle sue sponde, bensì pascoli e prati dove stazionano cavalli al pascoli e greggi di pecore. 

Barrea

Barrea. Appoggiata alla scabra rupe dove il Sangro scava la sua orrida gola, Barrea ha un impianto antico a livelli abitativi sovrapposti e culminanti nelle rovine del castello. Nel 996 era la Vallis Regia del duca di Spoleto, poi divenne Barregias come feudo dei Di Sangro. Ben difeso dalla natura, il borgo fu irrobustito dalle mura e dalle torri sviluppando al suo interno un tessuto insediativo di forte carattere montano. Prima di accedervi è bene sostare sul piazzale panoramico. Una tabella informa di essere dinanzi a uno dei migliori panorami del Parco. Comprende tutte le vette che ne cingono i confini: dal Monte Greco a Serra Rocca Chiarano, dall’ormai lontana Civitella ai monti della Meta, con la vetta della Camosciara, e fino al Monte Petroso. Nel centro storico vivono poche centinaia di persone. Le case grigie in pietra con i tetti poco spioventi sorgono sulla pietra, mentre ripide scalette collegano le varie parti dell’abitato. Alla sua estremità, sporgente verso le gole, si trova il cosiddetto Studio, ovvero quanto resta di una dipendenza dell’antico monastero benedettino di S.Angelo di Barreggio. Pure interessante la parrocchiale di S.Tommaso Apostolo (seconda metà del XIII secolo) con altari in marmo e un prezioso crocifisso ligneo del ‘700. Salendo infine sopra le case si raggiunge il castello, riconoscibile dalle sue basse e possenti torri cilindriche. Risale al XII secolo.

Nel 1903 quando Mario Abbate si accinse a compilare la sua monumentale Guida dell’Abruzzo, il Lago di Barrea non esisteva e la conca era lentamente percorsa dalle greggi in transumanza verso il Tavoliere delle Puglie. Il grande tratturo proveniva da Opi ma si teneva più in alto rispetto al fondovalle del Sangro raggiungendo Civitella Alfedena, poi calava nella conca di Barrea seguendo grossomodo il nostro itinerario in bicicletta. Prima di Barrea però, non potendo discendere le orride gole a valle del paese, puntava di nuovo verso l’alto e, mediante il Colle della Croce, tendeva ad Alfedena e di lì al Molise. Villetta contava allora  1677 abitanti, Civitella 971 e Barrea 1976. L’ospitalità si limitava a qualche locanda e all’albergo di Maddamma Angelantonia a Barrea. A Villetta si cacciava l’orso e il camoscio e il nostro autore lo giudicava «ottimo luogo di villeggiatura se ci fossero i comodi». A Civitella notava invece il «territorio fertile in cereali, patate, foraggi e ghiande» oltre che copioso di trote nel Sangro. Di Barrea, infine, ricordava essere luogo natìo di Benedetto di Virgilio, «pecoraio e facile poeta».

Barrea.map

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Questa guida raccoglie 29 itinerari, distribuiti nei diversi e affascinanti scenari del paesaggio italiano. Si tratta, salvo qualche eccezione, di itinerari facili, alcuni da affrontare a piedi, altri in bicicletta, in genere adatti a tutti senza difficoltà. La scelta è ricaduta su quelle aree, generalmente rurali, che conservano ancora significativi assetti o particolari elementi paesaggistici.

Albano Marcarini (a cura di -), Itinerari nei paesaggi italiani, De Agostini/Alleanza Ass., 2005, 227 pagine con foto, mappe e acquarelli, Formato 13 x 20 cm – 10,00 € – Acquista su www.guidedautore.it

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