Monaci e mercanti a Morimondo

Itinerario in bicicletta nella Bassa Milanese, attorno all’abbazia di Morimondo.

Basta mettersi un berrettino di lana in testa, un paio di guanti caldi, una capace giacca a vento e anche le giornate fredde non faranno più paura. Soprattutto se si cammina nei boschi attorno all’abbazia di Morimondo, vicino al Ticino. La brina congela le stoppie e riveste di velluto bianco i rami spogli dei pioppi. Sulle carraie il ghiaccio sfrigola sotto i piedi, poi si rompe di schianto sopra una buca. Qualche corvo sfida il gelo mentre un pallidissimo sole scende oltre il fiume. Una delle più classiche passeggiate ‘fuori porta’ da Milano conduce all’Abbazia di Morimondo, fulcro di fede e monumento d’arte. La si può raggiungere in bicicletta lungo la pista ciclabile del Naviglio di Bereguardo.

Morimondo.map

Escursione in bicicletta con partenza e arrivo a Castelletto di Abbiategrasso. La località si raggiunge in bici da Milano (20 km), seguendo la pista ciclabile del Naviglio Grande o, in treno, con il servizio Treno+Bici della linea Milano-Mortara (stazione di Abbiategrasso). Distanza: 28.2 km. Tempo: 2 ore circa. Condizioni del percorso: pista ciclabile protetta lungo il Naviglio di Bereguardo, poi strade campestri, in parte su sterrato, e un breve tratto di strada provinciale. Altimetria: percorso pianeggiante. Dove mangiare: Cascina Caremma (Besate), tel. 02.9050020, chiuso il lunedì, azienda agrituristica con camere e prodotti biologici. Indirizzi utili: Abbazia di Morimondo, tel. 02.94961919, http://www.abbaziamorimondo.it

© 2016 Albano Marcarini.

 

Castelletto.Abbiategrasso
Castelletto di Abbiategrasso

Fissiamo il punto di partenza a Castelletto di Abbiategrasso. Si arriva da Milano in bicicletta seguendo la pista ciclabile del Naviglio Grande per circa 20km. Oppure si può arrivare ad Abbiategrasso in treno (servizio Treno+Bici) della linea Milano-Mortara e, con poche pedalate, raggiungere Castelletto, lungo la strada per Milano. A Castelletto, il Naviglio Grande arriva dal Ticino e fa una grande piega verso la città. Nello stesso punto si staccano la Roggia Ticinello, che nel Medioevo stabiliva i confini fra Milano e Pavia, e il Naviglio di Bereguardo, diretto a Pavia. Lungo l’alzaia di questo naviglio, di cui si hanno notizie dal 1443, corre una bella pista ciclabile asfaltata. È un lungo rettifilo cadenzato dalle chiuse e da ponticelli in pietra.

Abbazia.di Morimondo
L’abbazia di Morimondo

A un tratto si devìa a destra per l’abbazia di Morimondo, nel XII sec. caposaldo della bonifica delle campagne milanesi. L’abbazia di Morimondo guarda la valle del Ticino dal suo spalto. Risale al XII secolo, come quella di Chiaravalle. Verso la metà del XIV secolo i monaci di Morimondo possedevano 32 mila pertiche di coltivo e 9000 di boschi, oltre a cascine e interi abitati. Dopo la decadenza dell’abbazia, Morimondo divenne dal 1561 un ‘feudo ospedaliero’, ovvero una dipendenza dell’Ospedale Maggiore di Milano che, pertanto, oltre alla cura dei malati si trovò anche a gestire un enorme patrimonio fondiario con annessa attività agricola. Secondo la consuetudine lombarda, la chiesa traduce il rigido stile gotico importato dalla Francia. Fu terminata nel 1296 e annovera, al suo interno, un coro ligneo con 70 stalli e un bell’affresco di Bernardino Luini. Su prenotazione si visita anche l’interessante museo dell’abbazia. Ora si scende nella Valle del Ticino, all’interno del parco naturale. La fittissima trama di cavi e di rogge distribuisce l’acqua del fiume nelle campagne. Inoltre altra acqua scaturisce dai fontanili, molto diffusi in questa zona. Il fatto che nella valle del Ticino, in questo punto depressa ormai di pochi metri rispetto al livello della pianura, non vi siano abitati di una certa consistenza non dipese solo dal rischio di esondazioni del Ticino, ma anche dal fatto che sul margine alto del ciglio fluviale correva fin dalla preistoria una pista commerciale che, naturalmente, fece da stimolo alla crescita di insediamenti stabili. Questa pista oggi corrisponde grossomodo alla strada che va da Abbiategrasso a Pavia. Lungo di essa i produttori e i commercianti di Golasecca potevano scendere fino al Po e all’Adriatico. Doveva essere una via importante se, nel Medioevo, risultava citata come Strada mercatorum e, ancora, nel XVIII secolo, come ‘strada pubblica detta de’Mercanti’. Ad essa è probabilmente legata la fortuna di Abbiategrasso, centro agricolo ma centro centro di deposito e simistamento delle merci provenienti dal nord, lungo il Naviglio Grande, e dirette a Milano, o a Pavia lungo il Naviglio di Bereguardo. Alcune delle cascine che si avvicinano risalgono ai primi lavori di bonifica avviati dai monaci benedettini di Morimondo. La Cascina Fiorentina (2), ad esempio, risale ai primi anni del XVI secolo per opera di monaci toscani.

La Cascina Caremma è una nota azienda agrituristica e ideale punto di sosta. Merita un cenno come modello di cascina tradizionale della campagna milanese. Ben restaurata, questa cascina è diventata un simpatico centro didattico, frequentato da scolaresche ma anche da chi desidera passare un fine settimana a contatto con la natura. Le abitazioni dei contadini sono diventate le camere per gli ospiti. Lo spaccio offre i prodotti dell’azienda, mentre un circuito autoguidato consente di vedere tutte le componenti di una grande cascina: le stalle, i fienili, la porcilaia, gli orti, il maneggio ecc. Caremma è nota anche per i prelibati piatti della sua cucina, preparati con prodotti biologici: dal lauto tagliere degli antipasti al risotto con le sette erbe campagnole, dalle buone carni ai dessert, tutto accompagnato dai vini dell’Oltrepo’ Pavese.

La strada, in parte sterrata, conduce poi a Besate, grosso borgo agricolo. Da qui seguendo per breve tratto la strada provinciale 50 per Casorate Primo, si ritorna sulla pista ciclabile del Naviglio di Bereguardo che riporta ad Abbiategrasso.

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La Lombardia è terra di ricchezze naturali e opere umane. Fra queste ultime ci sono i navigli che hanno contribuito a costruire il paesaggio e a rendere produttive le campagne, fin dal Medioevo. Il Naviglio Grande si chiama così perché è il più importante. Trasportava merci, muoveva mulini, convoglia ancora oggi acque irrigue nella pianura a occidente di Milano. Persa la funzione di trasporto, mantenuta quella irrigua, il naviglio ha oggi un valore turistico e ricreativo, una strada verde-azzurra nel Parco del Ticino e nel Parco agricolo Sud Milano. L’alzaia è una pista ciclabile – una delle più battute del Milanese – dove ville, mulini, ponti e opere idrauliche sono attrattive di fascino e uno spaccato della storia ‘civile’ della Lombardia. La bicicletta è il modo migliore per coltivare la conoscenza del naviglio e così lo fa questa accurata guida, indispensabile per conoscere le ricchezze e le bellezze di questa via d’acqua fra TornaventoTurbigoBernate Ticino, Boffalora Ticino, Robecco sul naviglio, Cassinetta di Lugagnano, Abbiategrasso, Gaggiano, Corsico.

Albano Marcarini, La ciclabile del Naviglio Grande, guida in PDF, 46 pag., foto, mappe, acquarelli, 15 x 21 cm.  Scaricabile, stampabile. Le guide di Cycle! 20 – 2,00 €

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