Traversine nel Sud-Est

Diversi anni fa, quando fondai, con l’amico Bepi Tissi, l’Associazione dei Viaggi Desueti (à.vi.di), una delle prove più difficili da superare per diventare soci era di saper combinare il maggior numero di coincidenze ferroviarie in una sola giornata. Per questo genere di cimento le Ferrovie del Sud-Est, in Puglia, sono tuttora l’ideale. Da Bari un’articolata rete di linee secondarie circoscrive il Salento.

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Stazione di Otranto

Sono ferrovie realizzate fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento a completamento della dorsale adriatica. Si voleva portare i binari più a sud che fosse possibile per agevolare la ‘Valigia delle Indie’, la rotta via mare per Suez e i porti asiatici. Ci furono incertezze su quale terminale marittimo privilegiare, se Otranto sulla costa adriatica, o Gallipoli su quella ionica, porti con un intenso traffico commerciale. Alla fine tutti furono accontentati. Oggi da Lecce, su simpatici trenini diesel o su moderne automotrici di ultima generazione, si può puntare verso Otranto, Gagliano del Capo, Gallipoli o fare, come mi sono imposto io, una sorta di circuito ferroviario del Salento, sfruttando in una sola giornata tutte le combinazioni possibili.

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IL TRENO. Le Ferrovie del Sud-Est gestiscono dal 1931 la rete ferroviaria e di autoservizio  della Puglia meridionale e del Salento. Le sette linee ferroviarie hanno un’estensione di 477 chilometri e fanno capo alle stazioni di Bari, Taranto, Putignano, Martina Franca, Lecce, Gagliano del Capo,  Casarano, Gallipoli, Zollino, Otranto. Il sito Internet www.fseonline.it fornisce tutte le informazioni su tariffe e orari. Numero verde: 800.079090. Su alcuni convogli, mediante preavviso, è possibile caricare le biciclette. 

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Motrice Ale
Automotrice Ad 37 a Casarano

I RISTORANTI – 1. Ideario Liberrima (Lecce, Corte dei Cicala 1, tel. 0832.242626, www.liberrima.it). Libreria, bar, caffè e locale per la cucina del gusto in ambiente riposante. Piatti a buffet a partire da 14 Euro.

2. Le Zie – Cucina casareccia (Lecce, via Costadura 19, 0832.245178, www.lezietrattoria.com). Due sale da calda trattoria popolare. Gli antipasti fanno da premessa ai piatti della tradizione leccese. Da 25 Euro.

3. La Puritate (Gallipoli, via Sant’Elia 18, tel. 0833.264205). Cucina di mare affacciata allo Jonio, lungo i bastioni della città vecchia. Da provare i tagliolini alla palamita e, naturalmente, il pasticciotto leccese. Da 35 Euro.

GLI ALBERGHI E I B&B – 1. Centro Storico Prestige (Lecce, via S. Maria del Paradiso (Porta Rudiae), tel. 0832.243353, www.bbprestige-lecce.it). Elegante alloggio con colazione in terrazzo, affacciato alla chiesa di S.Maria del Paradiso. Camera doppia a 70 Euro.

2. Corte dei Francesi (Maglie, via Roma 172, tel. 0836.424282, www.cortedeifrancesi.it).  Albergo ricavato in una casa a corte salentina con annessa conceria ottocentesca restaurata a museo. Camera doppia da 70 Euro con colazione.

3. Relais Corte Palmieri (Gallipoli, Corte Palmieri 3, tel. 0833.265318, www.relaiscortepalmieri.it). In città vecchia, in una dimora settecentesca, oggi albergo a quattro stelle. Camera doppia da 130-185 Euro a notte. 

Itinerario pubblicato su Bell’Italia, ottobre 2010. © 2016 Albano Marcarini.

IMG_1735L’itinerario è presto fatto. Si parte da Lecce di buon mattino con il treno per Gagliano del Capo, lungo tutta la dorsale salentina. A Gagliano, estremo meridionale dell’anello, si cambia treno e si volge verso Gallipoli. Non ci si arriva però direttamente: occorre un altro cambio a Casarano. A Gallipoli, a metà giornata, c’è tutto il tempo per una visita del centro storico. Si riparte infine nel tardo pomeriggio, per rientrare a Lecce. Circa quattro ore in treno e tre cambi programmati, volendo anche di più se vi attraggono belle cittadine come Maglie, Muro Leccese, Galatina, Soleto o i famosi centri grecanici del Salento.
Si dice convoglio ma in realtà è una sola grassoccia motrice anni ’50 dove si sono esibiti, con risultati alterni, tutti i writers della regione. Ho il privilegio di stare in cabina. Piuttosto affollata. Oltre al macchinista e al capotreno c’è un nuovo assunto. Giovane, desideroso di conoscere i segreti della linea e della macchina che s’appresterà a condurre. Le stazioni sono tante e, diversamente dal resto d’Italia, ancora tutte ‘presidiate’: vuoi da un capostazione con tanto di berretto e fregi in oro, vuoi da una semplice ‘assuntorìa’, che non è un vezzo per chiamare diversamente una certa Assunta, ma una ragazza del paese o un pensionato di turno che part-time s’incaricano di controllare il passaggio del convoglio e di manovrare le sbarre dei passaggi a livello. Insomma, quasi una gestione popolare della ferrovia.

A vederli di fronte e in corsa, i binari non finiscono mai, le traversine sono fotogrammi di una pellicola che gira veloce. A fianco scorre la vita dei paesi – Zollino, Maglie, Poggiardo, Tricase – già storditi dal sole di questo inizio di primavera. Si viaggia finestrini abbassati, con il vento che scompiglia le tendine e soffia sul viso di ragazzi con tanti libri e poca voglia di andare a scuola. Fanno la quasi totalità dei passeggeri assieme a un paio di rapiti turisti del nord Europa, a un marocchino carico di tappeti che non dovrebbe far fatica a farsi comprendere visto che qui il dialetto ha molte attinenze con l’arabo.

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Motrice con vano bagagli

Il paesaggio è inciso nell’orizzonte, a linee secche di muretti in pietra, a ciuffi di ulivi secolari, a coni di pietre – le cosiddette ‘specchie’ – che rimandano a civiltà antiche o a pratiche agricole mai abbandonate. In cabina si parla di contratti di lavoro e di sindacati. Poi mi dicono della strana manìa dei casellanti. A stare soli tutti il giorno, nell’attesa fra un treno e l’altro, sono diventati artisti e alcuni anche di grido. Espongono le loro opere nei caselli e nelle gallerie d’arte di Lecce e di Bari, uno addirittura a Milano.

IMG_1751Il treno cammina da solo, bastano brevi accenni al motore. Per fermarlo è sufficiente un misurato tocco della maniglia del freno. Le ruote stridono, il convoglio s’arresta, l’inerzia spinge in avanti, le porte si aprono sbattendo. La gente scende. Sono a Gallipoli, più vicino al mare che alla città. A piedi raggiungo il ponte che unisce l’isola della città vecchia alla terraferma. Luci ferme e alte, colori di mare, barche da paranza azzurre, bianche e rosse. Molti lavori dappertutto: per restaurare il castello e il vecchio mercato del pesce che gli si addossa contro. Lavori anche nelle chiese, per salvare stucchi e decori, tele oscure, nascoste nei recessi delle cappelle. Giro dappertutto, prima nell’intrico arabo dei vicoli, poi sulle spianate dei bastioni marittimi per guardare il mare e l’isola di S.Andrea col suo faro ottocentesco. C’è anche il tempo di un piatto di mare prima di fare ritorno alla stazione. A Gallipoli, invece delle vecchie motrici, arrivano treni futuristici, dai vivaci colori e dai grandi vetri panoramici. Arrivano solo fin qui perchè sul resto della rete, le rotaie sono troppo leggere per sostenerne il peso. Forse le cambieranno, o forse no.

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Il Sentiero dei trulli e delle grotte nelle Murge sud-orientali della Puglia è un itinerario escursionistico affrontabile a piedi in due giorni o in bicicletta in uno. Il punto di partenza è a Castellana Grotte, centro situato a 40 km da Bari. Il punto d’arrivo è ad Alberobello, cittadina situata all’estremità orientale della provincia barese a 55 km dal capoluogo.  Lo sviluppo complessivo del sentiero è di 23.9 km; il dislivello è di 268 metri. Il suo andamento è semplice e l’altimetria costante, con minime variazioni.

Albano Marcarini, Il Sentiero dei trulli e delle grotte, Alleanza Assicurazioni, Milano, pag. 80, con foto, carte e acquerelli. Formato: 11 x 16 cm – 6,00 € – Acquista

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