Ciane, il mito dei papiri

Secondo il mito, narrato da Plutarco, Cianippo, sacrificando agli dei si sarebbe dimenticato di Dioniso che se ne risentì. Inebriato e confuso Cianippo violò la figlia Ciane scatenando la sventura su tutta la Sicilia. L’oracolo di Apollo indicò una sola via di salvezza: che Ciane uccidesse il padre e quindi immolasse se stessa. La triste vicenda si rispecchiò poi nelle acque di un modesto fiume, nelle vicinanze di Siracusa. Narra ancora Ovidio, che Ciane era una ninfa: avendo osato opporsi al rapimento della figlia di Proserpina, fu trasformata in fonte. Per i mortali il vivido colore che scaturiva da quella sorgente diventò il termine per identificare l’azzurro, ovvero il ‘cyan’ delle moderne pellicole litografiche. Sembra incredibile che un fiume, lungo appena sei chilometri, si sia trasfigurato in modo così fecondo nei miti e nelle leggende poetiche. Forse un prodigio, come quello che ha reso il Ciane unico in Europa agli occhi dei botanici, per la presenza dell’unica stazione autoctona di papiro.

Ciane275Il papiro (Cyperus papyrus) è una pianta acquatica che raggiunge sul Ciane 4 – 5 metri d’altezza. Risalendo il fiume in barca, i suoi robusti fusti si innalzano dal pelo dell’acqua e svettano con una grande chioma espansa, ricadente in minutissimi fili e spighe. La pianta è conosciuta soprattutto perché fornitrice di una pregiatissima materia per la scrittura. Recidendo lo stelo e sezionando il midollo in strisce sottilissime, poi incollate fra loro con il loro stesso succo, si ottengono, allo stesso modo degli antichi Egizi, delicati foglietti. Si tramanda che gli Egizi non vollero tramandare ad altri questa tecnica che si estinse con la loro decadenza. Fu il siracusano Francesco Landolina a riportarla in auge nel ‘700 utilizzando proprio le piante del Ciane. Oggi a Siracusa c’è un Istituto del papiro (via XX Settembre 19, www.papiro.it), mentre il locale Museo espone piroghe in papiro, ceste, calzari e documenta le fasi di lavorazione.

Oggi il fiume Ciane fa parte di una Riserva naturale che si estende anche alle vicine Saline di Siracusa. Un gesto opportuno che ha impedito la progressiva rarefazione di questa straordinaria rarità botanica. Fino a non molti anni fa infatti, le acque del Ciane erano derivate per usi agricoli, compromettendo la stabilità delle loro portate, fattore indispensabile per la vita del papiro. Oggi la visita del Ciane si effettua in barca per un tratto di circa due chilometri, dalla foce verso la sorgente. Il resto è lasciato alle limpide acque e alla naturale evoluzione di questa preziosa specie botanica che ci avvicina allo starordinario trascorso storico di questo angolo di Sicilia.

A PIEDI. Itinerario nella Riserva naturale del fiume Ciane, dalla fonte fino al bacino di pompaggio. Punto di partenza e di arrivo: Fonte Ciane. Raggiungibile in auto da Siracusa con la strada per Canicattini fino al Ponte Anapo e poi le indicazioni in luogo. Lunghezza: 5.5 km (andata e ritorno).  Per chi: per tutti, anche con bambini, tutto l’anno ma impraticabile dopo forti piogge. Munirsi di binocolo e indossare abiti dai colori non vistosi.

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Villa dei papiri

IN BARCA. Itinerario lungo l’asta terminale del fiume Ciane, dalla foce al bacino di pompaggio. Punto di imbarco: Ponte Grande (km 407 della statale 115) alla periferia sud di Siracusa. Durata: 1 ora (andata e ritorno). Con chi: la navigazione sul Ciane è gestita dalla Società Ciane 2000, tel. 368.7296040 – 346.1599635. Dove mangiare. Nessun punto di ristoro. Dopo l’escursione si può raggiungere Ortigia e cenare alla Trattoria La Foglia, via Capodieci 29, tel. 0931.66233, www.lafoglia.it – Dove dormire: la sistemazione ideale è a Villa dei Papiri, a due passi da Fonte Ciane, residenza agrituristica in un’antica masseria con alloggi dotati di cucina e parco esotico, tel. 348.5121829, www.villadeipapiri.it  – Indirizzi utili: Apt Siracusa, via S. Sebastiano 45, tel. 0931.67710.

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Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA, aprile 2003.

PERCORSO IN BARCA. 1. Lasciato il Ponte Grande, la barca discende il Canale Mammaiabica raggiungendo la foce comune ai fiumi Anapo e Ciane. Sugli eucalipti si attardano i cormorani, mentre i gabbiani sfidano il vento librandosi in volo. Le folaghe, atterrite dal rumore del motore, sfuggono con buffe corse sul pelo dell’acqua.

DSCN09002. La navigazione prosegue sul Ciane. Una sponda è bordata da eucalipti, l’altra dagli agrumeti. Vicino a un bacino di pompaggio, si supera con una chiusa un lieve salto d’acqua. La barca procede ancora per un centinaio di metri sfilando fra i ciuffi dei papiri, poi, quando il fiume si stringe, retrocede.

PERCORSO PEDONALE. 1. Lasciata l’auto presso la Fonte Ciane, si attraversa il boschetto di eucalipti imboccando il percorso parallelo al fiume. Subito, cespugli di papiri si affollano sulle sponde lasciando qualche chiaro d’acqua dove sfuggono folaghe e gallinelle.

2. Il percorso pedonale di visita segue il fiume, per circa 3 chilometri, fino alla chiusa e al bacino di pompaggio. Un ponticello permette di passare da una sponda all’altra. Procedendo in silenzio si sorprendono diverse specie di uccelli acquatici. Si può anche fare una breve diramazione fino alla Testa Pismotta, da cui sgorga un’altra fonte.

3. In auto, dopo la gita a piedi, si raggiunge l’Imbarcadero al Ponte Grande (statale 115). Da qui, una stradina conduce al tempio di Zeus Olimpio. La sua posizione, poco elevata, consente una veduta sulla Riserva naturale. Le due colonne superstiti, ritratte in numerose iconografie romantiche, sono l’unica testimonianza di Polichne, piccolo abitato suburbano dipendente da Ortigia.

OUT.Sicilia727_mTI POTREBBE ANCHE PIACERE

Un’esplorazione selettiva dell’isola attraverso 14 microaree di particolare valore ambientale e naturalistico dove esercitare il tempo libero all’aria aperta (escursionismo, mountain-bike, canoa, cavallo ecc.). Troverete in queste pagine le gole dell’Alcantara, le ‘cave’ dell’Anapo nel Siracusano, i vulcani delle Eolie, le ‘trazzere’ dei Monti Sicani, le saline del Trapanese ma anche i pistacchi di Bronte, le cassate di Catania, i cannoli di Ragusa.

Sicilia – Outdoor, Albano Marcarini (a cura di -), De Agostini/Alleanza Ass., 2004, 204 pagine con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm – 8,00 €  – Acquista

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