Ascolta il vento sul Monte Subasio

Itinerario lineare a piedi da Assisi a Spello passando per il Monte Subasio, in Umbria.

Vicino alla vetta del Monte Subasio, sopra Assisi, si arriva anche in auto. Ma a piedi è un’altra cosa. «C’è la stessa differenza fra bere un bicchiere d’acqua e caderci dentro» aveva considerato una volta Cesare Pavese. In effetti, salire per sentieri questa montagna pervasa di spiritualità rende un po’ meno schiavi delle abitudini contemporanee. Sembra di camminare a ritroso nel tempo, fino a quei lontani e straordinari giorni della vita di San Francesco, vero esempio di armonia fra uomo e natura. «Percorrevo le strade di San Francesco – annotava Hermann Hesse un secolo fa – e spesso lo sentivo camminare accanto a me, con l’animo riboccante d’amore inesauribile, salutando con gioia ogni fonte, ogni uccello, ogni cespo di rose di macchia».

Itinerario a piedi con partenza ad Assisi, in piazza Matteotti, e arrivo alla stazione di Spello. La piazza si raggiunge in bus ogni 30’ dalla stazione di Assisi. Tempo di percorrenza: 7 ore, escluse le soste. Dislivello: 800 metri. Segnavia: sentiero 50, segnalato con tacche di colore bianco/rosso. Condizioni del percorso: strade sterrate, sentiero. Equipaggiamento consigliato: scarponcini, giacca e berretto antivento. Periodo consigliato: dalla primavera all’autunno. Dove mangiare: lungo l’itinerario non si incontrano punti di ristoro; dotarsi di provviste e di acqua ad Assisi (buoni panini e torta al formaggio da Andrea, in p.za S.Rufino, poco sotto p.za Matteotti). Dove dormire: Agriturismo Villa Gabbiano, Viole di Assisi, Tel. 075.8065278, http://www.villagabbiano.it – I buoni acquisti: a Spello, in corso Cavour 35, si trova l’enoteca Hispellum che, oltre ai vini regionali ha un vasto assortimento di altri prodotti alimentari locali (fra cui l’olio biologico), tel. 0742.651766, www.enotecahispellum.com – Indirizzi utili: Parco naturale del Monte Subasio, Cà Piombino, Assisi, tel. 075.8155290, http://www.parks.it/parco.monte.subasio; Servizi Turistici Territoriali – IAT Assisi, piazza del Comune, Assisi, tel. 075.812534, www.comune.assisi.pg.it; Proloco Spello, p.za Matteotti 3, tel. 0742.301009, http://www.prospello.it

Subasio.map

Itinerario pubblicato nella guida UMBRIA – itinerari di AMICOTRENO, Leonardo, Milano 2002. Aggiornato il 31.12.2009. In forma ridotta su BELL’ITALIA, febbraio 2002 e maggio 2008.

Il Subasio (alt. 1290) è una grossa groppa di calcare che domina la Valle Umbra. Dà il nome a un parco regionale e dialoga spesso con le forze della natura, soprattutto con il vento che a volte spazza furioso il costone sommitale. Qui resistono solo le erbe dei pascoli, mentre l’abito arboreo si protegge sulle pendici attorno alla vetta. I lecci del Subasio, e in particolare quelli dell’Eremo delle Carceri, sono alberi preziosi per la loro vetustà. Ancora più in basso il bosco recede di fronte agli ulivi che sono la nota dominante del paesaggio umbro. In questo alternarsi di aspetti l’escursione risulta gradevole e diventa spettacolare se si aggiungono i magnifici colpi d’occhio su Assisi, Perugia, i Monti Martani, l’Appennino fino al Gran Sasso. Da Assisi l’itinerario muove da Porta Cappuccini, a soli 5 minuti da piazza Matteotti. La porta è parte integrante delle difese cittadine realizzate nel 1316. Subito dopo il vòlto si piega a sinistra, seguendo fra i cipressi un tratto delle mura, poi una mulattiera che risale nel bosco il costone della montagna. La direzione è facile: basta seguire la scritta ‘Eremo delle Carceri’.

Assisi.S.Rufino228
Chiesa di S.Rufino, Assisi.

La visuale su Assisi si apre solo a una certa altezza. Diversamente da molte cittadine umbre, arroccate su un colle, la città francescana si dispone a terrazze lungo la pendice. Nell’insieme del tessuto edilizio, composto di quella pietra rosacea che lo rende tanto particolare, spiccano gli edifici sacri e, sul suo vertice più lontano, la basilica francescana. Il legame del Subasio con Assisi è stretto; per secoli il monte è stato proprietà collettiva della città. I suoi abitanti vi esercitarono diritti di pascolo e legnatico adottando nel contempo norme che salvaguardassero il più possibile l’integrità del bosco. Già nel 1469 gli Statuti comunali tutelavano la lecceta dell’Eremo delle Carceri. Giunti a circa 800 metri d’altezza il percorso lascia a sinistra una traccia diretta (ma faticosa) per il Subasio (segnavia 53) e pianeggia fino a raggiungere l’area sosta di fonte S. Rufino e la strada che, a destra, reca all’ingresso dell’eremo (alt. 792).

Eremo delle carceri227
Eremo delle Carceri

1. L’Eremo delle Carceri. «Quelli che vogliono vivere la vita evangelica degli eremi, siano tre o al massimo quattro. Due di loro facciano da madri ed abbiano due, o almeno un religioso, quali figli…» così pensava San Francesco della regola di vita eremitica e quello delle Carceri sembrò il luogo ideale per esercitarla. Ai suoi tempi qui sorgeva una sola misera cappella, mentre spechi e grotte servivano da rifugio. I successivi sviluppi furono dovuti al fervore dei seguaci – di S.Bernardino, in particolare, che vi edificò nel XV sec. il convento – e non compromisero l’armonia del complesso, tuttora definito un «prezioso hospitale dello spirito».

Il percorso di visita segue gli stretti cunicoli e le scalette che accedono ai vari anditi dove Francesco e i suoi seguaci si ritiravano in lunghe meditazioni. Toccante e suggestiva la Chiesa primitiva, una grotta adattata a cappella, come pura la grotta di San Francesco con il letto di pietra e il masso su cui il santo sedeva. Ma numerosi sono gli altri vari luoghi di devozione, situati sia nell’eremo che nella circostante lecceta, dove si compirono alcuni dei conosciuti episodi della vita di San Francesco. Basti rammentare quello degli uccelli. In primavera, nidificando su un leccio vicino all’eremo, disturbavano con i loro trilli il raccoglimento dei frati. Dietro esortazione del santo, essi si chetano spostandosi in un altra parte del bosco. Dopo la visita all’eremo si torna a ritroso fino a imboccare, verso monte, la strada diretta a San Benedetto. Coperte poche centinaia di metri s’inforca, sulla sinistra, il sentiero che risale il Fosso delle Carceri. Dopo aver traversato una bella abetaia ci si affaccia ai prati sommitali.

Raggiunta una strada carrabile si piega a destra passando accanto al rifugio Vallonica (alt. 1059). Tutto il Subasio è disseminato di fenomeni carsici. Questa conca attorno al rifugio era una depressione carsica – ‘uvàla’ in termine proprio – poi erosa fino a sfociare nel vallone dal quale siamo saliti. La carrabile tocca la colma del Sasso Piano (alt. 1128) e si perde fra le erbe. Con i segni sui sassi ci si mantiene sulla via giusta. Una cornice di pini d’Aleppo fa da quinta alla veduta della Valle Umbra e del lontano lago Trasimeno. Bisogna trascurare la direzione lungo la costa del monte (segnavia 60) e seguitare in salita fino a raggiungere la strada sterrata (alcune antenne servono da riferimento).

Mon al vento sul Subasio copia
Monumento al vento sul Monte Subasio.

La vetta del M. Subasio (alt. 1290) è molto vicina. La si raggiunge piegando a sinistra lungo la strada e poi per prati, fino alla croce che la identifica. Il nostro itinerario invece, raggiunta la strada, prosegue a destra e passa accanto al Monumento al vento, identificato da un contorto tronco di leccio che si oppone alla furia di questo elemento atmosferico. Il vento infatti spira con costanza e spesso con violenza sulla cima del Subasio. Lasciata la strada, un sentiero segnalato da un cancellino porta al Mortaro Grande (alt. 1241).

2. Il Mortaro Grande. Questa è una delle singolarità del Subasio: una dolina ellittica con un’asse maggiore di 260 metri e una profondità di 50. Vicino sta il Mortaiolo, di più ridotte dimensioni. Per similitudine, la fantasia popolare ha dato loro il nome dell’attrezzo usato nelle cucine. Dopo il Mortaro si torna alla Strada panoramica, la si attraversa e si inizia la discesa giù per i pascoli. Il

Monte Subasio
I boschi del Subasio.

sentiero prende via via consistenza e dopo una diagonale arriva a sboccare su una pista sterrata, a pochi passi dalla Fonte Bregno (alt. 1028). Ha la singolarità di essere posta esattamente sul confine amministrativo fra Assisi e Spello, come evidenziano gli stemmi delle due città ai lati della vasca. Il sentiero riprende la discesa, ora nel bosco ceduo; traversa a guado il Fosso Renaro e più avanti si immette su una carraia che aggira il M. Pietrolungo. Dopo uno spiazzo da cui dipartono varie altre strade si torna su un sentiero (rispettare la direzione Spello) che lungo il crinale di Poggio Caselle raggiunge infine Spello (alt. 280). Al centro storico, allungato sullo sprone del colle, si accede dalla Porta Montanara.

LA SALITA AL M. SUBASIO (Guida d’Italia del TCI, Italia Centrale, vol.II, Milano 1922, prima edizione)

Gita che nessun visitatore di Assisi deve trascurare. Fino all’Eremo richiede c. ore 1,15 di percorso; preferibile a mattino se d’estate. Il panorama ampio e suggestivo, la vegetazione che si fa sempre più povera, la grande montagna calcarea del Subasio imminente, la solitudine, la fresca selva densa e misteriosa, l’Eremo silenzioso, dove tutto è umile, angusto, povero, lasciano un ricordo incancellabile. La salita si raccomanda solo col bel tempo. Non avventurarsi sulla montagna in tempo di nebbia, essendo difficile orientarsi. (…) In ore 1,30 c. dalle Carceri e discesa in 1 ora. Si prende la strada sassosa che gira a sin. del muro della Selva, poi, tenendo a d., si traversa il torrente delle Carceri, risalendone la sponda sin., finchè in alto si piega decisam. a d., e, superata la zona sassosa, si raggiunge l’immenso prato che copre il gran dorso della montagna e che nel mese di maggio è tutto in piena magnifica fioritura. Traverso il prato o seguendo i sentieri che vi serpeggiano numerosi, è facile raggiungere le diverse gibbosità.Vi sono grandi e piccole doline, di origine carsica. Il punto culminante è a m.1290, con *panorama amplissimo fino al Trasimeno, al M.Amiata e a tutte le vette dell’Appennino umbro-marchigiano e abruzzese. In causa della forma tondeggiante del monte, le parti prossime del paesaggio rimangono coperte, perciò bisogna portarsi a qualche distanza dalla vetta per vedere, verso SO, la pianura umbra da Bettona a Foligno e a Spoleto e, verso NE, a Nocera.

UMBRIA.AT712TI POTREBBE ANCHE PIACERE

Dieci escursioni a piedi e in bici sui treni regionali sui colli del Trasimeno, sulla strada del Procaccia, sul sentiero della casa del vento, sul Monte Subasio, nella Valle Umbra, sulla Spoleto-Norcia, a Greccio, sulla strada dei Patricani.

Albano Marcarini, Umbria di Amicotreno,  Leonardo International, 2002, 96 pagine con foto, mappe e acquerelli. Formato 15 x 21 cm, 8,00 € *

Acquista

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...