Marone, fermata a richiesta

Itinerario lineare a piedi nella Val Vigezzo, con l’utilizzo della ferrovia turistica Domodossola-Locarno.

A Marone c’è la stazione. Si ferma il treno ma nessuno scende e nessuno sale. La ragione è semplice. A Marone non vive più nessuno e la fermata è solo un retaggio di regolamenti obsoleti, resistente a ogni trasformazione, ma è bello pensare che il treno si fermi ancora… Siamo in Val Vigezzo, nel Piemonte, a un passo da Domodossola, a due dal confine svizzero del Ticino. La ferrovia si chiama Vigezzina e collega la cittadina dell’Ossola con Locarno. Ha uno scartamento ridotto, meno di un metro. Corre dentro e fuori le montagne come un plastico per bambini. Serve ai turisti e a quanti hanno voglia di scoprire le bellezze di un paesino dimenticato come Marone. Il treno parte da Domodossola ma per la nostra escursione possiamo attenderlo a Trontano, il comune cui Marone appartiene. La linda stazione sta a poca distanza dalla parrocchiale. C’è un bar vicino e si può prendere un caffè in attesa della fermata.

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Punto di partenza e arrivo: Trontano, località in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Si raggiunge da Milano (97 km) seguendo l’autostrada per Gravellona Toce e la superstrada per Domodossola. All’uscita di Domodossola si seguono le indicazioni per Trontano (5 km). Giunti a Trontano la prima parte dell’itinerario prevede di utilizzare il treno della ferrovia Vigezzina, fino a Marone (la fermata è facoltativa, segnalarla al capotreno, biglietti in vettura). Orari consultabili al sito www.vigezzina.com – Tempo di percorrenza: 1 ora e 45 minuti su mulattiera e strada campestre; senza difficoltà. Dislivello: circa 140 metri in discesa.  Periodo consigliato: tutto l’anno. Dove mangiare. Nessun punto di ristoro, con le provviste si può fare pic-nic al villaggio. Scorta d’acqua. Indirizzi utili: Progetto di valorizzazione turistica dei villaggi ossolani Marone e Verigo, tel. 0324.226611. Internet: www.comune.trontano.vb.it

Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA 220, agosto 2004. Aggiornato il 13.12.2009. Per saperne di più: A.Marcarini, La Ferrovia DOMODOSSOLA-LOCARNO In treno e a piedi sulla Via del Mercato, Lyasis, Sondrio (www.guidedautore.it).

Il viaggio dura meno di dieci minuti. Il trenino marcia a rilento su per la salita della valle, sotto le ombre scure delle bosco, sopra i vortici del torrente. La fermata a Marone è a richiesta. Il convoglio si arresta cigolando di fronte alla minuscola stazione, sopra i prati del villaggio. Una bella scalinata li attraversa e si avvicina alle case. I prati sono disposti a lunghi terrazzi. Qualche valligiano porta ancora qui gli animali, ma si nota che un tempo c’era molta più ricchezza, quando i fienili traboccavano di foraggio e ogni stalla era occupata. Oggi le case, dalle pietre ben disposte, sono vuote, le porte in legno cigolano sui cardini e i battenti delle finestre sbattono al vento. Un timido biscione nero s’accorge degli intrusi e si infila rapido in una fessura. I laboriosi tetti di beole sono sfondati, travi e tramezzi spuntano monchi dalle macerie. Si ode il getto di una fontana che rinfresca qualche raro escursionista. Si cammina lungo le ‘karètaa’, gli stretti vicoli di terra e sassi. La calce tiene ancora insieme qualche parete. Il livello dell’abitazione è spesso rialzato rispetto al terreno e vi si accede salendo alcuni gradini di pietra. Sotto stavano le stalle.

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Il campanile della chiesa di Marone

C’è anche una cappellina ad arco che saluta i viandanti che salgono dal fondovalle, ma le crepe, gli sfregi e le parti mancanti impediscono di distinguere le figure. Poco distante si scorge la corpulenta parrocchiale che sovrasta e sembra proteggere le baite attorno. La porta è murata: nessun fedele è più entrato da anni, l’orologio del campanile ha le lancette fisse, che pendono senza forza verso il basso. Più sotto si intravede il piccolo camposanto, chiuso da un muretto bianco. Il luogo è bello. Chissà perché tutti se ne sono andati? Forse perché non c’è la strada, forse perché la vita era dura, specie in inverno. Ma spunta una speranza. La locale Comunità Montana vorrebbe farne un villaggio-albergo per ospitare turisti di passaggio. Un’idea da guardare con favore. Ora, per tornare a Trontano, si può seguire la mulattiera che corre sotto la ferrovia. A metà strada s’incontra Verigo, altro bel villaggio, questa volta abitato, con alte ed eleganti dimore tradizionali. È una bella passeggiata che favorisce la meditazione, cercando magari una risposta per un paese che ha smarrito tutti i suoi abitanti.

Trontano.vigna398Dalla stazione di Marone si scende al villaggio. Da osservare le case in pietra, gli affreschi murali, la cappella votiva, la parrocchiale e il piccolo camposanto. Si esce da Marone seguendo la mulattiera dinanzi alla chiesa. La mulattiera scorre poco sotto la ferrovia fra castagni e tigli, fra campi e boscosi valloni. Un cancello precede il ponte sul torrente Margologio, sovrastato anche dal viadotto della Vigezzina. A Verigo è bene non seguire la strada asfaltata, ma entrare fra le case del villaggio, passando accanto alla stazione. Prima di arrivarci, si segnala, su un rustico, un’architrave con simboli scolpiti. Lasciato il villaggio si segue la strada per Trontano. È anche possibile una breve variante passando sul vecchio ponte ad arco. Accanto si trova un’area didattica dedicata al recupero di alcuni vecchi mulini ad acqua. Entrando a Trontano si consiglia di lasciare ancora la strada asfaltata e seguire il sentiero che raggiunge le varie borgate del comune. In tutte si segnalano belle dimore in pietra e alcune ‘case forti’, appartenute alla nobiltà locale.

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Questa guida  fa da supporto alla scoperta ‘dolce’ della Val Vigezzo e delle Centovalli. L’alta frequenza delle stazioni induce a infinite escursioni utilizzando la ferrovia Domodossola-Locarno come strumento d’appoggio. Camminare lungo l’antica Via del Mercato, ad esempio, è il modo migliore per scoprire queste vallate a cui l’automobile non sempre si confà.

Albano Marcarini, La ferrovia Domodossola – Locarno e la Via del Mercato, Lyasis, 2011, 176 pag. a colori con mappe, foto e acquarelli. Brossura con copertina plastificata. Formato: 11 x 16,5 cm. Disponibile anche nell’edizione Rossolis in lingua francese. 15 Euro.

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