La novità del Giro 2020: le scale di Fraele

Il Giro d’Italia 2020 annuncia l’inedita salita ai Laghi di Cancano nel Bormiese. Si tratta dell’antica Strada Imperiale, della quale val bene dare qualche cenno, per poi parlare delle sue attuali caratteristiche sportive.

Una strada di legno.

Lungo il bastione di rocce delle Cime di Platòr e del Monte delle Scale, che delimitano a nord la Val Viola, si apre un intaglio, forse il capriccio di un abile scalpellino. È l’aspro passaggio utile a collegare la conca di Bormio con la valle di Fraele, con la Val Mora e con la Val Mustair. Era in passato un’alternativa alla più nota Via dell’Umbraglio, poco discosta e orientata nella forra dell’Adda, sopra i Bagni Vecchi di Bormio. 

DSC_7574
Le torri di Fraele

Erano due vie mercantili fra loro concorrenti ma entrambe largamente utilizzate. Nei momenti difficili però potevano costituire un facile accesso a truppe ostili, tanto che all’altezza di quell’intaglio, a quasi 1500 metri d’altezza, i Bormini impiantarono nel 1391 due torri in funzione di vigilanza. Nel XVI secolo i Grigioni, occupando Bormio, le fecero abbattere. Si temeva la loro posizione come una possibile ridotta difensiva. Per la verità la via era facilmente controllabile. Bastava troncare di netto i suoi tratti pensili – le cosiddette ‘scale’ – fatte di assicelli di legno, agganciati alla parete rocciosa.

Su questa ardita struttura aiuta la descrizione di uno storico valtellinese nel 1755: «Le scale di Fraello sono un meraviglioso spettacolo da vedere, poiché una gran parte di essa è in aria, sostenuto per traverso da grossi travi incastrati dentro il dirupo, e tuttavia così fortemente e bene lavorata che cavalli carichi e carra vi camminano con sicurezza». Giudizio ottimistico poiché nella realtà i viandanti avevano il terrore a percorrerla. «È una salita lunga e dura – dicevano – attraverso massi enormi, scale, rocce asperrime per i cavalieri, davvero un baratro e vertiginoso per chi non è avvezzo». Una volta superato questo ostacolo, la strada però spianava, incontrava a S. Giacomo un provvidenziale ‘ospizio’, attivo fin dal 1287, e si protendeva poi nella valle di Fraele in direzione di valichi di moderata altezza, mai superiore ai 2000 metri: il passo di Fraele a 1952 m, il passo di Val Mora a 1934.

Il primo accenno alla via di Fraele rimonta al 1334 quando si danno disposizioni per la sua tracciatura. Nel 1357 si ha notizia della costruzione delle ‘scale’ sul profondo abisso. In seguito e soprattutto nel XVII sec. essa fu rivale di quella di Ombraglio, nonostante fosse più lunga ed egualmente faticosa (non a caso era anche denominata ‘Via lunga di Val Venosta’, di contro alla ‘breve’), scatenando litigi e ostilità fra le comunità che ne traevano interesse. Una strada ‘commerciale’ garantiva infatti buoni introiti ai portatori, ai locandieri, a coloro che ne curavano la manutenzione, specie in tarda primavera quando i cosiddetti ‘rottieri’ erano chiamati a sgombrare la neve dal tracciato. E soprattutto a coloro che vi imponevano dazi di transito. Secondo gli ‘Statuti bormini’, all’inizio del XVI sec., ogni carico trasportato era gravato di una tassa di 12 denari. 

Rilevante era il commercio di vino della Valtellina. Trasportato a Bormio, dove veniva fatto invecchiare nelle cantine, diventando, secondo il Giovio «tanto più odorifero, onde oltre al bere che se fa, honorabilmente i medici l’usano ancora nelle medicine…», il prezioso prodotto si depositava poi temporaneamente nei pressi di Premadio, nella piana detta ancor oggi ‘del Vino’, per poi essere caricato sui muli e condotto per la valle di Fraele nella Svizzera, dove se ne faceva grande uso. Un decreto ducale del 1451 stabiliva addirittura che solo i Bormini avessero la gestione di questo traffico poiché a loro carico erano le spese per la manutenzione delle strade. In senso opposto, dal Tirolo giungevano in valle i carichi di sale, prodotto essenziale per la conservazione delle carni.

Perché la via di Fraele mantenesse una certa supremazia furono, fra il XVII e il XVIII sec., apportate migliorie non riuscendo però mai ad eliminare del tutto i tratti pensili, spina nel fianco dei viaggiatori e limite allo sviluppo dei traffici. Di questo periodo è la bella mappa della strada conservata alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. La costruzione della carrozzabile dello Stelvio, nel 1825, ne ridimensionò definitivamente il ruolo. Ciò nonostante, nel 1906, Edmondo Brusoni nella sua ‘Guida ciclo-alpina della Valtellina’, dà un peso particolare a questa che denomina ‘Strada 34’ qualificandola come alternativa da Bormio a Livigno. Dopo aver annoverato la bellezza delle portelle lignee dell’ancona d’altare della chiesa di Pedenosso, nelle quali rimarca i fori d’archibugio provocati «dagli Zurigani nei tempi delle guerre di religione (1620)», reitera le sensazioni di tutti i viaggiatori avviandosi su per la scalinata fino alle torri. 

Di questi due fortilizi, a pianta parallelepipeda, si scorgono oggi i possenti ruderi, mentre come ‘scale’ si denomina l’ardita strada carrozzabile realizzata dal Genio Militare italiano. La ‘Guida Militare n. 5’ del Ministero della Guerra, pubblicata nel 1913, pochi anni prima della realizzazione della rotabile, registra la vecchia mulattiera come «larga m 1.50-2, franabile sotto le torri di Fraele, atta al passaggio di piccoli carri» mantenendo una pendenza costante del 30%. La rotabile militare, dagli scopi evidentemente strategici, fu poi ripresa e resa camionabile dall’Azienda Elettrica Milanese per servire alle dighe e agli impianti idroelettrici di Cancano.

Non si possono infine tralasciare le altre vie pedonali e carrabili che si attestano sull’ariosa valle di Fraele. Innanzitutto quella di Boscopiano che dalla valle del Braulio risale il versante sinistro della valle dell’Adda fino a Grasso di Solena e al Lago di Cancano, strada anch’essa antica e tratto della via per l’Umbraglio. E poi il sentiero detto della ‘Ferrarola’, tramite il quale, aggirando le pendici settentrionali e orientali del Monte delle Scale, era possibile scaricare ai forni di Premadio, oggi recuperati alla visita, i minerali ferrosi estratti nella valle di Fraele. 

DSC_7563
I tornanti delle Scale

Una salita inedita

La salita ai laghi di Cancano è una novità per il Giro d’Italia. Non è un’ascesa impegnativa, ma il fatto che il culmine sarà traguardo di tappa renderà la gara combattuta e avvincente. La pendenza media, sui 10 km del tracciato con partenza dal ponte sull’Adda, sotto Premadio, si valuta sul 6.9%, la massima al 9.5% con un dislivello di 692 metri fino ai 1941 m delle torri di Fraele. La strada è larga 5-6 m, con asfalto rugoso, non dotata di cippi chilometrici. Essendo esposta a sud gode di una buona insolazione aggiunta al fatto che non vi sono tratti ombreggiati. Ciò che la rende impagabile sono i panorami, gli scorci sugli anfratti e sulle pareti di roccia fino all’eccezionale ubicazione delle torri, il repentino mutamento di paesaggio facendo ingresso nella valle di Fraele; infine, la sensazione di associare alla salita il recondito segno della storia. 

Fraele.map.def copiaIniziando da Bormio, benché breve, il tratto di attestamento a Premadio di 4.5 km, lungo la strada della chiesa di S.Gallo, serve da riscaldamento. Al vetusto ponte sull’Adda si annuncia la salita con due tornanti e un primo spunto, all’interno dell’abitato, prossimo al 7.5%. Raggiunta e attraversata la statale 301 si prosegue (seguire la segnaletica per i Laghi di Cancano) con un’ascesa poco più moderata (6.5%). Al km 1.2 si lascia a sinistra Via Degola e con una curva a gomito si rimontano le propaggini del Monte delle Scale con un primo tratto dove si presentano per circa 500 metri i valori di pendenza più accentuati (8-9%). 

Torri.di.Fraele

La pendice è ricoperta da lunghe e digitiformi colate di detriti e da un basso cespuglieto di mughi con chiazze giallastre di erica e qualche macchia di pino silvestre. È il Bosco di Arsiccio, il cui toponimo, da ‘arso, asciutto’, qualifica il tenore arido del suolo e la caratteristica vegetazione che lo riveste. La strada risale in diagonale il pendio così che la visuale si apre sempre più verso la Valdidentro. 

Al km 5, chi non ha pretese agonistiche, può approfittare di un’area pic-nic (alt. 1513, fontana) dalla quale si scorgono per la prima volta le torri e la meta. Quindi si avvicina l’inquietante Sasso di Prada, imponente monolito di roccia precipitato in epoche remote dal Monte delle Scale. 

DSC_7569
Le gallerie che precedono il culmine al 1941 m

Al km 5.5 e a quota 1656, in corrispondenza all’allaccio di una strada proveniente da Pedenosso (eventuale alternativa di salita), comincia il tratto più esaltante, ovvero i 19 stretti tornanti che vincono il vertiginoso costone delle Scale. Gli ‘aficionados’ delle salite lo potranno avvicinare ai celebri ‘Lacets de Montvernier’, portati alla ribalta del Tour nel 2015. Sui continui andirivieni la pendenza si stabilizza fra il 6 e il 7%, mai eccessiva, mettendo in risalto il dato comune delle ‘strade militari’, quello cioè di mantenere, a scapito della lunghezza, una pendenza continua e accettabile per consentire l’agevole traino delle salmerie. Gli ultimi tornanti preludono al punto più spettacolare: due brevi gallerie, scavate nella viva roccia che precedono lo sprone delle torri. Anche il più agguerrito degli scalatori non può evitare una sosta per ammirare il fantastico panorama verso le cime, in particolare sui nevai di Cima Piazzi (alt. 3439). Le ultime centinaia di metri sono pianeggianti e su fondo sterrato, ben scorrevole, e servono per accedere al Lago delle Scale, alla Valle di Fraele e ai relativi ristori e rifugi.

DSC_7562
Il passaggio in roccia presso le torri

LA SALITA SU DUE RUOTE

Percorso stradale delle Scale di Fraele, in Val Viola, nel comune di Valdidentro, provincia di Sondrio.

Punto di partenza: Premadio (alt. 1249). Vi si arriva seguendo da Bormio (4,5 km) la Via per Premadio che si stacca dalla statale 38 a monte di Bormio. Punto di arrivo: Torri di Fraele (alt. 1941).

Distanza: 10 km. Dislivello in salita: 692 metri. Pendenza media: 6,9%. Pendenza massima: 9,5% fra i km 2 e 2,5.

Condizioni del percorso: strada asfaltata a una carreggiata di 5-6 m (in qualche tratto più ristretta), scarse protezioni laterali. Sicurezza: traffico molto intenso nei fine settimana dei mesi estivi, preferire i giorni feriali. Quando andare. Da giugno a ottobre.

La buona tavola e il buon riposo: Ristoro Monte Scale, loc. Cancano, 0342.904660; Ristoro San Giacomo, 348.3009920; Alpen Hotel Chalet, Via Pecé 3, Valdidentro, 0342.985875, www.alpen-hotel.it; Albergo Bagni Vecchi, loc. Bagni Vecchi, S.S. 301, 0342.910131; Agriturismo Rhaetia, Via S.Antonio 1, Pedenosso, Valdidentro, 0342.986134. Nolo mtb: Mountain bike Cancano, loc. Lago di Cancano, 0342.901336 – 335.7108156

Info. Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio, Via De Simoni 42, Bormio, 0342.900811, www.stelviopark.it; Consorzio turistico Valdidentro, Via Nazionale 18, Isolaccia, 0342.986123, http://www.valdidentro.it

Da fare in più. Con una mountain-bike o e-mtb si può effettuare il giro completo dei laghi di Cancano di 17.3 km con partenza dal Ristoro Monte Scale e andamento in senso orario: dislivello 59 m. Per la discesa dalle torri, sempre con mtb si può optare, raggiunto il terzo tornante, per la strada di Arnoga, chiusa al traffico. Spettacoloso percorso in quota (circa 1900 m) che sfila sotto le cime di Platòr, altresì denominato ‘decauville della presa 39’, poiché tracciato sopra un condotto idraulico in origine servito da una ferrovia industriale.

Internet: www.bormio3.ithttp://www.mtbworld.eu


TI POTREBBE ANCHE PIACERE

Albano Marcarini, TEMPO DI SALITE, 21 x 27 cm, 292 pagine, quadricromia, ISBN : 978-2-940585-26-7, Rossolis 2019.

Albano Marcarini presenta in questo libro una trentina di valichi situati fra il Furka e il Mont Salève, nelle Alpi centro-occidentali. Ne descrive il paesaggio e gli aspetti naturali, quindi passa a narrare per ogni colle le imprese dei campioni del pedale, molte delle quali rimaste nella storia del ciclismo. Non mancano poi i consigli e le informazioni, con mappe accurate e dettagliate altimetrie, per affrontare da provetti scalatori queste salite in Francia, in Svizzera e in Italia, più precisamente in Alta Savoia, nel Vallese e in Valle d’Aosta.

€29,90

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: