I fiori pellegrini del Monte Summano

Itinerario a piedi sul versante orientale del M. Summano (1296 m) nelle Prealpi Vicentine.

M.Summano
La vetta del M.Summano

Il Monte Summano si innalza con una curiosa forma di cono dalla pianura vicentina. Non è un vulcano, ma un grosso rilievo di calcare, tipico delle Prealpi. Si scorge da lontanissimo e attira gli escursionisti come una calamita. Per collocazione e per riconoscibilità fu, fin da tempi remoti, frequentato luogo di culto, prima pagano, poi cristiano. Il santuario intitolato alla Madonna sorge appena sotto la vetta, in una conca di prati e boschi a 1188 metri d’altezza, ed è meta secolare di fedeli. Ogni versante della montagna ha la sua via di salita. Quella che percorreremo, da Piovene, ha un ruolo storico poiché in questo abitato sorgevano un convento e un ospizio per i pellegrini in cammino. Era gestito dai frati eremiti di S. Girolamo, detti Gerolimini, o Girolimini, una congregazione fondata all’inizio del XV secolo. Per cui il sentiero oggi prende il nome di ‘Sentiero dei Gerolimini’, più formalmente ‘Sentiero Cai 459’.

Summano.mapweb
Mappa dell’itinerario

Partenza e arrivo: chiesa dell’Angelo, in località Camposasso, frazione di Piovene-Rocchette. Si raggiunge in auto con l’autostrada A 31 della Valdastico. L’uscita a Piovene-Rocchette è obbligata. Dal paese di Piovene una ripida strada porta in un paio di chilometri alla chiesa dell’Angelo. Lunghezza: 11,4 km – Tempo di percorrenza: 3 ore. Dislivello: 840 metri. Condizioni del percorso: sentieri Cai con segnavia 459 e 460. Periodo indicato: da inizio primavera a fine autunno, in estate evitare le ore più calde. Indirizzi utili: Comune di Piovene-Rocchette, via Libertà 82, Piovene-Rocchette, 0445.696411, http://www.comune.piovene-rocchette.vi.it – Itinerario pubblicato su Bell’Italia, dicembre 2015 – ©Albano Marcarini 2016.

Veneto
Alberghi e ristoranti. 
Trattoria dell’Angelo (località Chiesa dell’Angelo, Piovene, 0445.651181). Ubicata alla partenza dell’itinerario offre una larga scelta di piatti fra cui risotti e paste accompagnate da vari ragù, tagliate di carne e ottimi dolci. Il menu è alla carta con una spesa media di 35-40 Euro. Trattoria al Borghetto (Via Lesina di Sopra 85, Santorso, 0445.649090). Cucina tradizionale vicentina con carni alla griglia. Pranzo completo introno a 30 Euro. B&B La Casa di Alice (Via G. Pascoli 6, Cogollo del Cengio,0445.880195 – 335.5308869). Tranquillo alloggio a pochi chilometri da Piovene. 75 euro a notte camera doppia con colazione.

Le buone cose. Latteria Sociale S. Maria del Summano (Via Lesina 3, Santorso, 0445.640004). Caseificio specializzato nella produzione di latte lavorato, burro, panna, formaggi dop, yogurt, formaggi freschi.

Chiesa dell'AngeloSi può iniziare a piedi a Piovene seguendo il segnavia, ma con un’auto si può anche evitare il primo duro tratto di salita, portandosi al parcheggio della chiesa dell’Angelo, a quota 533. Si risparmia così un buon terzo della salita. Questa chiesa, di linee semplici e pulite, precede il bosco nel quale si sviluppa il sentiero. Calzati gli scarponi si aggira verso l’alto l’edificio sacro e si penetra nel bosco. Il primo tornante è indicato da un vetusto albero di carpino mentre con il successivo si perviene alla radura di Spiadi. Siamo a 700 metri d’altezza. Il sentiero si restringe e si affaccia sulla piana di Schio e di Thiene. Il versante, esposto a sud, è soleggiato e caldo come rivela il tono termofilo della vegetazione con lecci e querce. Appena si torna, per brevi tratti, sull’altro versante, la frescura favorisce invece il faggio, l’acero, la betulla. Si avvicinano alcuni casoni, utilizzati un tempo come ricovero del fieno al centro di radure prative oggi assorbite dal bosco. Uno dei casoni più belli, in splendida posizione panoramica, è il Cason de’Giunori. Qui il prato è rimasto, coronato da possenti frassini. Era un punto di sosta per i frati che salivano con le bisacce piene di viveri e per i pellegrini in attesa di una grazia. A tratti il sentiero rivela l’originario ‘salìso’, come localmente si definisce il duro selciato. Superati i 1000 metri d’altezza si toccano il Cason dei Panassóni, con un alto e isolato abete, e un’area floristica. Questo è un recinto dove allignano fiori rari. Il Summano, infatti, per esposizione geografica, clima e vicende passate, anche di epoche geologiche antiche nelle quali esso rimase isolato dalle glaciazioni, è un vero orto botanico con 545 specie catalogate. In maggio e giugno si osservano le più belle specie di orchidee, le peonie, i gigli alpini. Si narra anche che la ricchezza botanica del monte sia dovuta al fatto che durante i secoli i pellegrini, in segno di riconoscenza, lasciassero in terra i semi portati dai loro luoghi di provenienza.

Santuario.Madonna
Il santuario di Monte Summano

La salita si stempera e il sentiero si allarga. Sono i segnali che indicano l’imminente arrivo alla meta. Il santuario, con il suo vivace intonaco dai profili arancioni, invita al riposo. La sua origine è oscura. Viene in aiuto una leggenda: S.Prosdocimo, primo vescovo di Padova, avrebbe demolito un tempio pagano di Plutone ed eretto un sacello intitolato a Maria. Qualcosa di vero è possibile poiché sulla vetta del Summano si sono rinvenute monete romane, statuine e altri oggetti votivi atti a placare il dio degli Inferi. Si narra anche che Carlo Magno sia giunto qui in pellegrinaggio, ma la prima notizia certa dell’edificio sacro risale solo al 1305. Nel 1452 passò ai Gerolimini che vi risiedettero, con qualche intervallo, fino al 1933. La chiesa attuale è relativamente recente. Risale al 1892 e fu largamente munificata dall’industriale laniero Alessandro Rossi. L’unica traccia antica è la bella vera da pozzo attigua alla chiesa, datata 1505 coincidente con il periodo di massimo fulgore del santuario, capace di ricevere fino a tremila fedeli. Non si può pensar di scendere senza aver prima raggiunto la vicina vetta del M.Summano, a 1296 metri d’altezza. Basta un quarto d’ora di cammino, sopra la conca del santuario. Il panorama è superlativo e contempla tutta la pianura veneta, con i Colli Euganei e i Berici, il Pasubio, la valle dell’Astico, le falde e la sommità dell’Altopiano d’Asiago. Impressionante l’alta croce con il Cristo in metallo che segna la vetta.

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Il santuario di S.Orso

La discesa, confortata dal segnavia 460, prende avvio dal piccolo rifugio, posto a circa 200 metri dal santuario e si sviluppa sul versante a nord della montagna, quasi del tutto in ombra. Dopo il primo tratto su sentiero, nella folta faggeta, si intercetta una lunga, un po’ monotona pista forestale che con larghi tornanti riporta alla chiesa dell’Angelo, dove si era partiti. Esiste anche una seconda possibilità; ovvero di scendere all’abitato di Santorso, lungo il ripido versante meridionale del Summano con il segnavia 457, detto anche ‘Sentiero della Via Crucis’. É una fitta serpentina che ha come termine il santuario, di ispirazione palladiana, intitolato a S.Orso, popolarmente detto ‘Il Santo’, uno dei primi eremiti che visse nella zona. Naturalmente questa possibilità è praticabile solo da coloro che dispongono di una seconda auto per fare ritorno al punto di partenza.

liquore-geroliminoIL GIROLIMINO

Dalle erbe del Monte Summano si ricava un liquore parecchio ricercato con un antefatto curioso. La sua ricetta, manoscritta, fu rinvenuta nel 1892 fra i ruderi del vecchio ospizio di Piovene e fatta avere al priore dei frati Gerolimini. Trasmessa poi a due farmacisti di Schio, fu elaborata e perfezionata fino a produrre un distillato che ebbe riconoscimenti in varie esposizioni internazionali, fra cui quella di Parigi del 1900. La ricetta è rimasta a lungo segreta fino a tempi recenti quando è sorta una contesa fra i due paesi – Piovene e Santorso – che si ritengono esclusivi depositari. Ogni anno, in agosto, si tiene una festa riservata alla degustazione del liquore Girolimino mentre il testo del gelosissimo manoscritto oggi è disponibile su Amazon.

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Sono angoli sconosciuti ai più, sono posti che per arrivarci bisogna faticare un po’, scrutare la cartina, magari chiedere in giro, oppure leggere con attenzione questa guida. Ne abbiamo scelti appena più di una dozzina in due regioni – il Veneto e il Friuli – Venezia Giulia – che ne meriterebbero almeno cinquanta.

Veneto & Friuli Venezia Giulia, Albano Marcarini (a cura di -)D Agostini/Alleanza Ass., 2004, 228 pagine con foto, mappe e acquarelli, formato 13 x 20 cm, 8,00 € *

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