Il Sentiero della Val Lemme

Itinerario circolare in mountain-bike nella Val Lemme, nell’Appennino Alessandrino, lungo un tratto del Sentiero della Val Lemme. 

Nei tempi antichi le ‘vie dell’Oltregiogo’ partivano dal porto di Genova e, oltre l’Appennino, puntavano verso la Pianura padana. Quasi ogni vallata ne aveva una. Anzi, più che le valli ne erano interessate le montagne poiché era più agevole camminare in quota al riparo di frane e inondazioni, protetti da muniti castelli che non nei cupi anfratti dei fondovalle.

Di queste vie, che prendevano anche il nome di ‘vie del sale’, una risaliva da Genova al Passo della Bocchetta per poi seguire un cammino di monti selvaggi fra le valli Scrivia e Lemme. Era una delle più antiche poiché gli studiosi vi hanno identificato la romana Via Postumia, diretta ad Aquileia, tracciata dal console Postumio Albino intorno al 148 a.C. Rimase in uso fino al 1585 quando fu sostituita dalla strada di fondovalle del Lemme.

Esplorare a piedi o in mountain-bike questi territori e rinvenire le esili tracce delle strade antiche è una bella esperienza. La Val Lemme è conosciuta da pochi e apprezzata per la sua integrità paesaggistica. Ha come caposaldo Gavi, vicino a Novi Ligure e a Serravalle Scrivia, nella zona del vino Cortese. Per valorizzare la valle alcuni appassionati hanno tracciato “Il Sentiero della Val Lemme: 54 chilometri di percorso ora su un versante ora sull’altro della vallata. Dagli ultimi lembi della Pianura padana si passa ai declivi intessuti di vigne e ville eclettiche, per arrivare ai boschi più fitti e ai rilievi appenninici in un variato intrico di morfologie montane.

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Il percorso è adatto a ciclisti bene allenati alle salite e pratici nelle discese su fondo sterrato. A piedi si può consigliare il tratto dal Passo della Bocchetta a Voltaggio, ma in tal caso occorre disporre di due auto, da posizionare una alla partenza, una all’arrivo dell’itinerario. Partenza e arrivo: Voltaggio, raggiungibile da Serravalle Scrivia (autostrada A7) in 16.2 km passando per Gavi e Carrosio. Distanza: 29.6 km – Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti circa. Dislivello: 820 metri. Condizioni del percorso: strade provinciali su asfalto a scarso traffico, piste forestali sterrate, tratti su largo sentiero. Periodo: primavera e autunno. Orari di visita dei monumenti: Pinacoteca di Voltaggio, da maggio a settembre, domenica e festivi dalle 15.30 alle 18.30, tel. 347.4608672.

Per mangiare e dormire. 

Ristorante Visconti (Voltaggio, via Anfosso 69, 010/9601221). Menu degustazione da 32 Euro con cucina di tradizione piemontese, semplice ma invitante. Annesso è il Residence Visconti per camere con angolo cottura ad un prezzo di 40 euro la camera singola e 65 euro la camera doppia a notte. – Ristorante Da Bacci (Castagnola, civico 124b, 010/9693929-338.4858298, chiuso lunedì e martedì). Ideale sosta lungo il percorso per un delizioso connubio di cucina ligure (lasagne al pesto) e piemontese (fritto misto). Menu intorno ai 25 Euro. Molto frequentato, meglio prenotare.

Albergo Al Castello (Gavi, piazza Dante 11r, 0143/642794, www.hotelcastello.net). Affacciato alla piazza di Gavi, ma tranquillo e con un terrazzino interno per ottime colazioni. Camera doppia a 60-65 Euro a notte. B&B Il Roseto di Villa Adriana (Fraconalto, località Castagnola, 010/9693891, 339/3344771). In una leziosa villa fine ‘800 con giardino e il roseto, vanto della struttura. Tre camere e un salone d’accoglienza affrescato. Pernottamento a persona in alta stagione da 40 a 60 Euro.

Le buone cose. A Voltaggio si producono ottimi amaretti. Al Bar Cavo, p.za Scorza 3, 010/97601218; al Panificio Carrosio, via Scaglioso 2, 010/9600014. – A Gavi si può trovare il tipico salume “di risulta” la testa in cassetta, testimone della cucina contadina vallemmina e presidio Slow Food (www.fondazioneslowfood.it/pagine/ita/presidi_italia/dettaglio_presidi.lasso?-id=3631).

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Al Passo della Bocchetta

La parte più ‘alta’ del sentiero si identifica con il presunto tracciato della Via Postumia ed è il percorso che propongo, da affrontare in sella a una mountain-bike. Voltaggio, il punto di partenza, dimostra del duplice e trascorso ruolo commerciale e strategico. Le case sono massicce, strette fra loro, tenute insieme sull’alta ripa del torrente Lemme. Si affastellano l’una sull’altra e cingono il campanile della parrocchiale. Si osserva bene il tutto dal ponte ‘romano’, per poi entrare nel borgo, accessibil da soli tre varchi a ribadire la struttura di avamposto genovese sulle vie dell’Oltregiogo. Gli oratori delle confraternite locali e i palazzi della nobiltà sono le attrattive assieme alla pinacoteca del convento dei Cappuccini con circa 200 opere di pittori di scuola barocca.

La prima parte del percorso segue la strada provinciale 160 per il Passo della Bocchetta, in moderata salita, lungo la boscosa vallata. È bene resettare il gps in Piazza De Ferrari a Voltaggio per avere l’esatta misurazione delle distanze. Infatti a 6.8 chilometri dalla partenza, poco dopo il cartello del km 30, si abbandona la provinciale e si scende a destra su una pista sterrata che supera a guado il Lemme. Ora inizia la salita, faticosa, a larghe svolte, nel bosco ceduo. Si superano case isolate: al km 8, presso un bivio, si prosegue a sinistra, sempre in salita, lungo le falde del M. Lecco. Al chilometro 10.6 si raggiunge il crinale dell’Appennino e, tendendo a sinistra, si scende al Passo della Bocchetta, palestra di imprese ciclistiche come ricordano le stele commemorative.

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Ingresso a Fraconalto

Attraversato l’asfalto si continua sul crinale, riprendendo quota vicino alla vetta del M. Poggio. La dorsale è ampia, il panorama aperto sul Golfo di Genova, a volte fin sulla Corsica. Al Pian di Reste si asseconda il lungo contrafforte che divide la Val Lemme dalla Valle Scrivia lungo una pista forestale che riprenderebbe il tracciato della Via Postumia. L’andamento in quota, con lievi saliscendi, è veloce e divertente. Nulla fa presagire l’origine di questa strada, ma, come è noto, non tutte le strade romane presentavano il classico fondo in solidi basoli di pietra. La zona è selvaggia, boscosa. Ai tempi in cui la strada era battuta, e durante il Medioevo, qui sorgevano luoghi di ospitalità per pellegrini e mulattieri. Uno di questi era a Fraconalto, il primo abitato che si avvicina, in splendida situazione di paesaggio. Fino agli anni Trenta del secolo scorso si chiamava Fiaccone, ma il nome non piaceva ai gerarchi fascisti pervasi dalla retorica della prestanza fisica così che riuscirono a modificarlo. Del suo fortilizio resta qualche brano di muratura sulla collinetta dietro le case.

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Segnale di pericolo

Il percorso non entra a Fraconalto, ma curva a gomito sotto la cappella di S.Rocco e scende veloce alla frazione Castagnola, incontrando la strada trasversale per la Valle Scrivia. Chi è affaticato può scendere a Voltaggio, chi intende completare l’anello, sempre sul Sentiero della Val Lemme, deve rispettare il segnavia bianco/rosso con il numero 490 che ci accompagna fin dal Passo della Bocchetta. La strada torna a salire moderatamente verso la spoglia dorsale di M. Alpe. Si passano le case della frazione Chiappa e proprio sotto la montagna, dove il bosco viene meno, si abbandona l’asfalto: verso sinistra s’imbocca un percorso sterrato, con alcune ripide rampe, che fra vecchi coltivi, spoglie pendici di macchia e piccoli invasi di erbe e acque stagnanti, aggira tutta la testata del Rio Carbonasca. Si passano i ruderi di alcuni cascinali e mantenendo la direzione del segnavia si segue un esaltante percorso di cresta fino a confluire di nuovo sull’asfalto ormai alle porte di Voltaggio e del suo storico ponte in pietra.

Il Sentiero della Val Lemme

Sotto il nome “Il Sentiero della Val Lemme” operano un gruppo di privati e aziende, tra le quali Prisma Impianti (www.prismagroup.it) il cui presidente Valerio E. Alfonso (alfonso@prismagroup.it), è anche il promotore dell’iniziativa. Per merito di questo gruppo è stato tracciato e segnalato questo sentiero che, nella sua completezza, copre una distanza di 54.4 km lungo il corso del torrente Lemme, dalla sua confluenza nell’Orba fino al confine con la Liguria. Si percorre a piedi, in mountain-bike o a cavallo. Si può dividere in tappe. La prima: dalla confluenza Lemme-Orba a San Cristoforo, 15 km, 4 ore a piedi, segnavia bianco/rosso con il numero 390. La seconda: San Cristoforo-Monte Erbano, 9.9 km, 2 ore e 30 minuti, segnavia 290. La terza: Monte Erbano-Voltaggio, km 11.3, 3 ore, segnavia 490. La quarta: Voltaggio-Passo della Bocchetta, km 18.2, 4 ore e 30 minuti, segnavia 490. Info: www.sentierovallemme.it

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Da lontano non si riesce a capire se siano torri o campanili, se quelle cuspidi siano i segni della spada o della croce. Su queste colline del Tortonese, dove serpeggia il terzo itinerario del ‘Cammino dell’Alleanza’, tutti i villaggi hanno almeno uno di questi testimoni di pietra. Quasi tutti sconosciuti, annoverati solo nei repertori delle soprintendenze, disdegnati dal turismo che da queste parti viene di rado e per tranquille scampagnate aventi come immancabile obiettivo una bella tavola imbandita. Inutile sfogliare guide o carte, non trovereste nulla, bisogna andarci per conoscere e scoprire una di queste nostre piccole ‘terre incognite’, così vicine e così distanti dalla porta di casa. Partite allora, di buon mattino, senza dimenticare gli scarponcini da passaggiata e mettetevi sulla via di Tortona. Ci si arriva da ogni parte della pianura padana, in autostrada o in treno, perché Julia Derthona, come la chiamavano i romani, è sempre stata un incrocio di strade: di qui passava la Via Postumia, proveniente da Aquileia e diretta al passo della Bocchetta e poi a Genova; di qui partivano la Via Julia Augusta, per le lontane mete della Riviera di ponente e della Provenza, e la Via Fulvia, diretta a Torino, calcata nei Medioevo dai pellegrini romei.

Albano Marcarini, Il Sentiero dei Colli tortonesi, Alleanza Assicurazioni, Milano 2005, pag. 80, con foto, carte e acquerelli, Formato: 11 x 16 cm – 6,00 € – Acquista

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