Castelmuzio, un monumento al paesaggio

Itinerario a piedi in Val d’Orcia, nel comune di Trequanda.

Di tutti i bei paesaggi italiani, quello della Val d’Orcia, nel Senese, ha ottenuto nel 2004 l’ambito riconoscimento di far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Di solito vi appartengono monumenti, qui invece si tratta di un intero territorio che per armonia estetica si trasforma in monumento al paesaggio.

Le brune groppe arate dei campi, dentro cui si piantano, come spilli, ciuffi di cipressi, le lunghe fessure dei calanchi, i boschi di macchia, le vigne e gli ulivi, i casali della mezzadria, le torri arcigne e i centri storici che riposano dentro le loro alte mura. Ecco l’immagine più cara di questa terra, fatta apposta per la contemplazione a ‘passo lento’.

Punto di partenza e arrivo: Castelmuzio, frazione di Trequanda, nella parte meridionale della provincia di Siena. Si raggiunge in auto dalla città (km 57.4) seguendo il raccordo con l’autostrada A1 fino a Sinalunga, quindi la direzione per Torrita fino in località Fattoria dell’Amorosa, da cui per strada secondaria a Sicille, Petroio e Castelmuzio. Tempo di percorrenza: 2 ore e 15 min., su strade campestri e secondarie; impraticabile dopo forti piogge. Dislivello: circa 230 metri.  Periodo consigliato: sempre, salvo i mesi più caldi. Dove mangiare. A Castelmuzio si trovano due ristoranti: il Camerlengo, nel borgo; la Locanda Moscadella, tel. 0577.665310, sulla via per Trequanda.  Dove dormire. A S.Anna in Camprena, in agriturismo, tel. 0578.748303. Indirizzi utili: Parco artistico naturale e culturale della Val d’Orcia, via Dante 33, S. Quirico d’Orcia, tel. 0577.898303, www.parcodellavaldorcia.com – Museo di Arte Sacra della Confraternita, via G. Milanesi 1, Castelmuzio, tel. 0577665227.

Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA, febbraio 2005.

Il nostro sentiero parte da Castelmuzio, simile a tanti borghi toscani, ma più intatto per via del suo isolamento su un colle di tufo a dominio della valle della Trove che andremo a esplorare. Prima però vale la pena dare un’occhiata al luogo, antico possesso (1354) dell’Ospedale senese di S. Maria della Scala. Ci sono ancora la porta delle mura, una casa-torre e lo Spedale che dava rifugio ai pellegrini in transito. Imboccata Via della Trove si scende nella valle, fra poggi ammantati di ulivi. Di fronte si staglia la torre del monastero di S.Anna in Camprena, la nostra meta. Raggiunto il torrente Trove si arriva anche al ponte della rotabile, oltre il quale, presso il molino di S.Anna, inizia la strada campestre che sale, con una lunga china al colle boscoso di S. Anna. Si avvicinano alcuni poderi. Fra cipressi e querce si spunta infine sulla spianata del monastero. È stato qualche anno fa ‘location’ del film ‘Il paziente inglese’ e ciò ne ha dato fama. In origine fu casale, poi palazzo colonico. Alla fine del XV secolo i monaci di Monte Oliveto lo trasformarono in convento dando incarico al Sodoma di affrescare le pareti del refettorio. Le sue Scene della Vita di Cristo sono il tesoro artistico del complesso, riconvertito ad azienda agrituristica.

S.Anna.camprena
S.Anna in Camprena

Si copre la strada che accede al monastero. Raggiunta la provinciale si piega a destra, poi, dopo pochi passi, a sinistra, per uno stradello che scende al Podere Lama e poi al torrente Trove e al ponte attraversato in precedenza. Invece di ritornare per la stessa via si consiglia la deviazione, con largo giro verso il Podere Estia, alla pieve di Santo Stefano a Cennano. Ha il titolo di pieve e origini antiche, si pensa paleocristiane. L’aspetto attuale risale al 1285, momento della sua massima giurisdizione territoriale. Ha decori degni di attenzione: Adamo ed Eva con un aquila, su una monofora del fianco destro; soggetti umani, animali e floreali sul portale in funzione di allegorie sacre; una bella successione di arcature absidali rette da mensoline scolpite. Il tratto di strada che congiunge la pieve con Castelmuzio chiude questa piacevole escursione.

Castelmuzio.map

Si parte da Castelmuzio (1) discendendo via della Trove. Il segnavia bianco e rosso riporta il numero 566. È la traccia da seguire. Fra gli ulivi si arriva, dopo aver attraversato la provinciale, sul fondovalle. Costeggiato per breve tratto il Trove si arriva al ponte della rotabile. Passati sul ponte si raggiunge il diroccato Molino S. Anna e, sempre rispettando il segnavia, si rimonta la pendice verso il monastero di S. Anna che svetta sulla collina. Il sentiero sbuca a pochi passi dal sagrato della chiesa. Dopo la visita si torna a ritroso seguendo però la strada d’accesso. Raggiunta la provinciale per Pienza, dov’è un’antica ‘peschiera’, si punta a destra per circa 200 metri. D’ora in avanti non esiste più segnavia. Poi si segue a sinistra uno stradello, diritto e in discesa. Aggirato il Podere Lama si continua a scendere sulla carrareccia al bordo dei coltivi e si torna sul fondovalle del Trove. Si costeggia il torrente per tornare al ponte presso il molino. Si ripassa il ponte, ma ora si prosegue per breve tratto sulla rotabile, fino a incontrare una stradina sterrata, vicino a una grossa quercia, che verso sinistra contorna il piede della collina. Giunti al diruto Podere Estia, lo si aggira dal basso e poi s’imbocca una via cava che prende di petto la pendice. Si arriva così alla Pieve di Cennano. La via del ritorno a Castelmuzio segue ora la rotabile asfaltata.

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Questa guida raccoglie 29 itinerari, distribuiti nei diversi e affascinanti scenari del paesaggio italiano. Si tratta, salvo qualche eccezione, di itinerari facili, alcuni da affrontare a piedi, altri in bicicletta, in genere adatti a tutti senza difficoltà. La scelta è ricaduta su quelle aree, generalmente rurali, che conservano ancora significativi assetti o particolari elementi paesaggistici. L’interesse può andare da certe tradizionali coltivazioni come il castagneto nella Garfagnana, la risicoltura nel Vercellese, la viticoltura nella Val di Sieve a specifici componenti strutturali del paesaggio agrario come le ‘caselle’ del Loanese o le ‘specchie’ del Salento.

Albano Marcarini (a cura di -), Itinerari nei paesaggi italiani, De Agostini/Alleanza Ass., 2005, 227 pagine con foto, mappe e acquarelli, Formato 13 x 20 cm – 10,00 € – Acquista su www.guidedautore.it

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