Massa Marittima, due anelli in bici

Due itinerari in bici da strada sulle colline attorno a Massa Marittima, provincia di Grosseto.

A volte passano a gruppi come i migratori, altre volte, più spesso, a coppie come due rapaci nel loro spazio di cielo. Ma non mancano gli isolati, che macinano chilometri stretti nei loro pensieri. Sono i ciclisti che percorrono le strade della Maremma a Massa Marittima, il non plus ultra per gli appassionati del pedale. Li si vede a ogni ora del giorno e in ogni stagione perché il clima è straordinariamente mite e il mare non è lontano. In estate è solo la calura che convince a pedalare di mattina presto o sul far della sera che sono i momenti migliori per godere del paesaggio, delle luci e della quiete.

Massa Marittima
Massa Marittima

Le strade poi sono belle, le auto poche e educate. Ognuno si cerca la via, secondo le possibilità o le ambizioni della giornata. C’è chi scodinzola fra i campi e lungo le prode dei fossi, c’è chi segue le curve dei colli per guadagnare in prospettiva, c’è chi affronta le rampe più dure nel fitto della macchia fra le tane dei cinghiali. Così si fanno chilometri, sempre in testa, sempre incuriositi dal paesaggio. Solo la fatica a volte induce a chinare il capo sull’asfalto, più spesso però si guarda in alto, si ammirano le coste e i poggi, vigilati dai cipressi e da grossi poderi, si lancia lo sguardo alla prossima curva, si misura lo sforzo della salita e si pregusta l’ebbrezza della discesa. A volte si è presi dall’inquietudine poiché il territorio è talmente vasto e poco popolato che si teme di smarrirsi. E non c’è nessuno a cui chiedere. Si tratta di un’apparenza ma impressiona, almeno fino a quando, da lontano, non si scorge la collina su cui si stende Massa con la svettante torre campanaria e il duomo. Da lassù partono e arrivano tutti gli itinerari e inizia la storia di questo territorio. La si legge nelle vie, sui palazzi e nei tanti musei dove l’arte si confonde con la cultura materiale e con il lavoro. Qui si è sempre lavorato duro, nei pozzi calati nel profondo, a estrarre minerali per l’industria, a lavorarli in ogni forma e misura fino al tempo, non molti anni fa, in cui si è scoperto che farlo diventava poco redditizio. In questo piccolo acrocoro tutti hanno estratto argento e rame, chi più chi meno: etruschi e romani, vescovi e conti, senesi e massetani. Ne traevano moneta corrente per gli scambi commerciali, per ottenere privilegi, potere e benefici. Un territorio conteso e invidiato, ma che già nel Medioevo seppe affrancarsi da ogni dipendenza dando vita alla Repubblica di Massa, forse la prima realmente fondata sul lavoro, come documenta il Codice Minerario, formulato intorno al 1250, puntuale nel regolare diritti e doveri sulla materia.

Massa Marittima Duomo-3
Il Duomo di Massa Marittima

Da Massa si sviluppa un doppio anello ciclistico di grande suggestione e di un certo impegno. Chi ha buone gambe può sperimentarlo in un colpo solo, ma è meglio assaporarlo in due giornate pernottando nei numerosi alloggi agrituristici dei dintorni, predisposti per l’ospitalità degli sportivi e delle loro famiglie.

Punto di partenza e di arrivo: Massa Marittima, raggiungibile dalla statale 1 Aurelia con uscita a Follonica e con un tratto di 14 km della strada regionale 439.

Anello est (rosso Lunghezza: 35.3 km – Dislivello: 534 metri – Condizioni del percorso: strade comunali e provinciali asfaltate (alcuni brevi tratti dissestati).

Anello ovest (blu)Lunghezza: 44.6 km – Dislivello: 730 metri – Condizioni del percorso: strade comunali e provinciali asfaltate;  ripida salita verso Montebamboli (pendenza media: 12,8 % su 1,4 km); ripida discesa dopo Montebamboli.

Info – Consorzio di promozione turistica A.MA.TUR – Via Todini 3/5, Massa Marittima, tel. 0566/902756 – Fax 0566/940095 – e- mail info@altamaremmaturismo.it  www.altamaremmaturismo.it – Parco archeologico del Lago dell’Accesa, loc. la Pesta: sempre aperto con itinerario libero. Visite guidate prenotando allo 0566.902289. Per gli indirizzi e gli orari di visita dei musei di Massa Marittima (Archeologico, Organistico, della Miniera, di Arte Sacra e Contemporanea ecc.) si consulti il sito www.museidimaremma.it

Alberghi – Albergo Podere Massa Vecchia, Massa Marittima, tel. 0566.903885, www.massavecchia.it – È il riferimento obbligato per i ciclisti con 16 camere doppie, ristorante, copiose colazioni, centro benessere, itinerari guidati ogni giorno, officina meccanica e bike-shop. Ultime arrivate la pista per pump-track (evoluzioni in bici) e 25 biciclette elettriche Flyer, fra cui diverse mountain-bike, per affrontare senza pena anche le salite più dure. Alloggio in alta stagione (aprile-giugno e luglio-ottobre): da 53 Euro a persona con pernottamento e prima colazione. – Tenuta Il Cicalino, Massa Marittima, tel. 0566.902031, www.ilcicalino.it – Camere e appartamenti sparsi in un vasto podere a ulivi e lecci, servizi dedicati ai cicloturisti, piscina e wellness, ristorante con corsi di cucina e museo dell’olio. Appartamenti da 2 a 8 letti, da 644 a 2296 Euro la settimana nel periodo da metà marzo a metà giugno e da fine agosto a inizio ottobre.

Ristoranti – Osteria da Tronca, Vicolo Porte 5, Massa Marittima, tel. 0566.901991. Piatti nella più tipica tradizione maremmana consumati in una cantina a vôlte del centro storico di Massa. Menù da 25 Euro. – La Tana del Brillo Parlante, Vicolo del Ciambellano 4, Massa Marittima, tel. 0566.901274. Pici cacio e pepe, cinghiale alla cacciatora nel menu da 28 a 33 Euro. – Ristorante La Foresta, loc. Montioni, tel. 0565845131, Suvereto. Una buona sosta lungo il secondo anello ciclistico. Menu da 25 a 35 Euro.

Itinerario pubblicato su BELL’ITALIA, maggio 2012.

Massa.mapIl primo anello si sviluppa fra le basse colline a mezzogiorno del capoluogo e ha come attrattiva principale il lago dell’Accesa, un piccolo bacino da cui prende vita il fiume Bruna, tutelato come oasi naturale ma interessante anche per l’archeologia. Scavi hanno riportato alla luce una necropoli e un insediamento etrusco, connesso all’attività mineraria. Prima di giungervi però, la strada serpeggia sulla collina alle spalle di Massa e scende alle Capanne Vecchie, dove fra gli abbandonati impianti estrattivi, si celano antiche miniere di rame a fossa, alcune ben restaurate. Senza tendere oltre in direzione del mare, il percorso, dopo l’Accesa, risale il Piano di Perolla, fra ulivi e allevamenti di bovini maremmani. Supera un displuvio e si ripresenta al piede del colle di Massa.

Montebamboli
Montebamboli

Il secondo anello inizia con una veloce discesa dal centro storico superando la strada di circonvallazione, posta sul tracciato della vecchia ferrovia per Follonica, ex-ferrovia che, per la parte ancora scoperta, potrebbe diventare un’allettante pista ciclo-pedonale, se solo lo si volesse! Quindi si punta sul bastione verde che divide la valle del fiume Pecora, nella quale siamo, da quella del torrente Milia che raggiungeremo. Per farlo occorre vincere, da veri ‘grimpeur’, la salita di Montebamboli, improvvisa e micidiale come un tuono che annuncia un temporale. Il villaggio è spopolato, in una aerea collocazione di crinale e ha un nome simpatico, conosciuto solo dai paleontologi. Qui, infatti, nel 1872, fra strati di lignite si rinvennero i resti dell’Oreopithecus bambolii, ovvero lo scheletro fossile di una scimmia antropomorfa molto evoluta: tanto evoluta da scegliere questo incantevole posto per vivere. Con una lunga e vertiginosa discesa si plana nella valle del Milia con i resti della sua primordiale ferrovia carbonifera, il cui traino si effettuava a mezzo di cammelli, dalle miniere fino al mare. Il ritorno verso Massa svela altri sorprendenti episodi di storia mineraria. A Montioni occorre scavare un varco nella vegetazione per trovarsi di fronte a un formicaio dalle proporzioni umane: una parete giallastra crivellata di gallerie e fori da cui gli antichi ricavavano l’allume. Nei pressi si trova un cippo dedicato a Napoleone: ricorda, in realtà, la sorella Elisa Baciocchi a lungo prodigatasi all’inizio dell’Ottocento per la rinascita agricola della zona. Un’ultima rincorsa al piede dei colli, giocando a rimpiattino fra salite e discese, porta alla fattoria della Marsiliana, dove il Corpo Forestale dello Stato promuove la reintroduzione di specie bovine e equine autoctone. Gli animali vagano indisturbati fra prati e boschi di leccio e roverella. Così come è normale trovare qualche testuggine attraversare arditamente la strada. Animali che predispongono alla lentezza, virtù che si addice quando si affronta l’ultima salita verso la piazza di Massa Marittima, non a caso detta di Schiantapetto, termine poco augurante per coloro che volessero trasformarsi da tartarughe in lepri.

OUT.Toscana723 copiaTI POTREBBE ANCHE PIACERE

La Toscana che trovate in queste pagine non è esattamente quella della torre di Pisa o della cupola di Santa Maria del Fiore, ma è la Toscana dei cipressi e dei cinghiali, dei castagni e della macchia, delle crete e delle faggete appenniniche. C’è il Chianti, c’è la Maremma, c’è San Gimignano ma ci sono anche vallate sconosciute e ugualmente incantevoli come quelle del Gordana e del Verde nella misteriosa Lunigiana. Ci sono piccolissimi angoli di delizia come la Valleriana e la Val d’Orsigna, nel Pistoiese, o la Romagna Fiorentina, lembo di Toscana al di là dell’Appennino. Sono borghi e villaggi, sono decine di chilometri su stradine sterrate o su sentieri, giù per le valli, su per i monti. Si tratta di luoghi che spesso, e a torto, non raccolgono la fama di altre zone turistiche più reclamizzate. Ma forse è un bene. Ve le consigliamo sottovoce perché e lì che, seguendo il consiglio di Thomas Hardy, vi troverete davvero ‘via dalla pazza folla’.

 Albano Marcarini (a cura di -), Toscana Outdoor, De Agostini/Alleanza Ass., 2003, 240 pagine con foto, mappe e acquarelli, Formato 13 x 20 cm – 8,00 € – Acquista
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