Al santuario montano di Marsaglia

Itinerario a piedi nella Valle del Tesso, laterale della Valle di Lanzo in Canavese (Piemonte).

Spesso i luoghi di culto, come i santuari, si trovano in luoghi che non ti aspetti. Non rispondono a logiche razionali, ma come, vuole la tradizione, alla volontà di Dio che può essere contraria a ciò che l’uomo immagina. Un animale che si arresta e non procede oltre è un segno divino che indica un luogo preciso, così come un’immagine sacra che scompare e riappare altrove. Ecco perché parecchi santuari sorgono isolati nelle campagne, lontano dalle strade battute, in cima alle montagne o nascosti nei boschi. Il piccolo e delizioso santuario di Marsaglia rispetta questa regola. Si trova nella quasi sconosciuta Valle del Tesso, un torrentello tributario della Stura di Lanzo, al limite occidentale del Canavese (lo indica un’antica incisione su una pietra del posto). Lo si raggiunge a piedi lungo una bella mulattiera punteggiata da piloni votivi in uno splendido paesaggio di mezza montagna. È un posto bello: «Non ho parole bastanti né efficaci – scrive Carlo Ratti nella sua guida dedicata alle Tre Valli della Stura (1893) – per descrivere la bellezza, l’amenità, la salubrità, la ricchezza di coltura di questa piccola valle che sembra piuttosto un grandioso parco».

TACCUINO DI VIAGGIO

Partenza e arrivo: Fontana Sistina (alt. 1140). Si raggiunge in auto da Torino (km 43) seguendo le indicazioni per Lanzo Torinese, attraverso il Parco della Mandria, e quindi le indicazioni per Monastero di Lanzo. Raggiunto il capoluogo si procede in salita per la frazione Curchiatto, oltre la quale, dopo circa 500 metri si trova il parcheggio presso la fontana.

Lunghezza: 15.1 km – Tempo di percorrenza: 4h ore 45’ (senza le soste) – Dislivello: 580 metri – Segnavia: 403, 406, 408, 3R/407, 403.

Condizioni del percorso: facili mulattiere o strade forestali (su asfalto 6%), un tratto di sentiero ripido da Marsaglia al Rifugio Salvin. – Periodo indicato: estate e autunno.

Le buone soste – Agriturismo rifugio Salvin (loc. Salvin. 0123.27205, 335.5481419, http://www.rifugiosalvin.it). A 1578 metri è il punto culminante e ideale sosta ristoratrice con cucina casalinga con prodotti dell’ azienda agricola. Piatti sostanziosi.  Bene prenotare. Dispone di camere per la notte con trattamento di mezza pensione.

B&B Villa Musso (Via Castiglione 65, Coassolo Torinese, 366/3061265). Bella collocazione per un ‘palazzo’ di campagna, arredato con mobili d’epoca. 

©ALBANO MARCARINI 2024 (testi, foto, cartografia, acquerelli)

1 – L’itinerario inizia a Fontana Sistina (alt. 1129), lungo la rotabile che dall’abitato di Curchiatto porta a S.Giacomo di Moia. Si parcheggia l’auto e ci si incammina lungo la rotabile fino a incontrare l’imbocco, verso destra, della vecchia mulattiera (segnavia 403) per Marsaglia riconoscibile dall’attiguo pilone votivo, detto ‘di Curdunpero’. Il percorso è pianeggiante e segue a mezza costa il versante idrografico destro del torrente Tesso. Sull’opposto versante spiccano le spoglie pendici di Punta Cialma, mentre scrutando nei particolari si riconoscono decine di ‘grangie’ (piccoli cascinali) e piccoli nuclei ‘di monte’ ormai in abbandono. Il percorso è ben riconoscibile grazie al segnavia che si segue fino a un bivio presso un altro pilone, detto ‘Dij Pusau’; qui si abbandona il 403 per rispettare il nuovo segnavia 406. Boschi e macchie di betulle, rivestono ora in forma fitta o più sporadica questa bella pendice montuosa. Si avvicinano le baite di Proima (alt. 1291) per guadagnare lo sprone roccioso di Punta Penna (alt 1304), anch’esso contraddistinto da un bel pilone votivo. Il cammino procede sempre nella medesima direzione fra silenziosi alpeggi fino a superare a guado il Rian di Spine e risalire un pronunciato contrafforte.

2 – Giunti senza troppa fatica a un culmine ecco apparire poco più in basso le baite in pietra di Marsaglia (alt. 1316), fra le quali emerge con la sua sorprendente eleganza un santuario barocco dalla vivace colorazione di facciata. Il sagrato erboso, accanto ad altre cappellette di contorno e alla facciata invitano alla sosta. Si ammirano così i tre ordini dell’edificio, le due nicchie con le statue, gli affreschi del frontone. Il santuario rimonta al 1778 ma certamente è sul luogo di un tempio sacro più antico perché diversi degli ex-voto conservati all’interno, oltre 400 in totale, sono datati del XVII secolo e perché nelle vicinanze si sono rinvenuti sulle rocce segni incisi di riti primordiali. La chiesa è visitabile alla domenica, da maggio a ottobre: altre date certe sono il 15 agosto e l’8 settembre, in occasione delle ricorrenze religiose. La prima è accompagnata, la notte precedente, da una solenne processione con le fiaccole. Durante la seconda invece si procede all’usanza dell’incanto, cioè alla vendita all’asta, dinanzi al santuario, di prodotti alimentari e, in passato, anche di animali per sostenere i restauri. Retrocedendo per pochi minuti sul cammino fatto, fino al culmine, s’incontra a destra il segnavia 408 lungo il quale, e ora in viva ascesa, prosegue l’itinerario.

3 – La salita guadagna lo spalto panoramico dove è ubicato il rifugio Salvin (alt. 1578), alpeggio rinnovato sottoforma di azienda agrituristica e notissima meta gastronomica della zona, favorita anche da una rotabile d’accesso. Dal belvedere si godono tutto il cammino appena fatto e una ‘finestra’ verso la pianura del Canavese; alle spalle invece si inquadra la testata della Valle del Tesso con cime che superano i 2000 metri di quota. Dopo la necessaria sosta ristoratrice si inizia il ritorno che ripercorre il versante ma ad una quota più elevata, al di sopra dell’orizzonte boschivo accanto agli anfratti di roccia dove nidifica il gracchio alpino. Si tratta di una stradella sterrata, indicata con il segnavia 3R/407 che dopo un primo tratto in lieve ascesa, comincia lentamente a perdere quota per posizionarsi sul crinale che divide la Valle del Tesso con la contigua Valle di Lanzo. Si intercettano alcune strade forestali, ma si mantiene sempre la direzione del segnavia che passa poco sopra l’alpeggio di Menulla. 

4 – Nei pressi di Colle S.Giacomo (alt. 1578), che comunica con il versante della Valle di Lanzo, si abbandona il segnavia 3R e si rispetta il segnavia 403 che, con un lungo diagonale si riporta sulla mulattiera seguita all’andata giusto all’altezza del pilone ‘Di Pusau’ (‘della Posa’, del riposo?). In tal modo si ritorna al punto di partenza. 


Albano Marcarini, Il Sentiero della Regina, 168 pag., 3a edizione, 2019.

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