La Ciclostrada dello Stura di Lanzo

Itinerario ciclabile lineare nel Canavese, nella provincia di Torino, su strade secondarie di ripa fluviale e tratti di pista ciclabile.

Di piacevole sviluppo, con un percorso ‘a racchetta’ (un’asta, più un anello terminale), la Ciclostrada dello Stura di Lanzo unisce Borgaro, alla periferia di Torino, con Lanzo, storica cittadina all’imbocco delle valli alpine. Misura 47 km e ha il pregio di cucire, con un tracciato frastagliato, piste ciclabili, strade secondarie e campestri. Attraversa un territorio pedemontano composto dai materiali alluvionali trascinati a valle dal torrente Stura che i geologi chiamano, col loro linguaggio, ’conoide di deiezione’. È una debolissima pendenza quella che attende il ciclo-turista, dai 245 metri di Borgaro ai 540 di Lanzo, ma niente strappi improvvisi, salvo la meta finale nel centro storico di Lanzo, messo su un colle. 

La zona è un lembo del Canavese, regione storica più che geografica che ebbe nel tardo Medioevo una sua unità attraverso le tre castellanie di Lanzo, Ciriè e Caselle, affidate al saggio governo di Margherita di Savoia, marchesa del Monferrato (1295-1349). Molti monumenti di questi centri risalgono infatti al XIV secolo quando si visse in un periodo di pace ottenendo autonomie, statuti e franchigie. Fra le attrattive di pregio si possono citare: la chiesa di Robaronzino e il complesso della Piè di Liramo a San Carlo Canavese, la chiesa medioevale di San Ferreolo a Grosso, il santuario di San Vito a Nole. Ma a sorprendere è pure il paesaggio agricolo, ben conservato, segnato da una diffusa policoltura, da boschi e filari che ne accrescono il valore e la bellezza. 

La Ciclostrada della Stura di Lanzo si dipana in senso orario, lungo la sponda sinistra del torrente toccando alla sua estremità Lanzo, per poi fare ritorno su altro percorso, lungo il torrente Banna fino a Ciriè e infine riconnettersi, in località Fusiera, al percorso d’andata. La partenza è al Parco Chico Mendes, alla periferia nord di Torino, lungo la strada che collega Venaria Reale a Borgaro. Chi proviene dal centro città, deve fare i conti con la viabilità stradale, solo in parte coperta da piste ciclabili. Il parco interessa la ripa del torrente Stura, recuperata  e valorizzata dal 1995. Un avvio piacevole, fra i vialetti del parco. Borgaro e Caselle si traversano al margine del loro tessuto edificato con qualche contaminazione industriale – Caselle in particolare, nota per l’aeroporto, ha una lunga tradizione di aziende cartarie e tipografiche – che fa da contrasto a una campagna strutturata con cascinali e una fitta rete di ‘bealere’, i canali irrigui che prendendo le loro acque dallo Stura e le consegnano alle colture. Il percorso è gradevole, poco trafficato.


Partenza: Parco Chico Mendes, Borgaro (alt. 243). Arrivo: Lanzo Torinese (alt. 515). Il ritorno può avvenire in treno sulla linea GTT per Torino Dora. È possibile trasportare una bicicletta nel limite dei posti disponibili (generalmente due per convoglio).

Lunghezza: 28.3 km. Dislivello: 310 metri.

Altezza massima raggiunta: 515 m. Altezza minima raggiunta: 243 m

Tempo di percorrenza: 2h 15’ 

Tipo di strada: su strada principale 3%, su strada secondaria 83%, su pista ciclabile 9%, su sentiero 3%. Fondo: asfalto 96%. Mezzo consigliato: bici da turismo. Quando andare: sempre, salvo in inverno in caso di gelo.

Difficoltà: bassa. Un tratto finale (1.3 km) in moderata salita se si vuole raggiungere il centro storico di Lanzo. Segnaletica: pannelli blu con le destinazioni, a norma CdS, ma lacunosa e a volte enigmatica.

Connessioni: 2.2a. Corona Verde Stura, 2.2b.Stouring, 2.3b Ciclostrada del Banna, 3.1.Corona di delizie.

La buona tavola: Chico Loco, Parco Chico Mendes, Borgaro Torinese, 011.19116030; Agrigelateria La Porporata, Via Canonico Maffei 57, Ceretta, 011.0160879; Trattoria Tiziana e Michele, Via Triveri 5, Ciriè, 340.4946523; Chiosco caffé e panini L’Baracot, V.le Martiri della Libertà 6, Lanzo Torinese, 0123.320454. Il buon riposo: B&B A Casa di Rosa, Strada Francia 76, Caselle Torinese, 340.2842637.

Assistenza: Cicli Morin, Via Palestro 24/a, Venaria Reale, 011.4270271. Noleggio bici: Turinbike, Via Volta 11/a, Torino (a 2 minuti dalla stazione di Porta Nuova), 011.8998951.

Info: Ufficio turistico Canavese e Valli di Lanzo, Via Umberto I 9, Lanzo Torinese, tel. 0123.28080. Internet: www.turismotorino.org

©Albano Marcarini 2022 – Estratto da PIEMONTE BIKE, di prossima pubblicazione (maggio 2022) per EDICICLO EDITORE

LE SOSTE

1.  VILLANOVA – Ricorda nel nome un insediamento ‘fondato’, cioè pianificato nel dettaglio. Sulla sinistra della strada d’accesso all’abitato si nota la tipica struttura del ‘ricetto’, vale a dire un borghetto fortificato atto alla difesa della popolazione in caso di incursioni nemiche. Non è esemplare come quello, davvero unico, di Candelo, vicino Biella, ma è significativo di un modello diffuso nei torbidi tempi del Medioevo.

Una bealera del Canavese

2.  LANZO TORINESE – Si passa accanto alla stazione ferroviaria, dalla veste di chalet alpino, costruita nel 1876, e quindi si percorre in ascesa Via Umberto I, ingresso al centro storico, posto sul Monte Buriasco, proteso fra la confluenza del torrente Tesso con lo Stura. La posizione, all’imbocco dei tre rami in cui si divide la valle Stura, fu contesa dal Vescovo di Torino e dalla nobiltà locale, poi dai Conti di Savoia e dai marchesi del Monferrato fino all’acquisizione per via matrimoniale fra i due casati, nel 1305, da parte di Margherita di Savoia. Fu poi sede di marchesato affidato alla casa d’Este. La lunga spina del nucleo antico segue il crinale del colle, ma il caseggiato deborda anche sui fianchi, servito da vicoli, detti ‘chintane’, sovrastati da archi. La piazza Gallenga offre il quadro più caratteristico di Lanzo con la torre di Aimone, già facente funzione, nel ‘300, di porta cittadina. Non si può lasciare Lanzo senza i gustosi ‘torcèt’, una sorta di grissini dolci al burro, caramellati in superficie e a forma di ferro di cavallo.

Lanzo. Meridiana

3.IL PONTE DEL DIAVOLO  – Si trova dietro il rilievo sul quale si appoggia il centro storico. Risalente al 1378 fu un punto di pedaggio sulla strada valligiana. Nella stretta forra del torrente Stura, fra due pendici di fitto bosco, si staglia questo ponte in pietra ad arco, sovrastato da un arco, fiancheggiato da una cappella con portico. Vi era pure un portone che veniva serrato in caso di epidemie.

Il Ponte del Diavolo

4. LANZO TORINESE. STAZIONE. – Come molte altre della linea Torino-Ceres, rivela un particolare stile architettonico imitante gli chalet alpini con qualche concessione al decoro liberty. Tutte furono realizzate tra la fine dell’Ottocento e il 1915 quando il Torinese si era dotato di una fitta rete di ferrovie ‘economiche’ e di tramvie.

La stazione di Lanzo Torinese

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