Pellegrini sulla Francigena Senese

Itinerario a piedi sulle colline senesi lungo la Via Francigena.

La Via Francigena fu una strada battuta dalle teorie di pellegrini che, nel Medioevo, si dirigevano verso le città sante del Cristianesimo. Da ogni parte d’Europa una lenta marea umana, durante i Giubilei, si accodava alla volta di Roma. Sulle pietre di questa ‘via peregrinalis’ avanzavano di pari passo, con gli uomini e le donne, la cultura, le arti, la spiritualità. Dopo aver superato le Alpi Occidentali, la Francigena attraversava la Pianura del Po, valicava l’Appennino al passo di Montebardone (oggi della Cisa), toccava Massa e Lucca, solcava l’Arno presso San Miniato, scorreva lungo la Valdelsa, raggiungeva Siena e quindi, dopo le aride balze della Val d’Orcia, si proiettava in direzione di Roma.

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La piana di Badia a Isola

La prima attestazione – di Francigena, cioè di «strada che origina, che viene dalla Francia» – risale all’anno 876. Questa titolazione si usava però per brevi tratti di percorso non esistendo un organismo in grado di amministrarlo per la sua totalità. Il fatto che localmente ricorresse così spesso dimostra tutta la sua importanza.

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L’abside della chiesa di Badia a Isola

Fino al XIII secolo la Francigena avrà un ruolo preponderante fra gli itinerari lungo la nostra penisola. In seguito, con l’incremento degli scambi commerciali e con l’apertura di vie alternative, sarà ridimensionata pur mantenendo la fama di via di pellegrinaggio. In particolare, con l’ascesa politica di Firenze, gran parte dei flussi abbandonarono l’asse della Valdelsa per puntare da Poggibonsi, attraverso il Chianti, sulla città gigliata e indirizzarsi su Bologna.

La Via Francigena ha memorie antiche e fragili. Oggi è stata sostituita da strade moderne, talvolta però essa affiora in qualche tracciato campestre. Sono avanzi di selciato, toponimi che rimandano alle funzioni della strada come Ospedaletto, Camminata, Carrata ecc., edifici religiosi che si attestano dove maggiore era il flusso dei devoti, torri e castelli che vigilavano sulla sicurezza del cammino in cambio di più o meno eque gabelle. L’esplorazione dei tratti più nascosti dell’antica via rivela inattese sorprese. Questo itinerario ripercorre, sulla scorta del diario di viaggio di Sigerico, vescovo di Canterbury (990), il tratto senese meglio conservato, lungo le pendici orientali di Monte Maggio, nel territorio di Monteriggioni. Si tratta di una lunga ma facile passeggiata nell’incantevole paesaggio delle colline toscane.

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Monteriggioni

Punto di partenza: Badia a Isola, frazione di Monteriggioni. Si raggiunge in bus da Siena con i servizi Train, www.trainspa.it – Punto di arrivo: S. Martino, frazione di Siena, da cui in città con il bus 37.

Mezzo consigliato: a piedi. Segnavia: bianco-rosso e cartelli ‘Via Francigena’.

Distanza: 10.8 km. Tempo: 3 ore (senza le soste). Dislivello: 247 metri. Dove mangiare. Nessun punto di ristoro lungo il percorso, salvo un ristoro in località il Ceppo (breve deviazione).

Pubblicato su Bell’Italia nell’aprile 2007 – ©Albano Marcarini 2018.

garmin-basecamp-86La traccia GPS si può richiedere a info@guidedautore.it specificando il titolo dell’itinerario.

 

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Mappa 1 ovest

1 – Da Badia a Isola, sede di un’abbazia, eretta nell’anno 1001 da Ava, nobildonna longobarda, si intercetta, presso il Podere Taverna, il profilo rettilineo della Via Francigena e lo si segue a destra, verso Valmaggiore. Lontano si scorgono le torri di Monteriggioni.

2 – Dopo Valmaggiore si hanno due possibilità, entrambe su tracciati storici, per superare le falde di Monte Maggio: quello di destra, non segnalato, è forse il più antico. A Case al Mandorlo le vie si riuniscono e si procede verso il Pontarrosso, ponte di età medievale.

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Il casale della Chiocciola

3 – Dopo aver percorso un buon tratto di Via dell’Uccellatoio, si volge a destra per avvicinare dei casali, alcuni fortificati come la Chiocciola – così chiamata per la sua torre con scala elicoidale – e la Villa.

4 – Dopo il casale La Villa, recinto di mura merlate da cui spicca una torre quadrata, il sentiero scende dal colle e attraversa il Pian del Lago, così detto per via di un antico bacino lacustre, prosciugato dopo il 1766 con un’imponente operazione di bonifica idraulica.

5 – Alle Cerretaie s’incontra l’asfalto. Seguendo Via Pian del Lago si giunge infine a San Martino, sobborgo di Siena, collegato con l’autobus 37 alla città.

 

 

TI POTREBBE ANCHE PIACERE…

Albano Marcarini, LA VIA FRANCIGENA IN VAL D’ELSA – Alleanza Ass., Milano, 96 pag.

La Via Francigena in Valdelsa è un itinerario escursionistico lungo 68.8 km, che segue con buona approssimazione un tratto del viaggio effettuato nel 990 da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, di ritorno da Roma. Sigerico lasciò una puntuale elencazione dei suoi luoghi di sosta e di pernottamento. In tal modo si è potuto identificare un percorso che nella memoria collettiva e nelle celebrazioni del Giubileo dell’anno 2000 è diventato la Francigena per eccellenza. Il tratto di nostro interesse inizia a Castelfiorentino - o, più precisamente, a Coiano, dove si incontra il percorso sigericiano - e si conclude alle porte di Siena. Risale la Valdelsa sul suo versante occidentale rispettando le linee di crinale fino a San Gimignano. Nel prosieguo, quando la morfologia del territorio si fa più capricciosa, scende nel fondovalle, superando l’Elsa attraverso un movimentato paesaggio di basse colline. Infine, di fronte a Monteriggioni, aderge alle pendici di Monte Maggio e chiude il suo andamento immettendosi sulla Via Cassia alla periferia di Siena.

€6,00

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