Fra le case di pizzo della Val Vogna

Mapp.genItinerario a piedi in Val Vogna, laterale della Valsesia, in Piemonte. Una passeggiata in uno sperduto angolo del Piemonte dove le vecchie dimore contadine sono opere d’arte.

Punto di partenza e arrivo: Ca’ di Ianzo, frazione di Riva Valdóbbia (Vercelli). Si raggiunge dall’autostrada A 26, uscita Romagnano Sesia, seguendo la strada regioniale 299 per Alagna Valsesia. Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minutì. Dislivello: circa 250 metri.

Condizioni del percorso: stradia sterrata e sentieri. Periodo consigliato: da giugno a fine ottobre. Dove mangiare. Rifugio Valle Vogna, frazione Sant’Antonio, anche con alloggio, 0163.91918 – 347.3368950. Indirizzi utili: Azienda turistica della Valsesia, ad Alagna, 0163.922988; Comune di Riva Valdóbbia, 0163.91022.

Val.Vogna.map copiaLa valle è invisibile. Come spesso accade per quelle alpine, laterali alle valli maggiori. Un gradino di roccia la nasconde. Bisogna superarlo perché poi la vista si gratifichi di un paesaggio antico, fatto di prati, pascoli e tanti piccoli villaggi, forse solo grani di case, distanti l’uno dall’altro non più di un’ “ave maria”, come si usava dire un tempo.

Vogna.casa.mapSono i villaggi della valle Vogna, in Alta Valsesia, nel nord del Piemonte. Sono le case di questi villaggi., ben vestite con il saldo corpo in pietra, fissato alle rocce, e l’abito in legno tutto a pizzi, trafori, merletti, degni di una principessa. Sono le case che la tradizione assegna ai walser, il popolo vallesano che a partire dal XIII secolo colonizzò la vicina Alagna, ma che a dire di alcuni non giunse mai in questa valle. Gli imitatori però esistevano anche allora e vedendo quelle belle dimore ne copiarono lo stile anche se il loro sangue era genuinamente latino. I toponimi del luogo non tradiscono affatto un’origine alemanna.

In auto non si va oltre Ca’ di Ianzo. Qui si parcheggia e si comincia il giro dei villaggi: un’ideale passeggiata autunnale, quando i larici si tingono di rosso e le alte vette – che riveriscono i 4.000 metri del Monte Rosa – sono già spruzzate di neve. Dopo pochi passi s’incontrano le prime dimore in legno, con i loggiati continui, disposti su più piani. A Sant’Antonio, accanto al locale rifugio. c’è la linda chiesetta intitolata al santo. Si passa fra i due edifici e si continua, ora su sterrato. La via che da qui risale la valle Vogna termina all’Ospizio Sottile e alla valle di Gressoney: è la via per la Valle d’Aosta, ma occorrono ore e ore di cammino. Noi ci accontentiamo di raggiungere l’ultimo villaggio della valle, Peccia. Qui si osservano l’oratorio di San Grato e una splendida casa seicentesca con logge perimetrali e copertura a padiglione.

Piane.sopra2All’aItezza del tabernacolo di San Nicolao s’imbocca un sentiero (direzione “Soccorso Alpino”) che chiude l’anello tornando a ritroso, a una quota poco più alta rispetto alla strada di fondovalle. Ed è qui che s’incontrano le case più belle e ancora autentiche. Le prime sono a Piane di Sopra, a 1480 metri: un incantevole insieme di strutture lignee tra le quali passa il sentiero. Le “tappe di legno” sono le travi orizzontali che reggono l’impiantito delle logge. Le pertiche che vi corrono tutto intorno servivano a stendere il fieno e i mazzi di spighe di grano o di segale.

Piane e i nuclei abitati che seguono erano ognuno autosufficiente, dotati di forno, fonte e lavatoio per le necessità del corpo, e di una piccola cappella per quelle dell’anima. Commovente quella di Rabernardo, minuscola e stretta fra le case. Possiede un portico passante e un campanilino. Ha una meridiana e funge così da vigile del tempo, da riparo e da luogo di culto. A Rabernardo è raccolto un Museo Etnografico, visitabile su prenotazione. Alcuni prati sono ancora irrigati per scorrimento con canalette in pietra che scendono dai rìali.

FungoDopo Ca’ del Vescovo, si arriva a Oro, preceduta dalla sua fontana di acqua perenne. Qui si osserva, tra l’altro, una dimora le cui travi verticali sono forgiate a forma di fungo. Si osserva anche l’oratorio di San Lorenzo. Passando poi per l’ultima franone, Selveglio, s’imbocca un sentìero che, sotto il locale tabernacolo, scende alla strada di Ca’ di Ianzo.

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Una risposta a "Fra le case di pizzo della Val Vogna"

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  1. Mi permetto di segnalarLe una possibile aggiunta alla sua descrizione dell’itinerario ad anello della valle Vogna: poco dopo Peccia, quasi come giro di boa prima di tornare indietro imboccando il sentiero alto, merita raggiungere e transitare sul ponticello in pietra detto di Napoleone, poiché si dice sia stato costruito da soldati napoleonici in transito nella valle. E’ un punto caratteristico, che completa la bella passeggiata (e che mi pare sia toccato dalla traccia riportata nella sua mappa).
    Cordiali saluti.
    Fabrizio Morosini

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