Il Canale del Conte di Cavour

Itinerario in bicicletta lungo il Canale Cavour, da Chivasso al ponte-canale sulla Dora Baltea.

La necessità di irrigare le risaie del Vercellese e del Basso Novarese spinse nel corso dell‘800 a ideare un canale che prendendo le acque dal Po si spingesse lungo tutta la pianura, fino al Ticino. Nella stagione secca, il fiume Sesia, che scorre a margine di questi territori, non garantiva infatti sufficienti quantità di acqua irrigua, mettendo a rischio i coltivi. Sebbene pensato fin dal 1842, per mente dell’agricoltore Francesco Rossi, il canale, a causa degli eventi risorgimentali, ebbe esecuzione solo dopo il 1863 con la concessione a una società privata italo-britannica. Il conte di Cavour, che aveva fortemente appoggiato l’idea e che, proprio per questa ragione, ebbe dedicata l’opera, non vide il suo compimento. Nel 1866, data dell’apertura, il grande statista piemontese si era spento già da cinque anni.

Cavour.map

Da Chivasso al ponte sulla Dora Baltea. Punto di partenza: Chivasso, raggiungibile in treno (servizio Treno+Bici) sulla linea Torino-Milano. Punto di arrivo: Borgo Revel, da cui a Chivasso con il servizio Treno+Bici della linea Chivasso-Casale Monferrato. Lunghezza: 15.8 km Dislivello: percorso pianeggiante Condizioni del percorso: strade asfaltate, argine del canale in parte sterrato, un tratto di sentiero nell’alveo della Dora Baltea. Attenzione! Per percorrere l’argine del Canale Cavour è necessaria un’autorizzazione rilasciata dal Consorzio Coutenza Canali Cavour, via Negroni 7, Novara, tel. 0321.675211, info@estsesia.it – Da fare in più. A Chivasso è stato allestito un ‘trekking urbano’ segnalato che conduce ai principali monumenti cittadini. Durata: 2 ore e 30 minuti. Un opuscolo illustrativo si può richiedere a info@canavese-vallilanzo.it – La buona tavola. A Chivasso, la Trattoria del Monferrato, via Portis 4, tel. 011.9172000. Le buone cose: i nocciolini di Chivasso fatti di albume d’uovo, zucchero e nocciole; da Bonfante, in via Torino 29, tel. 011.9102157.

Itinerario pubblicato su Piemonte, Speciale di Bell’Italia, maggio 2001. ©2016 Albano Marcarini.

Chivasso Duomo-2
Il Duomo di Chivasso

L’itinerario prende avvio a Chivasso (km 0). All’estremità sud-orientale del centro storico, al margine del Parco urbano del Bricel, si trova il grandioso edificio di derivazione del canale. Qui, una consistente parte delle acque del Po viene deviata nel letto artificiale del Cavour. Accanto all’edificio si erge la statua di Carlo Noè, l’ingegnere che, dopo il Rossi, rielaborò il progetto del canale portandolo a realizzazione. La grande massa d’acqua, prelevata dal Po nella misura di 110 metri cubi al secondo, inizia il suo viaggio di 83 chilometri nelle piatte campagne piemontesi. Il nostro obiettivo è di accompagnarla per il primo tratto, fino al monumentale ponte-canale che consente al Cavour di scavalcare la Dora Baltea.

Iniziamo dunque a seguire la sponda sinistra, lungo una strada asfaltata (Viale Vigili del Fuoco). Raggiunta e superata la zona industriale di Chivasso, si passa sull’opposta sponda con il ponte di Via Nuova (km 2.5). Si può osservare l’imponenza del canale, qui largo 40 metri. Da Chivasso a Galliate,  nel Novarese, il Cavour alimenta una fitta rete di altri canali derivatori per  una rete di complessivi 1500 chilometri dando acqua a ben 500 mila ettari di terreni.

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L’edificio di derivazione del Canale Cavour

Ora si segue una stradina campestre, poco discosta dal canale, per poi tornare su questo al ponte di Castelrosso (km 3.9) e riprendere la stradella d’argine sulla sponda sinistra. Nella località Sbarro si attraversa (cautela!) la strada del Monferrato (ex-S.S.31 bis; km 5.2) e si procede, fra le case del piccolo borgo, sempre nella direzione parallela al canale. Utilizzando il ponte successivo si può fare una breve diversione a Verolengo (km 6.8), abitato d’impianto ortogonale con le facciate lunghe delle case tutte rivolte a mezzogiorno, com’è tipico della pianura piemontese. Passando dinanzi alla stazione si procede a fianco della ferrovia fino a incontrare Via Monferrina – una delle tante che portano questo nome, usate per collegare la pianura alle colline –  per piegare a sinistra e riprendere nuovamente, alle porte della frazione Arborea (km 9.3), l’argine sinistro del Canale Cavour. Ora non lo abbandoneremo più.

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Il Canale Cavour

I ponticelli in pietra e mattoni cadenzano le varie sezioni del percorso, mentre le basse sponde sembrano invogliare il contatto con l’acqua corrente. Imponenti opere murarie furono necessarie per intersecare fiumi e torrenti, senza confondere le acque. Una di questa la possiamo raggiungere alla fine del nostro itinerario. Giunti infatti al casello di guardia 3 (km 11.5), si supera il canale con una passerella pedonale e si scende, lungo la scarpata, nell’alveo della Dora Baltea. Si può anche procedere a piedi, se il terreno risulta molle o inerbito. Si attraversa un pioppeto, si passano due ponticelli fatti di traversine di legno e ci si affaccia al greto del fiume (km 12.2). Qui, fra il mormorio delle acque e il volo leggero degli aironi, si scorge il massiccio ponte-canale in mattoni che consente al Cavour di sovrapassare la Dora Baltea per continuare poi il suo viaggio fra le risaie del Vercellese. La strada del ritorno è la stessa dell’andata. In alternativa si può raggiungere il vicino abitato di Borgo Revel (km 15.8) e utilizzare il servizio Treno+Bici per raggiungere Chivasso.

SE AVANZA TEMPO… UNA SOSTA A CHIVASSO.

La visita di Chivasso inizia in un negozietto ‘retrò’ di Via Torino, dove si assaggiano i ‘nocciolini’: albume d’uovo, zucchero e ovviamente nocciole. Deliziato il palato e sorbito un buon caffé, ci si avvia per la ‘strada’ del centro storico, fra portici e facciatine ottocentesche, fino al punto dove, d’improvviso, sulla sinistra si apre una piazza e, a destra, s’impone la facciata cuspidata del duomo. Non è necessario entrare, basta soffermarsi dinanzi al portale ed alzare gli occhi. Forse non li terrete alti per molto perché una vera folla vi guarderà, una folla di statuette di terracotta, collocate su ogni dove, su baldacchini, peducci, attorno al magnifico rosone, sulle ghimberghe e attorno alla lunetta. C’è tutta la storia del vecchio Testamento e buona parte del nuovo. C’é Cristo, gli Angeli, i profeti e gli apostoli, c’è Giacomo col bastone da pellegrino e il Battista con l’abito di pelle e c’è Pietro con il libro e le chiavi.

Schermata_2015-07-31_alle_17.36.42TI POTREBBE ANCHE PIACERE

Il Canale Villoresi fu una delle grandi opere d’ingegneria idraulica della fine dell’Ottocento. Corre a nord di Milano, dal Ticino all’Adda. Sulla sua alzaia è stata realizzata una pista ciclabile: la più lunga del Milanese, quasi 50 chilometri! La prima guida completa, tascabile e chiara, per seguire la pista ciclabile del Canale Villoresi da Castano Primo a Monza attraversando i parchi naturali dell’Alto Milanese, come il Parco delle Groane, e avvicinando le ville nobili del 7’ e 800, come il Castellazzo di Bollate e la Villa Litta di Lainate. Tutte le info pratiche su come arrivare, cosa vedere, dove mangiare per una bella e tranquilla pedalata in un inatteso paesaggio metropolitano.

La ciclabile del Canale Villoresi, Guida PDF, 44 pag., foto, mappe, acquarelli, 15 x 21 cm.  Scaricabile, stampabile. Le guide di Cycle! 19.

2,00 €  – Acquista su www.guidedautore.it

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